I NOMI. Ecco chi sono il commercialista e il poliziotto della questura di Caserta in CARCERE: 15 mila euro per entrare nella lista antimafia degli appalti
13 Aprile 2026 - 16:30
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AVERSA – La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, un ispettore della polizia di Stato e un commercialista, accusate di concussione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due avrebbero richiesto somme di denaro ad alcuni imprenditori per favorire l’iscrizione o il mantenimento delle rispettive aziende nella cosiddetta White List prefettizia, l’elenco delle imprese considerate non esposte a tentativi di infiltrazione mafiosa. L’iscrizione in tale albo è condizione necessaria per poter operare con la pubblica amministrazione.
L’ispettore, Andrea Garofalo, di Casapesenna, 56 anni, era in servizio presso la divisione anticrimine della questura di Caserta e faceva parte anche del Gruppo interforze antimafia della prefettura. Il commercialista arrestato è Domenico D’Agostino. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Aversa Napoli Nord.
Le accuse sono emerse a seguito delle denunce presentate da due imprenditori. Il primo, titolare di un’azienda del settore del calcestruzzo, ha raccontato agli investigatori di essere stato convocato più volte nello studio del commercialista. Durante quegli incontri, gli sarebbe stato chiesto di consegnare il proprio telefono cellulare. Successivamente, gli sarebbero state mostrate informazioni giudiziarie a suo carico, tra cui ipotesi di reato che avrebbero potuto includere la rivelazione di segreti d’ufficio.
Gli sarebbero stati inoltre prospettati possibili ostacoli per la prosecuzione delle attività aziendali. La richiesta di denaro, in questo caso, è stata quantificata in 10mila euro. Di questi, 4.160 euro sarebbero stati fatturati per prestazioni ritenute fittizie, mentre i restanti 6mila sarebbero stati richiesti in contanti. A completare il quadro, due colombe pasquali del valore di 80 euro sarebbero state consegnate come regalo.
Analoga la dinamica descritta da un secondo imprenditore. Secondo quanto emerso, per agevolare l’iter di iscrizione della propria società nella White List, gli sarebbero stati chiesti 15mila euro. Le indagini si sono avvalse delle denunce delle vittime, di intercettazioni e di riscontri documentali. Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Aversa Napoli Nord ha disposto la custodia in carcere per i due indagati. Al momento dell’esecuzione del provvedimento, sono state effettuate anche perquisizioni a loro carico.
