CASERTA. Mercoledì il Circolo Nazionale ospiterà la presentazione del libro “La Libertà che feconda” con i coautori Giancristiano Desiderio e Domenico De Vivo

26 Gennaio 2026 - 12:15

Caserta ­– Mercoledì prossimo 28 gennaio, con inizio alle ore 17, il Circolo Nazionale di Caserta di piazza Dante ospiterà la presentazione del volume “La libertà che fecondaEpisodi di storia del cristianesimo”, edito dalla Eurilink University Press. Si tratta di un testo che riflette e approfondisce le radici storiche, culturali e teologiche del Cristianesimo, dalle origini all’epoca costantiniana, attraverso un percorso tra filosofia, fonti storiche, esegesi e libertà religiosa.

Il lavoro, realizzato a quattro mani, vede i contributi di Giancristiano Desiderio, Domenico De Vivo, Oscar Sanguinetti e Don Roberto Spataro.

Interverranno alla serata i  primi due coautori che dialogheranno con Alberto Zaza  D’aulisio, presidente del Circolo.

Giancristiano Desiderio, che negli scorsi anni è stato docente a Caserta prima di trasferirsi a Sant’Agata dei Goti, è tra i maggiori studiosi italiani dell’opera di Benedetto Croce e un interprete del suo liberalismo. Ha pubblicato saggi su Croce, Einaudi, Machiavelli, Vico, Hegel, Marx, Berlin. Scrive per il Corriere della Sera e per Il Giornale.

Domenico De Vivo è avvocato e cultore di Storia Romana  del I e II secolo. Laureato presso l’Università “Federico II” di Napoli e già borsista della Luiss di Roma e del Formez, è autore di varie pubblicazioni.

Presentiamo ai lettori uno stralcio della prefazione al libro a cura del professore Antonio Salvatore Romano, ordinario di Storia della Chiesa:

Ogni generazione – per non dire ogni uomo – ha bisogno di ricreare nel suo spirito le verità disperse nella storia. Il libro, frutto del contributo di quattro illustri autori, parte dalle considerazioni sul saggio di Benedetto Croce “Perché non possiamo non dirci cristiani” che uscì sulla rivista “La Critica” il 20 novembre 1942 ossia nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale. Gian Cristiano Desiderio prende quindi le mosse dalla situazione storica e dalle reazioni che ci furono in campo politico e si allargherà allo stesso pensiero del filosofo e alla sua battaglia ideale e pratica per la difesa della libertà. Con Domenico de Vivo, il volume passa ad esaminare le fonti dirette delle origini del Cristianesimo e le testimonianze storiche antiche non cristiane. Sono solo una decina gli storici ed autori antichi che costituiscono le fonti indirette delle origini del cristianesimo e affondano le radici nel contesto storico e culturale dell’Impero Romano: rispettando un ordine cronologico si parlerà del c.d senaconsulto del 35e di pochi autori, fra i quali i tre latini sempre considerati: Plinio il Giovane, Tacito e Svetonio. Ciò che Socrate ha significato per la storia dell’antica filosofia greca – ci ricorda Roberto Spataro – è stato Origene per la storia del Cristianesimo antico. Con Origene iniziano l’esegesi biblica sistematica, fondata su una precisa teoria ermeneutica e la teologia tout court, intesa come rigorosa ricerca intellettuale dei dati della Rivelazione accolti con fede. L’eredità di Origene fu raccolta dai suoi estimatori tra i quali si annoverano, in Oriente, i Padri Cappadoci e, in Occidente, personalità della statura di Ambrogio. Nella quarta parte, Oscar Sanguinetti, ci parla del cristianesimo nell’epoca costantiniana: con Costantino I, che regna dall’inizio del IV secolo, il culto cristiano viene riconosciuto ufficialmente. Dopo la sua vittoria a Ponte Milvio, Costantino interrompe le persecuzioni e nel 313 emana l’Editto di Milano, che garantisce libertà di culto. Costantino chiama anche alla conversione al cristianesimo e sostiene l’unità della Chiesa, convocando il Concilio di Nicea nel 325 per affrontare le eresie. Il termine “Chiesa costantiniana” è stato usato per criticare la Chiesa prima del Concilio Vaticano II, sostenendo che si sarebbe contaminata con il potere temporale”.

LA LOCANDINA DELLA SERATA