Bambini e ragazzi autistici, vergogna Asl. Modificato il bando. Come si può non pensare che si vogliano favorire le solite coop. del voto di scambio?

9 Marzo 2020 - 17:50

CLICCA QUI: L’INCHIESTA. BAMBINI AUTISTICI CASERTANI assistiti per finta. Sta per scoppiare un nuovo scandalo all’Asl

 

CASERTA (Gianluigi Guarino) – L’articolo che ripubblichiamo in alto va letto necessariamente per capire bene di cosa scriveremo, in maniera più agile, oggi.

Sarà fondamentale anche per non considerare sommari, apodittici, certi giudizi che noi esporremo in questa sede. Dunque, la delicatissima, fondamentale assistenza ai bambini e ai ragazzi autistici viene contrabbandata (prima parola durissima da riscontrare con la lettura di cui sopra) dall’Asl di Caserta quale modernissima applicazione del metodo Aba, che negli anni ’60 fu messo a punto dallo scienziato norvegese trapiantato negli Stai Uniti e docente alla Ucla, Ivar Lovaas. 

In effetti, fino ad oggi solo pochissime strutture riabilitative convenzionate hanno operato in parallelo e nel rispetto del protocollo Aba, anche in questo caso consultabile nell’articolo propedeutico in testa.

Tutti gli altri, una pletora di cooperative sociali che solo per il fatto di aver aggiunto, ammesso e non concesso che l’abbiano fatto, nel proprio oggetto sociale la possibilità di erogare anche servizi sanitari e socio-sanitari, hanno ricevuto gli affidamenti dall’Asl di Caserta, con un’attività certificata da attestati e da firme di dubbia autenticità.

E scrivendo questo esponiamo una seconda notizia di reato, che argomentiamo sempre nell’articolo di cui sopra.

Il 31 dicembre scorso è scaduta l’ultima proroga del vecchio bando, e dunque molti bambini e ragazzi autistici sono rimasti senza assistenza, con la conseguenza di una forte protesta da parte dei genitori, alcuni nei quali hanno dato vita anche a comitati che, attraverso il consigliere regionale Gianpiero Zinzi, hanno incontrato il Direttore Generale dell’Asl Ferdinando Russo.

Dunque, bisogna fare presto.

Una vera e propria manna dal cielo per chi auspica la definizione di una gara che porterà alla definizione di una short list di soggetti selezionati per trattare i pazienti. Il giorno 17 gennaio “l’ottimo” Carmine Lauriello, storicamente legato al consigliere regionale del Pd Gennaro Oliviero (con il quale ha avuto qualche piccolo screzio, ora superato, ai tempi delle nomine dei nuovi direttori generali), ha proposto, nella veste di direttore del Dipartimento delle Fragilità, la delibera poi firmata dal Dg Russo, che contempla l’indizione del bando per la nuova gara.

L’abbiamo letto ed effettivamente a Stoccolma o in un altro grande paradiso del welfare non l’avrebbero redatto meglio di come lo hanno fatto all’Asl di Caserta.

Adesione totale ai requisiti minimi previsti dai cosiddetti Lea, o Livelli Essenziali di Assistenza che dir si voglia, e certificazione della completa adozione del bellissimo protocollo Aba.

Passano quattro giorni e Lauriello, di fronte a un direttore generale (che, sia detto con rispetto perché l’adagio non è offensivo, ma tutt’altro, fa la figura dell’asino in mezzo ai suoni) propone, ottenendo naturalmente il visto del vertice aziendale, un’altra delibera che modifica la prima, dunque modifica il bando.

In poche parole, siccome con il coronavirus l’Asl di Caserta è stata costretta a occuparsi, per una volta, di sanità, Lauriello ha immediatamente trovato l’antidoto.

Un intervento radicale che smonta praticamente la S dall’acronimo ASL, che da oggi chiameremo “AL”, sigla che evoca sinistramente la storica figura di Al Capone da Chicago.

E mo’ che è quest’altra storia?

Leggete di seguito le modifiche apportate: per due volte è stato tolto l’aggettivo “sanitario”, sostituito con surrogati che non c’entrano un tubo né con l’Aba né con i Lea:

 

Lauriello e Russo non possono dire che queste modifiche siano state atti dovuti e doverosi per l’adeguamento del bando ai Lea e agli standards di ABA. Chiunque capirebbe che si è tolta professionalità, competenza sanitaria e socio-sanitaria, per abbassare il livello in modo che la pletora di cooperative che si appresta ad andare all’assalto dei miserabili 22 euro all’ora, da suddividere peraltro tra tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di assistenza, possano entrare nella short list.

Ovviamente, e questo è di facile verifica, le strutture serie, quelle che annoverano nei propri organici medici veri, psicologi con lunga esperienza, psicoterapeuti collaudati e non quelli che non si sono specializzati nell’indirizzo cognitivo-comportamentale e a cui il bando modificato apre incredibilmente la strada, non parteciperanno al bando.

E così i bambini e i ragazzi casertani che soffrono di patologie dello spettro autistico saranno i peggio assistiti d’Italia, andando sotto le cure di cooperative sociali che di sanitario avranno solamente delle figure professionali virtuali ma comunque dovutamente certificate in modo che l’AL di Caserta, e non ASL (la Sanità si è suicidata, come si evince dal bando modificato), possa pagare questi “quattro pidocchi” alle cooperative incaricate poi di organizzare le truppe cammellate verso i seggi delle prossime elezioni regionali.

E d’altronde, all’Asl, anzi all’Al di Caserta, le certificazioni passano sempre con tranquillità.

Pasquale Corvino, anello debole di una catena fatta invece di tanti intoccabili, è soprattutto un fesso perché l’Asl di Caserta è da decenni una vera e propria fabbrica del falso. E non solo certo delle false ricette.