BASKET CASERTA. L’intervista a Nando Gentile: “Vogliamo una squadra dinamica. Dopo il ripescaggio ci confronteremo con i ragazzi”

16 Luglio 2019 - 12:44

CASERTA – Certo, l’ufficialità è arrivata solo da poco, e tutti in città toccavano ferro, ma che la Caserta dei canestri l’anno prossimo si troverà a disputare il campionato di A2 è oramai cosa certa. Uno dei primi a non sbilanciarsi, è stato coach Nando Gentile: “Fino ad ora non c’era nulla di certo, per cui avevamo dinanzi solo ipotesi. Ieri sera abbiamo saputo che questa opportunità era vera e concreta”.
Una notizia, quella di Caserta ripescata nella seconda serie nazionale che, dopo avere aleggiato a lungo nei primi giorni di giugno, era tornata nel dimenticatoio fino alle fragorose notizie degli ultimi tre giorni che riguardavano i problemi finanziari di Pescara.

La Juve, nel frattempo, non era stata uardare, allestendo un roster di tutto rispetto per la B. Ma le cose ora cambiano non poco. E Nandokan lo sa bene.
“Non abbiamo ancora avuto materialmente il tempo di pensare, ed ancora non lo stiamo facendo in realtà, visto che fino a che non avremmo avuto l’ufficialità non avrebbe avuto senso parlare con il procuratore x o il giocatore y. Certo è che la squadra allestita per la B guarda già al futuro, con giocatori che per caratteristiche fisiche e tecniche sono già pronti per la A2”.
C’è però da capire che tipo di squadra ha in mente Nando, o meglio, che tipo di filosofia ama perseguire, concetto che valica le categorie.
“Vogliamo una squadra dinamica, che sappia correre ed essere spumeggiante. Che sia aggressiva. Ma non si può giocare a tutta per 40′, e per questo abbiamo preso un lungo che, nei momenti topici, sappia cosa fare della palla in post, potendo fungere da punto di riferimento”.
Con il ripescaggio in A2 come cambierà, se cambierà, il roster?
“Io non credo che tra B ed A2 ci sia tanta differenza. Sono soprattutto i due americani, o europei che siano, a spostare gli equilibri. A noi mancava l’ultimo under, ma indipendentemente dalla categoria vorrei dei giovani che possano tenere il campo e che non stiano solo seduti in panchina a scaldarla. Voglio atleti che possano già dare un contributo. Per quanto riguarda i ragazzi già firmati, visto il ripescaggio, dovremo riparlare con loro per capire quali sono le loro intenzioni: alcuni potrebbero ritrovarsi un giocatore davanti nelle rotazioni e, visto che sono venuti qui con accordi differenti, dovremo riparlare con loro. Sono arrivati per essere protagonisti in B, non è detto che vogliano essere comprimari in A2”.
Eventualmente i profili dei due americani quali sarebbero? Giocatori che abbiano già una solida esperienza?
“A questa domanda non so rispondere perché sono molte le variabili che influiscono. Innanzitutto molti si sono già accasati, poi non abbiamo vigilato sul quel tipo di mercato fino ad ora, inoltre dipenderà anche dal budget a disposizione. Certamente cercheremo di prendere giocatori in grado di fare la differenza, ma non saprei neanche dire in quali ruoli. Dipenderà magari anche dalle occasioni che ci si proporranno”.
Intanto a Pezza delle Noci si starà stappando una bottiglia di spumante.

Ruben Romitelli