IL NOME E LA FOTO. TENTATO OMICIDIO. La lite all’alba davanti al panificio, due giorni dopo l’agguato a colpi di pistola: ARRESTATO netturbino
4 Luglio 2026 - 13:47
Il 38enne, operatore ecologico e figlio di Peppe o’ Serpente, assistito dall’avvocato Nando Letizia, è finito ai domiciliari con l’accusa di tentato omicidio
MADDALONI – Una lite nata per futili motivi all’alba, davanti a un panificio, sarebbe degenerata prima in una rissa e, due giorni dopo, in un agguato a colpi di pistola. Con questa accusa la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Raffaele Mandato, 38 anni, di Maddaloni, operatore ecologico, assistito dall’avvocato Nando Letizia e indagato per tentato omicidio.
Mandato, figlio di Giuseppe, detto “Peppe ’o Serpente”, entrambi dipendenti della società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, sarà sottoposto nei prossimi giorni all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto avrebbe avuto origine nella mattinata del 2 aprile, due giorni prima del ferimento. Intorno alle 5, la vittima, un 32enne di Acerra, si trovava a bordo della Ford Fiesta della compagna insieme a lei e al fratello della donna quando l’auto rimase improvvisamente senza carburante. Mentre la donna si recava in un vicino panificio per acquistare la colazione, il compagno e il fratello di quest’ultimo raggiungevano a piedi una vicina stazione di servizio IP. Qui avrebbero chiesto un passaggio ad alcuni operatori ecologici per percorrere i circa 150-200 metri che li separavano dall’auto in panne.
Proprio in quel momento, secondo quanto riferito dal fratello della vittima, sarebbe scoppiata una discussione. Gli operatori ecologici avrebbero iniziato a deriderli, apostrofandoli con il termine “pecore”. Dalle parole si sarebbe passati rapidamente alle mani, dando vita a una violenta rissa. Per gli investigatori, quell’episodio rappresenta il movente dell’agguato avvenuto due giorni dopo. Alle 5 del mattino del 4 aprile, in via Feudo, il 32enne, uscito di casa per raggiungere una farmacia di turno, sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco, rimanendo ferito.
Le indagini della Squadra Mobile si sono concentrate proprio sul litigio avvenuto davanti al panificio. Determinanti sarebbero state le dichiarazioni del fratello della vittima, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire la successione degli eventi e di individuare in Raffaele Mandato il presunto autore del tentato omicidio. Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. L’indagato potrà ora fornire la propria versione dei fatti nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, l’indagato è da ritenersi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
