AVERSA. Ormai, le mense scolastiche in città, sono diventate monopolio de La Mediterranea, azienda nel cuore della famiglia Sagliocco. Altra gara da 3MILIONI e 700mila euro… e non con il ribasso migliore
27 Febbraio 2026 - 14:29
Ecco come è avvenuto. Si è creato, dunque, un monopolio di fatto del servizio mensa delle scuole dell’infanzia e delle primarie che dura da anni e anni. In un prossimo articolo vi spiegheremo e vi dimostreremo che il rapporto tra La Mediterranea e i genitori dei bambini è tutt’altro che idilliaco
AVERSA (g.g.) – Gara per l’assegnazione dei servizi di mensa per le scuole dell’infanzia e quelle primarie di Aversa: l’impresa Prometeo Coop. Sociale offre un ribasso del 24%, La Mediterranea Coop. Sociale del 21,27%, la New Food Soc. Coop. Soc. le RistoSì Srl del 20,77% e la Sirio Srl del 9,9%.
La gara viene aggiudicata alla Mediterranea, che si conferma per la terza o quarta volta in un rapporto consolidatissimo con il comune di Aversa, sempre nel cuore della famiglia Sagliocco, come ampiamente noto nella città normanna. Il prezzo unitario per pasto è di 5 euro, che, al netto di tutti gli altri calcoli, tra ribassi e parti non assoggettabili, si fissa sui 4,20 euro.
Insomma, un’altra gara, come capita spesso nel comune di Aversa, ma anche in altri comuni della provincia di Caserta, aggiudicata perché in partenza è stato dato – e questo, secondo noi, è sbagliato – un peso superiore alla valutazione sulla cosiddetta offerta tecnica o migliorativa rispetto ai requisiti minimi del bando.
Vedete, in Italia, oltre a diverse leggi sbagliate, ce ne sono anche di valide. Le procedure aperte delle gare d’appalto dovrebbero essere, sulla carta, quelle che danno maggiori garanzie di trasparenza. Dovrebbero, perché il problema è che ogni legge, valida in teoria, può diventare una pessima legge nel momento in cui viene maneggiata dalla pubblica amministrazione, dai soggetti che la devono applicare e renderla esecutiva.
Non è assolutamente questo il caso, almeno fino a prova contraria. Ma il problema esiste, perché le valutazioni tecniche sull’offerta migliorativa, anche se si muovono dentro una cornice di vincoli a cui le commissioni dovrebbero attenersi, restano fondamentalmente un’espressione del tutto discrezionale, che molto spesso ribalta i numeri oggettivi del ribasso economico.
Ora, non siamo noi di CasertaCe a sviluppare ogni anno analisi statistiche sulla cifra, sulle percentuali, sul tasso di corruzione nelle pubbliche amministrazioni italiane. Il fenomeno, presente in tutta la Penisola, diventa ancor più grave nel Meridione e, per quanto riguarda la provincia di Caserta, quella su cui possiamo esprimere un’idea fondata su solide cognizioni, siamo su percentuali pazzesche.
Ribadito che questa nostra riflessione, che prende le mosse solo dal dato numerico di questa gara, non vuol minimamente – ripetiamo, fino a prova contraria – mettere in discussione la trasparenza della stessa, non possiamo però non notare la circostanza che la presenza de La Mediterranea ad Aversa, aggiudicataria di procedure che sommano circa 10-12 milioni di euro, ha costituito di fatto un monopolio, che è esattamente ciò che l’esistenza di pubblici incanti, cioè di gare d’appalto, dovrebbe e vorrebbe evitare.
Ma questo è. La nostra riflessione la teniamo aperta, offrendola eventualmente come base di partenza per ulteriori riflessioni da parte di nostri lettori aversani e non aversani.
