I NOMI. BONUS COVID. Truffa da 79milioni di euro : 11 ARRESTI, 33 indagati
13 Settembre 2024 - 11:00
Gli esiti investigativi hanno consentito di ricostruire il sodalizio criminale, che avrebbe adottato un modus operandi consolidato e comune alle 5 casistiche di crediti dâimposta fittizi generati (da Bonus facciate, Bonus Ristrutturazione, Sisma Bonus, Ecobonus e Superbonus)
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CASAL DI PRINICIPE – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, hanno dato avvio ad una vasta operazione di polizia in varie localitĂ del sud pontino e, in contemporanea, nella provincia di Salerno. Coinvolto anche lâagro aversano.
LâattivitĂ viene svolta nellâambito di unâindagine condotta dalle Fiamme Gialle di Formia, che stanno dando esecuzione a un provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Cassino con cui sono state disposte 11 misure cautelari personali, di cui 4 ai domiciliari, nonchĂŠ 7 con lâobbligo di presentazione quotidiano alla Guardia di Finanza competente per dimora, in quanto gravemente indiziati di appartenere a un articolato sodalizio criminale con base operativa a Formia, ma ramificato nella Provincia di Salerno, dedito alla creazione e commercializzazione di falsi crediti di imposta, quantificati in oltre 79 milioni di euro, maturati mediante lâindebito ricorso alle misure di sostegno emanate dal Governo con il decreto rilancio (D.L. 34/2020) durante la fase piĂš acuta dellâemergenza sanitaria da Covid-19 per aiutare le imprese in difficoltĂ .
Nellâambito dellâoperazione, svolta con il supporto di 6 Reparti territorialmente competenti, nonchĂŠ della componente aerea del Corpo e del supporto tecnico delle unitĂ cinofile c.d. âcash-dogâ di Fiumicino e Ciampino, sono in corso n. 33 perquisizioni ed è stato disposto il sequestro dei falsi crediti, di beni mobili ed immobili, assetti societari, denaro e preziosi per le fattispecie di reato contestate dallâA.G. di Cassino, di cui agli artt. 416, 640-bis e 648 ter-1 c.p., ovvero âAssociazione per delinquereâ, âTruffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubblicheâ e âAutoriciclaggioâ.
Risulterebbero costituire il sodalizio diversi soggetti, alcuni pluripregiudicati, anche per reati tributari, tra i quali un soggetto, principale esponente, con condanna per estorsione e rapina.
Le indagini â consistite in estesi e prolungati accertamenti di p.g., documentali, contabili, tecnici e dinamici sul territorio â hanno consentito di acquisire significativi elementi utili a ricostruire lâarticolato sodalizio, nel quale risulterebbero coinvolti 32 soggetti, e con un nucleo centrale composto dalle 11 undici persone destinatarie delle misure cautelari custodiali, tra cui imprenditori, 3 soggetti che hanno rivestito il ruolo di prestanome e un consulente del lavoro.
Lâindagine trae origine dal mirato monitoraggio di alcuni componenti del nucleo centrale dellâassociazione, dediti in passato alla perpetrazione di frodi fiscali secondo lo schema classico dellâemissione di fatture false a favore di imprenditori compiacenti, illeciti giĂ oggetto, di recente, di altra misura cautelare reale da parte della locale A.G..
In particolare, da una specifica analisi di rischio dei dati relativi a presunte âcessioni di crediti dâimpostaâ da parte dei soggetti sospettati di appartenere allâorganizzazione, svolta mediante lâutilizzo delle banche dati operative in uso al Corpo, corroborata dalle informazione dagli elementi acquisiti grazie a indagini e riscontri dinamici sul territorio e la valorizzazione delle segnalazioni per operazioni sospette, è stata appurata lâinesistenza dei crediti in parola, stante la totale assenza di requisiti.
Sulla base di tali preliminari risultanze, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, a partire dal 2022 è stato avviato un continuo monitoraggio dellâorganizzazione criminale fin quasi dalla sua genesi e in tutti i passaggi di sviluppo, ricostruendone il funzionamento e acquisendo molteplici elementi in ordine alla effettiva natura del sodalizio: secondo lâipotesi investigativa, infatti, unica finalitĂ dellâorganizzazione era la creazione e commercializzazione di falsi crediti di imposta, successivamente monetizzati cedendoli a ignari acquirenti estranei alla truffa, e quindi portati in compensazione con conseguente danno finale alle casse dello Stato.
Gli esiti investigativi, suffragati da indagini tecniche, controlli fiscali, assunzione di altre sommarie informazioni, interrogazione banche dati in uso al Corpo, esame e sviluppo delle SOS, approfondimento di relazioni informative, acquisizione ed analisi di documentazione, accertamenti bancari e patrimoniali, esame dei dati pervenuti dalla Direzione Centrale dellâAgenzia delle Entrate e dalla Sogei S.p.A., hanno consentito di ricostruire il menzionato sodalizio criminale, che avrebbe adottato un modus operandi consolidato e comune alle 5 casistiche di crediti dâimposta fittizi generati (da Bonus facciate, Bonus Ristrutturazione, Sisma Bonus, Ecobonus e Superbonus):
⢠tramite il professionista membro del sodalizio ed operante nel salernitano, reperire societĂ attive ma con scarsi mezzi finanziari e prive di una struttura organizzativa, intestate a prestanomi, ma funzionali alla creazione degli indebiti crediti dâimposta;
⢠indicare falsamente, nelle comunicazioni di cessioni crediti nellâarea riservata del sito dellâAgenzia delle Entrate, c.d. âPiattaforma cessione creditiâ, lâesistenza di crediti dâimposta falsi, in taluni casi anche con la compiacenza retribuita di alcuni proprietari degli immobili;
⢠cedere, sempre attraverso tale piattaforma informatica, i crediti artefatti, a soggetti e/o societĂ cessionarie compiacenti e/o riconducibili ai medesimi, ottenendo cosĂŹ dalla medesima Agenzia delle Entrate, con lâapposizione del numero di protocollo telematico, lâattestazione della loro esistenza ed esigibilitĂ ;
⢠commercializzare, successivamente, a terzi tali crediti fittizi, che per i passaggi successivi rendono, ex art. 121, co. 4 del D.L. n. 34/2020, il cessionario in buona fede esente da responsabilitĂ penale per la natura fraudolenta di tali crediti, che possono cosĂŹ circolare liberamente e frammentarsi per un numero infinito di passaggi, confondendosi con altri eventuali crediti di origine genuina e rendendo cosĂŹ molto difficoltosa lâesecuzione eventuali controlli a posteriori.
LâA.G. inquirente ha ritenuto che, attraverso tali artifizi e raggiri, i componenti dellâorganizzazione abbiano indotto in errore lâAgenzia delle Entrate, procurando cosĂŹ lâingiusto profitto di ottenere che crediti dâimposta falsi vengano attestati quali esistenti e cedibili a terzi, cagionando, conseguentemente, un danno patrimoniale allâErario, corrispondente al valore dei crediti dâimposta artefatti complessivamente negoziati, attualmente stimato per un valore di oltre 80 milioni di euro.
Dalle investigazioni svolte, è emerso inoltre come il meccanismo ritenuto fraudolento veniva perpetrato anche dopo le modifiche normative introdotte dal c.d. decreto antifrode n. 157/2021. Oltre allâingente danno patrimoniale alle casse erariali, il profitto ottenuto dagli indagati dei reati ipotizzati è stato quantificato in circa 8 milioni di euro; i complessi accertamenti documentali e le indagini finanziarie e patrimoniali svolte dalla Fiamme Gialle hanno consentito di rilevare come tali disponibilitĂ sono state reimpiegate, âriciclateâ e/o destinate ad attivitĂ di vario genere, quali:
â il trasferimento a medesime societĂ controllate dallâorganizzazione anche attraverso prestanomi, al fine di reiterare lâillecita compravendita di crediti dâimposta fittizi;
â investimenti in attivitĂ sia commerciali che mobiliari e immobiliari (subentro nella gestione di bar, acquisto di quote di partecipazioni societarie, acquisto di beni immobili);
â operazioni di gioco on-line, âpraticaâ, questa, sovente utilizzata dalle organizzazioni criminali in quanto consente di entrare in possesso di somme anche minori a quelle giocate, ma apparentemente lecite;
â fatturazioni verso altre societĂ coinvolte e successiva monetizzazione in contanti;
â il trasferimento su conti correnti intestati a una societĂ residente in Inghilterra e riconducibile al consulente del lavoro oggetto di misura cautelare ovvero su conti di trading gestiti dal medesimo.
Si evidenzia che i provvedimenti in parola sono stati emessi sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagini preliminari, pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.
Lâoperazione svolta testimonia e valorizza la connotazione di polizia economico-finanziaria investigativa della Guardia di Finanza, impegnata nel contrasto alle frodi in materia di crediti e finalizzato a garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese attraverso unâefficace ed integrata azione repressiva e preventiva, basata sulla constatazione delle indebite compensazioni, sul sequestro preventivo dei crediti dâimposta fittizi e sulla segnalazione per la sospensione delle deleghe di pagamento contenenti falsi crediti dâimposta. Al contempo, le attivitĂ del Corpo che mirano al recupero effettivo alle casse dello Stato delle somme illecitamente non dichiarate, confermano la grande attenzione delle Fiamme Gialle al contrasto delle piĂš pervasive forme evasive, contribuendo a preservare la leale concorrenza tra le imprese e a promuovere prospettive di crescita sane del mercato del lavoro e della produzione, a tutela delle libertĂ economiche di tutti i cittadini e imprenditori onesti.
I nomi
Tra i quattro finiti ai domiciliari ci sono Giancarlo Simeone, Amleto Fiammenghi, Aniello Ianniello e Gianni Luglio, coimputato in un processo con Angelo Bardellino (completamente estraneo a questa inchiesta). Obbligo di firma per Michele Nardella, Gianna Sparagna (moglie di Gianni Luglio), Ferdinando Cardillo, Mattia Cannavale, Federico Funicelli, Bruno Cavallaro e Marco De Santis. Indagato a piede libero lâimprenditore di Casal di Principe Michele DâAmbrosca.
