ESCLUSIVA. Numero per numero, vi dimostriamo che la chiusura delle scuole fatta da De Luca è frutto di un’esigenza narcisistica e megalomane e non di una necessità di governo

16 Ottobre 2020 - 13:58

Stamattina, il ministero ha detto che nelle scuole campane non esiste una particolare condizione in termini di contagio. Ci troviamo perfettamente d’accordo, ma a noi piace arrivare alle conclusioni attraverso l’esposizione e il ragionamento (ovviamente aperto ai nostri lettori) sui numeri ufficiali

CASERTA (gianluigi guarino) – Siamo avvinti come l’edera e attaccata ad un muro. Prima di valutare, di esprimere considerazioni e di giudicare, noi ormiamo riteniamo irrinunciabile legare ognuna di queste valutazione alle realtà effettuali dei numeri, che non sono le chiacchiere e il vapore a rapida volatilità che che da queste si promana, ma roba seria, scientifica. Per cui questo nostro articolo parte proprio dai dati (ovviamente, come da tradizione largamente incompleti) della sedicente Unità di crisi della Regione Campania. Un comitato di burocrati che hanno un solo requisito: quello di essere dei fedelissimi, dei supini obbedienti del governatore De Luca. Le qualità e le capacità sono un’altra cosa, ma qui in Campania nessuno ci bada, altrimenti non avremmo vissuto quello che abbiamo vissuto, con la forsennata corsa sul carro elettorale di De Luca da parte di centinaia e centinaia di candidati, viatico di quel 70% raggiunto nell’urna il 20 e 21 settembre dal governatore uscente e rientrante.

Siccome già ieri sera la ministra Lucia Azzolina ha criticato duramente l’inopinata decisione di De Luca di chiudere tutte le scuole della Campania da oggi fino al 31 ottobre, ma in realtà è fino al 2 novembre incluso, quelli della sedicente Unità di crisi si sono dovuti esercitare su un terreno a loro estraneo e sconosciuto, cioè quello dell’efficienza. E guardate che schifo di tabella hanno tirato fuori per giustificare la decisione di De Luca e rispondere alla ministra. Nella slide si mostra la situazione dei contagi nelle scuole di due province su cinque, quella di Napoli e quella di Caserta, suddivisi per le aree territoriali delle quattro Asl, tre operanti nel territorio partenopeo e la quarta in Terra di Lavoro. Ora, è vero che queste Asl rappresentano circa 4 milioni sui 6 milioni di abitanti complessivi, ma un’istituzione seria non può uscirsene con questa forma raffazzonata di comunicazione, che la dice lunga su come funzionino le cose nella sanità campana e anche nelle stanze dei burocrati che svolgono una funzione esclusivamente ancillare rispetto a De Luca.

Ovviamente, siccome questi qua sono ignoranti (anche perché non hanno bisogno di non esserlo), a partire dallo stesso presidente della Regione, si sono dati, come si suol dire, la zappa sui piedi, ritenendo che questi dati rappresentassero una raffigurazione allarmante dal punto di vista epidemiologico. Una sorta di unicum nazionale tale da giustificare una decisione che nessun altro governatore ha preso, neanche quello della Lombardia che comunque continua ad essere la primatista italiana dei nuovi contagi.

E commentiamoli un attimo questi numeri dello sceriffo. Non sono stati valutati solamente studenti e docenti, ma anche i cosiddetti casi connessi. Questo, ovviamente, allo scopo di valorizzare ed enfatizzare le cifre. Ma siccome nessuno di voi, cari Giulivo, Postiglione, De Luca e compagnia brutta, si è posto il problema di capire e dunque valutare le cose partendo dalla cifra complessiva della popolazione scolastica campana, avete fatto la solita figurella da quattro soldi. O meglio, l’avreste fatta in un luogo civile o civilizzato, culturalmente non evolutissimo, ma almeno da 5/5.5. Qui in Campania, dove al massimo si leggono i titoli e si guardano le foto, connettendosi a video in cui, il più del volte, non si capisce un tubo, ma di leggere una riga di testo, anche di una rivista porno, non se ne parla, questa cosa passerà in cavalleria e non andrà a rappresentare un elemento di conoscenza, intesa come strumento di valutazione politica e dunque democratica dell’operato dell’amministrazione regionale.

Complessivamente, nelle quattro Asl delle province di Caserta e Napoli (sono 3), tra alunni e docenti, compresi i già citati casi connessi, 611 persone. Ora, aggiungiamo la possibilità che altre 200 saltino fuori tra il personale amministrativo e ATA. Portiamo il conteggio ad 800. Poi siccome Giulivo, Postiglione  e compagnia guadagnano 10 mila euro al mese per non essere in grado neppure di comprendere i contagiati nelle scuole dalle Asl di Avellino, Benevento e Salerno, al terzo della popolazione rimanente, ascriviamo 1/3 della cifra di 800. Diciamo che superiamo quota mille, attestandosi a 1.067 casi che, ripetiamo, includono anche i contagi collegati, frutto di un componente della popolazione scolastica. Noi di CasertaCe ci abbiamo impiegato un quarto d’ora, De Luca, Postiglione e compagnai non c’hanno neppure provato. Ma ormai riteniamo che il loro modo di esercitare la funzione che hanno è lontano mille miglia da una cultura di governo che punta al bene comune. Oppure, furbescamente, hanno puntato ancora una volta (così come ha fatto De Luca dal marzo scorso alle elezioni) sulla totale ignoranza dei campani, compresi i docenti, gli alunni e gli altri attori della scuola, per valorizzare questa ridicola tabella.

E ora vi spieghiamo perché è ridicola: ammesso e non concesso che in tutta la Campania si siano ammalati nelle scuole 950 persone, tra alunni e personale e un altro centinaio si è contagiato di riflesso, fuori scuola. Una rapida operazione di verifica open data ci permette di informare rapidamente i nostri fortunati lettori.

Dati ufficiali per l’anno scolastico 2019/2020 del Ministero della Pubblica Istruzione: in Campania gli alunni iscritti ad un corso scolastico sono stati 907.142, così ripartiti: nella scuola dell’infanzia 120.005, compresi bambini con disabilità; 268.933 iscritti alla scuole elementari; alle medie ci sono 195.348 alunni campani e alle superiori 322.856 studenti. Continuando nella tabella, sempre dati ufficiali 2019 delle scuole della Campania: 93.584 docenti di ruolo, sostituti o precari, di cui 15.117 di sostegno. Per il personale amministrativo e ATA utilizziamo i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale. In 3.300 scuole censite, sono in servizio 21.639 dipendenti, tra amministrativi e non. Rimangono fuori dal computo circa 1.200 scuole, rispetto al dato complessivo di 4.500, cioè il 27%. Ma siccome noi facciamo il tifo per lo sceriffo, noi non carichiamo al dato dell’ufficio scolastico regionale il valore del 27%. Ci manteniamo bassi, perché magari la Franzese ha censito gli istituti più grandi e non le scuole piccole dei paesi e delle contrade, aggiungendo solo il 20% ai quei 21.639, arrivando ad un totale probabile di 25.967. Nelle scuole della Campania, nel 2019 (e anche nel 2020), la campanella mattutina impegna le opere o anche solo i pensieri, se immaginiamo che qualcuno sia in malattia o in congedo, 1 milione 26 mila 693 operatori.

Il ministero dell’Istruzione ha fatto un calcolo anche più severo del nostro, parlando di un’incidenza covid nelle scuole campane dello 0,075, rispetto allo 0,080 della media nazionale. Noi, siccome, come abbiamo già scritto, siamo fan sfegatati di De Luca ma soprattutto di Giulivo e Postiglione, abbiamo un po’ “manipolato” i dati. Per cui, i 1.067 soggetti positivi tra scuole campane e dintorni è pari allo 0,103%, in parole povere lo 0,1%.

Ora, o 0,1%, secondo i nostri calcoli, o lo 0,075%, così come comunicato dal ministero della Pubblica Istruzione, è sostanzialmente la stessa cosa. E allora questo soggetto che teniamo a Napoli a fare il governatore dovrebbe spiegarci, al di là del volume dei contagi complessivi che è sopra la media, ma per colpa solamente sua (come sanno bene i lettori di CasertaCe – CLICCATE QUI PER CAPIRNE DI PIU’), per quale motivo la Campania vive un’emergenza specifica, tagliente, pericolosa, disomogenea rispetto alle altre regioni, così come questa è stata sintetizzata nell’ultimo decreto firmato dal presidente Conte, che per De Luca sarà pure un coglione, ma sempre premier è e, quindi, i suoi atti vanno rispettati ed eseguiti. Unico modo per rivendicare la piena libertà di pensiero per additarli, eventualmente, come pessimi o addirittura nocivi.

Lo dovrebbe spiegare, ma in realtà non lo può spiegare. E per l’ennesima volta lo facciamo noi. De Luca, quando prova ad entrare in una dinamica di valutazione oggettiva, numerica, seriamente epidemiologica, fa solo figure di merda. Questa è solo l’ultima di una lunga serie iniziata nello scorso marzo.

La verità è che siccome lui è il più figo del mondoil più cazzuto del mondo, l’estensione fisica e morale dell’uomo che non deve chiedere mai della famosa reclama del profumo Denim, siccome l’altra sera, facendo irruzione nel saloon, ha detto che lui, che si crede Clint Eastwood in uno dei film di Sergio leone, a mille nuovi positivi avrebbe chiuso tutto, non poteva fare marcia indietro, perché questo avrebbe destabilizzato il suo super-ego. E perché Clint Eastwood non fa mai marcia indietro e, ricordando la frase del celebre uomo in canottiera, Umberto Bossi, ce l’aveva duro.

Per cui, il fattore determinante del governo del territorio in Campania è il super-ego, e la necessità di narrarlo in maniera spavalda ed a ogni costo decisionista, del governatore Vincenzo De Luca.