CASERTA. La commissione del dissesto dice “No” a Pio Del Gaudio. Ha chiesto al comune i 30 mila euro della sanzione appioppatagli dalla Regione per gli scarichi fuori norma

23 Giugno 2022 - 13:46

Si tratta della multa che, dopo un controllo effettuato dall’Arpac, il sindaco di Caserta ha ricevuto per la gestione degli scarichi urbani nelle frazioni di di Casertavecchia, Pozzovetere e Casola. L’Osl non ha ammesso la sua richiesta di liquidazione. Essendo il documento della commissione del dissesto un po’ parco di motivazioni e narrativa, abbiamo provato ad immaginare e analizzare i motivi di questo “niet” emesso nei confronti dell’ex sindaco di Caserta

CASERTA (l.v.r.) – La storia gira intorno ad un controllo che l’Arpac, l’Agenzia regionale protezione ambientale della Campania, operò nel 2014 negli insediamenti rete fognaria e impianti di sollevamento acque reflue urbane, siti nel comune di Caserta e precisamente nelle frazioni di Casertavecchia, Pozzovetere, Casola.

L’Agenzia aveva scoperto che per i tre insediamenti su menzionati non è stata esibita autorizzazione allo scarico sul suolo, un via libera che lo stesso comune, al tempo guidato dal sindaco Pio Del Gaudio, avrebbe dovuto dare. Le analisi avevano chiaramente dimostrato come quelle acque che finivano il loro percorso sul terreno superavano i limiti previsti dal Testo Unico sull’Ambiente (il d.lgs. 152 del 2006) relativamente a solidi sospesi totali, COD, BOD5, azoto totale, fosforo totale, tensioattivi totali ed escherichia coli.

La legge prevede che a pagarne (letteralmente) le spese di queste violazioni sia il sindaco pro tempore del comune nel quale avvengono. E quindi il 18 marzo 2018 Del Gaudio si vede arrivare una salata multa dal valore di 30.408 euro, per l’illecito amministrativo contestato dall’ARPAC sulla gestione degli scarichi nelle tre frazioni del capoluogo.

A quattro anni di distanza, il consigliere Del Gaudio il 4 aprile scorso ha presentato un’istanza di ammissione in massa passiva della somma, dei 30 mila euro che verosimilmente l’ex sindaco di Caserta avrebbe pagato al momento dell’irrogazione della sanzione. Le motivazioni per cui Del Gaudio ha chiesto questa somma al comune sembrerebbero legate al fatto che l’ingiunzione di pagamento della Regione è precedente alla dichiarazione di dissesto e che il comune assume la posizione di co-obbligato in solido rispetto alla liquidazione della multa. Il responsabile in solido o co-obbligato dovrebbe poi versare la sua quota a colui che si è occupato del pagamento integrale della somma.

Ma l’Organo straordinario di liquidazione del dissesto ha sbarrato la porta a Del Gaudio, non ammettendo alla massa passiva la somma di 30 mila euro. Nonostante il documento dell’Osl sia decisamente parco nella narrativa, almeno è presente la motivazione di tale decisione: “Non avendo (Del Gaudio) titolarità nell’esigere il credito richiesto con l’istanza in esame“.

Sarebbe interessante capire, però, se all’ex sindaco la somma sia stata vietata in quanto non di competenza dell’Osl e quindi Del Gaudio potrà continuare a rivalersi, a richiedere al comune di Caserta tale somma, oppure se il consigliere comunale passato al centrosinistra di matrice mastelliana non ha diritto a richiedere il pagamento dei 30 mila euro all’ente capoluogo. Un’altra ipotesi che possiamo fare, infine, è che la non ammissione nella massa passiva riguardi la cifra richiesta, 30.408,50 euro, e non il diritto in sé. Infatti il debitore co-obbligato in solido paga la sua parte della somma versata. E’ possibile immaginare che, forse, la richiesta all’Osl per la sanzione beccata da Del Gaudio in quanto sindaco di Caserta dovesse riguardare la metà della cifra complessiva, cioè 15.204,25 euro.

Come dicevamo prima, queste sono ipotesi, essendo stato decisamente scarno l’atto pubblicato dalla commissione del dissesto.