I NUOVI NOMI. La maxi tangente a Carlo Marino di Antonio Luserta e non solo. Indagati noti imprenditori casertani, un avvocato e un funzionario RFI

9 Luglio 2026 - 17:01

CASERTA – L’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla presunta tangente versata dall’imprenditore Giuseppantonio Luserta all’ex sindaco Carlo Marino vede ora coinvolto anche un funzionario di Rete Ferroviaria Italiana. I magistrati Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni, hanno iscritto cinque nuove persone nel registro degli indagati. Si tratta di Domenico Semplice, dirigente di Rfi, della moglie Laura Arena, dell’architetto Gaetano Sacco e degli imprenditori Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco. Si aggiungono ai tre già indagati da giugno, Marino, Luserta e l’avvocato Vincenzo Iorio.

Secondo l’accusa, Semplice avrebbe favorito Luserta nell’ottenimento di un prezzo maggiorato per i conferimenti di terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari, un appalto da oltre 9 milioni di euro per due milioni di metri cubi di materiale. In cambio, Luserta avrebbe versato a Semplice una tangente di quasi 500mila euro, oltre a un orologio Rolex del valore di 80mila euro, acquistato in una gioielleria di Benevento e consegnato a gennaio 2025. I pagamenti sarebbero transitati tramite l’architetto Sacco, che avrebbe ricevuto somme per prestazioni ritenute fittizie dagli inquirenti.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito perquisizioni nei confronti dei nuovi indagati, sequestrando il Rolex e mazzette di banconote. L’indagine coinvolge anche Sferragatta e Bifulco, titolari di altre cave, sospettati di aver versato denaro a Semplice per ottenere favori. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.