CASERTA I monti tifatini…perle ai porci

2 Dicembre 2025 - 19:16

Caserta (pm) Un nostro lettore, ambientalista militante e non per posa, ci ha scritto per segnalarci l’ennesimo scempio al patrimonio boschivo che ha accertato  transitando nel tenimento del comune di Castel Morrone. In via della Pineta, dove esisteva un viale  alberato che partiva da due pilastri di accesso alla proprietà e si inoltrava fino ad un fabbricato ora in stato di abbandono ed in rovina, sono stati abbattuti numerosi pini che lo formavano. Peraltro il posto è stato percorso anche dal grosso incendio di questo giugno.

Come stiano esattamente le cose, non sapremmo dire. Disponiamo solo della documentazione fotografica attuale  del luogo che ci ha mandato il lettore e di quella storica reperibile in rete.

Nel confronto tra l’una e l’altra emerge quasi un disastro. Di un bel e duplice filare che esisteva un tempo non c’è quasi più nulla. E dire che il rudere di cui dicevamo potrebbe avere carattere storico se fosse, come indicato in alcune fonti, il casotto Leonetti databile al XVIII secolo.

Può ben essere che l’intervento di abbattimento delle grosse piante che vi è stato, con l’intervento di una ruspa e di una squadra di operai che sono stati visti all’opera, si stato autorizzato. Come è accaduto quando lo scorso marzo sono stati atterrati i pini storici a contorno del Palamaggiò (nella foto a lato). All’epoca fummo subissati di segnalazioni della cosa, che, per quanto incredibilmente, accertammo essere stata notificata ed approvata dalle autorità competenti.

Per i fatti di oggi, chi ne ha la potestà potrà, se crede, svolgere le verifiche ritenute opportune.

Ma quello che più ci preme è denunciare ancora di nuovo l’abbandono dell’ideata costituzione di un Parco dei Colli Tifatini.

Un ente pubblico preposto alla tutela ed alla promozione del patrimonio e del valore paesaggistico,  naturale e culturale di tale catena collinare sarebbe la risposta istituzionale più ovvia e razionale. E difatti sono almeno due decenni che se ne parla tra i comuni che ne sarebbero interessati (Caserta, Capua, Casapulla, Casagiove, Castel Morrone e San Prisco) ma nell’inconcludenza più assoluta. Senza indagare le ragioni specifiche di tale stallo, in quanto impresa inutile oltrechè pressappoco impossibile – una considerazione crediamo di dover fare. Non è che ci troviamo davanti al classico caso della tela di Penelope. Di giorno si tesse lodando il progetto, e la notte si disfa pensando ai vincoli futuri a cui si troverebbero assoggettate le amministrazioni comunali, ora totalmente sovrane?

A Caserta, l’ultima volta che si è parlato in sede politica della costituzione di un  Ente Parco Monti Tifatini è stato in occasione di una interrogazione del marzo 2023 del consigliere Raffaele Giovine agli assessori Mugherino e Maietta.

Nelle circostanza venne tirata in ballo la concorrente e reputata incongrua legge regionale in materia e l’assessore Maietta osservò nel suo intervento come : “noi stiamo in una fase di pianificazione delicata e strategica per il futuro del territorio e della città, stiamo valutando, parcamente, che qualsiasi iniziativa non vada, in primis a sottrarre sovranità alla città, e quindi al suo governo, al suo Parlamento; e che non ci facciamo sottrarre di essere responsabili per il domani del nostro destino…”. Appunto, come dicevamo.

Per fortuna non è spenta la fiammella civica sul tema. Come demmo notizia, in questo agosto si è costituito il Comitato Parco Urbano dei Colli Tifatini, formato da associazioni cittadine espressione dei comuni toccati dai monti Tifatini, quali Terra Nostra, Noi Cittadini, Casa
Hirta e MediterranEco.

Il sodalizio così osservava all’atto della sua presentazione: “I Tifatini sono un sistema collinare di grande pregio, seppur saccheggiato, con un ecosistema da salvaguardare. Un’ area che fa corollario alla Reggia ed alla sua storia. Tutto questo è un patrimonio da recuperare e conservare, valorizzandolo. Ed è proprio nei momenti di crisi che bisogna reagire. Caserta ha bisogno di un polmone verde, di paesaggi, di storia, di ridisegnare un nuovo volto alle sue colline e definire una progettualità di sviluppo e di valorizzazione delle stesse. Per questo abbiamo ritenuto di costituire il Comitato Parco Urbano dei Colli Tifatini. Un progetto che possiamo definire storico ma chiuso nei cassetti della politica. Vogliamo riprenderlo, noi che non l’abbiamo mai dimenticato, per dare concretezza ai tanti, ed a volte purtroppo velleitari, discorsi ambientali, agendo sulle tante risorse che arricchiscono il territorio, dal turismo sportivo, enogastronomico e culturale fino all’agricoltura. Se per Benedetto Croce il paesaggio è il volto caro della Patria, i Tifatini, purtroppo, sono il volto sfigurato della nostra provincia”.

Sono considerazioni da sottoscrivere parola per parola, a fronte di una classe politica locale che sfiora l’inettitudine.

Ed il rapporto annuale sulla qualità della vita appena divulgato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, che rilega il casertano agli ultimi posti, è in un certo qual modo il sigillo a tale analisi. In particolare la tabella pubblicata sull’Indice del clima dice che le nostre condizioni ambientali sono le peggiori in assoluto. Per risalire la china non servono più proclami o chiacchiere di amministratori tutti uguali a loro stessi, ma il rimboschimento intensivo delle nostre colline, lo sviluppo e la  valorizzazione del verde urbano, l’azzeramento del consumo di suolo. Non altro !

IL RUDERE IDENTIFICATO COME CASOTTO LEONETTI