CASERTA Domani in città l’XI edizione del Festival Nazionale dei Presepi Viventi Ucraini
10 Gennaio 2026 - 15:11
Caserta – Domani, domenica 11 gennaio, la comunità ucraina terrà a Caserta l’ XI edizione del suo tradizionale “FESTIVAL DEI PRESEPI VIVENTI UCRAINI ” e delle “CANZONI NATALIZIE TRADIZIONALI”.
Il Presepe Vivente ucraino, chiamato Vertep, affonda le sue radici nel XVII secolo. Si tratta di una tradizione che unisce teatro popolare itinerante, canti tradizionali (kolyadky e shchedrivky), costumi rituali, spiritualità comunitaria, musica e rappresentazione sacra. Il Vertep non è solo un atto scenico, ma un rito identitario, simbolo di famiglia, memoria e unità.
L’appuntamento per tutti è presso l’istituto salesiano di via Roma.
Questo il programma della manifestazione:
11:00 – Processione dei Presepi viventi ucraini
11:45 – Preghiera per gli eroi ucraini ed italiani davanti al Monumento.
12:30 – Messa Solenne nel Santuario Salesiano “Cuore Immacolato di Maria” presieduta da Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia insieme ai sacerdoti ucraini
14:00 – Festival presso il Teatro “Don Bosco”.
Ospiti d’onore dell’evento saranno Mons. Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, Mons.Pietro Lagnese, vescovo di Caserta, il console generale ucraino a Napoli dott. Maksym Kovalenko.
Per conto della città è annunciata la presenza dei rappresentanti della Prefettura, della Questura e del Comune e di Caserta.
I figuranti dei presepi viventi che animeranno la sfilata e gli altri momenti del festival proverranno, organizzati dalle parrocchie di appartenenza e da associazioni socio-culturali, da Roma, Agropoli, Battipaglia, Aversa, Napoli, Salerno e Capua.

La comunità ucraina casertana sarà condotta dall’instancabile Padre Igor Danylchuk, sacerdote di rito cattolico ortodosso, riferimento e guida spirituale dei numerosi connazionali presenti nel territorio.
E’ ammirevole lo spirito nazionale di questo popolo che, pur nella tragedia della guerra di invasione russa, non perde i suoi valori di riferimento e non rinuncia alle sue tradizioni.
