AVERSA. MONNEZZAGATE. Lavoratori di Tekra protestano davanti al Comune. Tutto quello che non ci convince dello strano affitto del ramo di azienda alla ditta nata pochi mesi fa
22 Gennaio 2026 - 13:29
Da qualche giorno, sia nella città normanna, sia in altre zone d’Italia come quelle siciliane in cui l’azienda nolana opera, c’è grande fermento, soprattutto da parte dei sindacati per questa operazione con la Risam. Si parla di pesanti debiti con l’Agenzia delle Entrate ma qui ci dobbiamo lavorare con il nostro metodo per capire cosa stia realmente succedendo
AVERSA (g.g.) – C’è tensione nel settore dei rifiuti. Le manovre messe in atto da Tekra lasciano intendere che qualcosa non quadra. Parliamo del discusso subaffitto del ramo dei servizi ambientali alla Risam Srl, che dopo la Regione Sicilia starebbe ora coinvolgendo anche il Comune di Aversa.
Che ci fosse qualcosa che non andava lo si è capito già stamattina, quando i lavoratori sono scesi sotto il Comune per protestare sulla questione dei pagamenti, a quanto pare arretrati di un mese.
Da qui è emersa un’indiscrezione concreta: Tekra avrebbe debiti molto pesanti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Non è chiaro se si tratti di tasse non pagate o di contributi non versati.
Considerando che Risam è una società nata nel 2025, sorge spontanea una domanda: esistono rapporti diretti o indiretti tra la governance e i soci di Tekra e quelli di Risam? È possibile che Tekra stia cercando di “scaricare” la parte più problematica (per certe grandi operazioni industriali si parlava di bad company) e indebitata dell’azienda per proseguire l’attività attraverso una società nuova, sicuramente senza debiti?
Le maestranze di Tekra, oltre al pagamento delle spettanze, chiedono garanzie.
Il tema è estremamente delicato e richiede un approfondimento serio, scavando nelle storie e nelle identità dei soci di Tekra e Risam. Per questo motivo, al momento, non ci sbilanciamo in conclusioni.
La situazione è ulteriormente aggravata dallo status di proroga di Tekra visto che il contratto è scaduto da tempo e, francamente, il Comune di Aversa avrebbe dovuto esercitare una vigilanza più attenta su queste vicende. Ad esempio, la buttiamo lì, come un’ipotesi tra le tante, ossia quella previdenziale che potrebbe potenzialmente – ripetiamo – essere alla base di possibili debiti con l’agenzia delle entarte: è tutto a posto con il DURC? Parliamo del documento che attesta la regolarità contributiva dell’azienda.
