I CONSIGLIERI CASERTANI. Quattro eletti in regione su 8 in pochi chilometri. Iovino, Grimaldi, Oliviero e Zannini ora devono far diventare il litorale come una piccola Miami
25 Novembre 2025 - 12:52
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Aversa e Maddaloni, con Villano e Santangelo, mantengono uno scranno in consiglio regionale. Caserta ancora una volta inesistente e anche Marcianise scompare
CASERTA – A chi tutto e a chi niente. Le elezioni regionali conclusesi ieri sera con la netta vittoria di Roberto Fico e del centrosinistra, per quanto riguarda Caserta e la sua provincia fa emergere un dato particolare, interessante.
Carinola, Cellole, Sessa Aurunca, Mondragone. Nel giro di pochissimi chilometri ci sono ben 4 candidati eletti su otto. Di Giovanni Zannini e Gennaro Oliviero tutti eravamo abbastanza sicuri del seggio, conquistato con qualche fatica in più da Massimo Grimaldi e Giovanni Iovino.
Una densità di eletti in un raggio così piccolo di territorio vuol dire che i quattro sono riusciti, ognuno a modo suo, a lavorare con accordi in comuni ben più grandi. E mentre Marcianise e Caserta, rispettivamente il terzo e il primo comune più popolosi non avranno candidati, mentre Maddaloni e Aversa si difendono con Enzo Santangelo e Marco Villano, che pure ha rischiato, l’area del litorale casertano ne ha presi ben quattro, il 50% degli eletti casertani a palazzo Santa Lucia.
E allora fanno bene i residenti di Cellole, Mondragone, Sessa Aurunca, Carinola e anche Castel Volturno ad aspettarsi grandi investimenti, lavori importanti per questo territorio.
La questione ambientale sarà impattante. A partire dal progetto Bandiera Blu del Litorale Domitio, in vita da 15 anni e ancora a zero nella sua pratica. Sono stati fortunati i vari Zannini, Grimaldi e Oliviero perché CasertaCe non ha potuto seguire passo passo ogni cosa e abbiamo messo da parte questo progetto, seguendolo ma senza fare quel lavoro certosino d’inchiesta che negli anni ha portato a scoperte importanti firmate da questo giornale. Ma la promessa è che sulla storia del progetto da centinaia di milioni di euro e pochi risultati ci torneremo e lo faremo partendo dal principio.
Ad esempio, vogliamo parlare dei depuratori? I veleni – perché di veleni e prodotti chimici si tratta – che partono dai Regi Lagni, da Marcianise e la sua zona industriale, arrivano in mare. E di depuratori funzionanti sul litorale domitio funzionante perfettamente ce n’è uno, quello di Cellole.
Un impianto al quale si appoggia tutta Baia Domizia, anche il lato di Sessa Aurunca. Mondragone, invece, deve sperare che vada tutto bene durante l’estate, visto che ha un depuratore a dir poco vetusto. Per non parlare di Castel Volturno che ha zone rosse, addirittura non balneabili.
Perché, attenzione, dire che il mare è pulito è un fatto, dire che balneabile, ci si può nuotare, è un altro. E spesso da Mondragone, da Castel Volturno si esulta per la balneabilità della costa, come se non fosse il minimo, ma davvero il minimo della decenza per un litorale che porta in consiglio regionale due consiglieri.
Perché questi sono punti centrali del discorso e non certo le risposte di associazioni ambientalistiche inserite in dinamiche politiche oppure i dati dell’Arpac, agenzia regionale e puramente politica.
