CHIRURGIA PER DIMAGRIRE. Il perito, prof universitario, davanti ai giudici: “Ecco gli errori commessi dal chirurgo della CLINICA VILLA DEL SOLE ai danni di Francesco Di Vilio, poi deceduto”

19 Gennaio 2026 - 18:23

Continua il processo che non riguarda solo l’omicidio colposo per colpa professionale, ma anche per lesioni colpose e reato di falso riguardante un intervento speculare praticato nei confronti di Angela Iannotta, salvata in extremis dai chirurghi dell’Ospedale di Caserta, ma soprattutto dal dott. Corcione del Secondo Policlinico

CASERTA – Nuova udienza oggi davanti al presidente della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, del gip-gup Sergio Enea, nel processo a carico del dott. Stefano Cristiano. Il chirurgo bariatrico, presente in aula, è imputato per omicidio colposo per colpa professionale per la morte di Francesco Di Vilio e per lesioni colpose e falso nei confronti di Angela Iannotta, giovane mamma di Santa Maria Capua Vetere.

Protagonista dell’udienza è stato uno dei consulenti medici della Procura, Giovanni Gallotta, professore aggregato (quelli che una volta chiamavano ricercatore) di Medicina interna all’Università Federico II di Napoli, membro di un collegio di tre consulenti universitari esperti in diverse branche della medicina e della chirurgia.

Il professore ha risposto per oltre tre ore alle domande del Pubblico Ministero, dott.ssa Anna Ida Capone, degli avvocati di parte civile Gaetano e Raffaele Crisileo, del legale della Clinica Villa del Sole di Caserta, avv. Ferdinando Trasacco, e del difensore dell’imputato, avv. Massimo Damiani.

Gli altri due consulenti nominati dalla Procura, il prof. Gaetano Buonocore e il prof. Bruno Di Filippo, verranno ascoltati nella prossima udienza fissata per il 9 febbraio alle 12.

Nel corso della sua deposizione, Gallotta ha illustrato nel dettaglio gli errori medici attribuiti al dott. Cristiano nel trattamento di Francesco Di Vilio, chiarendo che le criticità principali si sarebbero verificate nella fase post-operatoria. Dunque, il concetto dovrebbe essere il seguente: ad avviso del professore della Federico II sarebbero stati gli errori compiuti durante l’intervento, o comunque relativi alla decisione di intervenire nella maniera in cui è intervenuto Cristiano, a causare le criticità post-operatorie. Dopodiché, Gallotta ha ricostruito il drammatico percorso clinico del paziente, operato presso la Clinica Villa del Sole di Caserta e successivamente trasferito all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove è deceduto.

Le prossime udienze vedranno i consulenti della Procura riferire anche sul caso di Angela Iannotta, sopravvissuta dopo un percorso clinico devastante. La donna era stata sottoposta a due interventi di bypass gastrico sempre dal dott. Cristiano, finendo poi in coma a causa della necrosi di alcuni organi interni. Dopo due interventi salvavita all’Ospedale di Caserta, venne trasferita al Secondo Policlinico Universitario di Napoli, dove il prof. Francesco Corcione, al termine di un intervento durato nove ore, riuscì a salvarle la vita ricostruendo alcuni organi interni.

Dunque, l’udienza odierna si è concentrata esclusivamente sulla storia clinica di Francesco Di Vilio, 69 anni, di Santa Maria Capua Vetere, morto il 1° gennaio 2021 all’Ospedale Cardarelli di Napoli. Per la precisione gli interventi a cui Di Vilio era stato sottoposto sono stati tre, tutti ad opera del chirurgo Stefano Cristiano. Mentre la Iannotta è riuscita miracolosamente – per l’abilità die medici di Caserta ma soprattutto del dott. Corcione – a sopravvivere alla necrosi degli organi interni, lo stesso non è successo a Francesco Di Vilio, ucciso da una grave setticemia e da necrosi di più organi interni che a sua volta si sono sviluppate.

Non il primo problema giudiziario per Cristiano, dato che recentemente è stato condannato a due anni di reclusione dal Tribunale di Nola, giudice Zingales, per omicidio colposo in questo caso per la morte di Raffaele Arcella, 29enne di Caivano, deceduto dopo un intervento di bypass gastrico eseguito dallo stesso chirurgo presso la Clinica Trusso di Ottaviano. Un procedimento, questo, è attualmente pendente in Corte di Appello.