DE ROSA BROTHERS. La campagna elettorale da Paperoni di Lello e Marcello. Il comitato con piano-bar davanti al Comando dei carabinieri e quello nello stabile dell’imprenditore che fu arrestato

17 Novembre 2025 - 17:04

Stanno uscendo fuori come funghi, addirittura a San Marcellino, la città di quel Colombiano che ha bloccato il concorso per 11 posti in Provincia che, lui, De Rosa, ha dichiarato di aver denunciato in procura. Ma, come sappiamo, i due si sono riappacificati, a seguito di un intervento di imprenditori locali. Poi, la vicenda di Michele Scarano, imprenditore che in passato ha subìto una misura cautelare in carcere per due motivazioni diverse, non è chiarissima

CASERTA (g.g./l.v.r.) – Per entrare nell’alveo dei candidati casertani che prenderanno un seggio in consiglio regionale, Marcello De Rosa e il fratello Raffaele, per gli amici Lello, sanno benissimo che devono sfruttare ogni voto, muovendosi e facendosi vedere il più possibile.

E non si stanno risparmiando i De Rosa Brothers, che stanno aprendo comitati elettorati come se piovessero.

A Marcianise, nella sua Casapesenna e anche nella San Marcellino dell’ex nemico, poi hanno fatto pace con l’intercessione di alcuni imprenditori (CLICCA E LEGGI), Anacleto Colombiano, presidente della provincia e uomo di ferrea fede di Giovanni Zannini, anche lui in corsa per un posto in consiglio regionale, come si sa.

Forse il comitato che ha fatto più rumore è quello inaugurato davanti al comando provinciale dei carabinieri di Caserta. Letteralmente più rumore, vista la presenza anche di un piano bar all’apertura ufficiale. E su Caserta questo comitato ha fatto discutere, visto che tra i protagonisti della campagna elettorale di Marcello De Rosa, c’è soprattutto il fratello Lello, tra le altre cose funzionario del comune di Caserta, a cui la commissione post scioglimento per camorra ha dato ampi poteri.

Lello De Rosa, tra le altre cose indagato per corruzione ai tempi in cui era in servizio al comune di Teverola, è in contatto diretto con gli imprenditori che si occupano di commesse pubbliche in città, avendo anche in mano la gestione delle operazioni di somma urgenza, ovvero quei lavori che vengono ordinati e pagati rapidamente. Questo suo ruolo non può collimare con la partecipazione diretta e principale nella campagna elettorale di un candidato casertano in consiglio regionale, anche se si tratta di un fratello, parente o congiunto.

Una distorsione che abbiamo sollevato noi, come sempre, ma anche l’ex consigliere comunale di opposizione Donato Aspromonte, il quale ne ha chiesto conto alla commissaria straordinaria del comune, Antonella Scolamiero. E attendiamo anche noi risposta.

Altro luogo dove regnano le insegne di Marcello De Rosa è il comune di Gricignano d’Aversa del sindaco e amico Vittorio Lettieri, chiaramente mai lontano dalla linea paterna, l’ex primo cittadino Andrea Lettieri. Sicuramente i Lettieri hanno fatto un prezzo di amicizia a Marcello De Rosa, per il comitato elettorale che il candidato della lista Mastella ha aperto in un immobile di proprietà della famiglia del sindaco. In piazza Municipio, però, c’è un secondo comitato di De Rosa. E qui la vicenda un po’ si complica.

Questo comitato ha sede in un immobile di proprietà della famiglia Scarano, originari di Cesa e da molto tempo attivi e residenti a Gricignano. Il nome più importante è sicuramente Michele Scarano. Imprenditore 45enne, Scarano ha anche aperto un’associazione politica che ha supportato i Lettieri alle elezioni comunali del 2024.

E di conseguenza, lo stesso Scarano si sta spendendo molto per Marcello (e Lello) De Rosa. Poi c’è di più. Scarano (e anche il papà Nicola) ha dovuto affrontare una vicissitudine giudiziaria non da poco. Nel 2014, nel proseguo delle indagini sul clan Autiero di Cesa, sia papà Nicola che Michele, già recluso in carcere per un altro reato, furono arrestati dai carabinieri per concorso in tentata libertà degli incanti. Al tempo la procura riteneva che i due, assieme all’avvocato Antonio Santoro, custode giudiziario, volevano fare acquistare un bene di Michele Scarano, finito sotto sequestro, ad una specie di prestanome.

Non sappiamo come sia finita quella storia e quella ancora precedente di Scarano, ma sappiamo che da molti anni è libero. Ora se lo è perché uscito indenne da due procedimenti diversi o perché ha espiato la sua pena, sfortunatamente, non sappiamo dirvelo. I (non) potenti mezzi di CasertaCe non hanno trovato riscontri sul termine delle accuse nei confronti di Scarano, uomo libero e senza alcun tipo di limitazione della libertà ai suoi danni, che noi sappiamo.

Scarano poi negli anni si è attivato politicamente, come abbiamo visto con la sua associazione Prima Gricignano e il supporto prima al sindaco Lettieri junior e poi a De Rosa. Sarebbe interessante sapere se Lello e Marcello sapessero di queste problematiche passate di Scarano e se quest’ultimo, imprenditore e personaggio pubblico, che si espone politicamente, abbia chiarito questa vicenda.