CORRUZIONE E INCIDENTI D’AUTO. La bottiglia di Dom Perignon consegnata in tribunale e la borsa di Gucci. Così gli avvocati compravano le sentenze dei giudici di pace
12 Febbraio 2026 - 12:55
CASERTA – Soldi, champagne di lusso e una borsa firmata in cambio di sentenze favorevoli. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Roma, seguita nel suo percorso d’indagine dal Nucleo di polizia economico finanziario della Guardia di Finanza di Caserta,
Come raccontato anche nei giorni scorsi, la lista degli indagati è aperta dai tre magistrati onorari: Rodosindo Martone, Bruno Dursio e Maria Gaetana Fulgeri, tutti in servizio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il gip della procura di Roma, foro competente per i magistrati sammaritani, ha disposto nei loro confronti la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di un anno. Accanto a loro, la figura cardine del presunto sistema è l’avvocato Giuseppe Luongo, per il quale è stata ordinata la misura degli arresti domiciliari.
Completano il quadro altri legali come Michele Zagaria, Vincenzo Castaldo e Michele Chirico, per i quali è stato applicato il divieto temporaneo di esercitare la professione di avvocato per un anno. Vengono inoltre menzionati i medici Giuseppe D’Amico e Michele D’Amico, quest’ultimo professore universitario, ed Elvira Merola, moglie del giudice Martone, indagati ma senza alcun tipo di limitazione della libertà.
Un atto come quello dello scorso 29 gennaio, ovvero l’ordinanza di misure cautelari, coercitive e di sequestro, emesso dalla procura di Roma ed eseguito dai finanzieri casertani, specifica quali sono i capi d’imputazione provvisori, ovvero le accuse che i magistrati muovono, in questo caso, ai colleghi, giudici di pace, avvocati e affini.
Uno di questi è dedicato alla giudice di pace Maria Fulgeri, magistrato in servizio al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e i legali Luongo, Castaldo, Zagaria e Chirico. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli avvocati, che patrocinavano cause per sinistri stradali mai accaduti, in cambio di regali e denaro, ricevevano sentenze favorevoli ai loro assistiti.
L’accordo dello specifico capo d’imputazione, stando alle carte, sarebbe stato chiuso il 16 dicembre 2024. Il giorno dopo, gli avvocati Luongo e Castaldo hanno consegnato alla giudice 5.000 euro in contanti, 2.500 euro ciascuno, nascosti dentro una confezione regalo con una bottiglia di champagne Dom Pérignon. Il tutto recapitato direttamente in tribunale. Gli altri due legali, Zagaria e Chirico, hanno invece regalato alla giudice Fulgeri una borsa del marchio Gucci del valore di 4.000 euro.
In cambio di questi omaggi, il magistrato ha depositato diverse sentenze favorevoli: una causa patrocinata da Chirico e Zagaria con un risarcimento di circa 14.000 euro, una causa seguita dall’avvocato Luongo che ha portato a un indennizzo di 12.000 euro più spese legali per 3.900 euro, e due cause dell’avvocato Castaldo con risarcimenti complessivi di circa 16.000 euro e spese legali per 5.000 euro.
Secondo le stime della Procura, il “prezzo” pagato per corrompere il giudice è stato di 9.000 euro, tra contanti e regali di lusso. I guadagni dei quattro avvocati, tra risarcimenti e spese legali, ammonterebbero invece a circa 50.000 euro complessivi.
