APPALTI AD AVERSA. Affidamento diretto da quasi 150 MILA EURO alla società di famiglia dell’ex sindaco di Melito, condannato per camorra

9 Luglio 2026 - 18:00

Si tratta di Alfredo Cicala, imprenditore condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso. La ditta che si è aggiudicata il servizio sulla manutenzione del verde è intestata proprio al figlio del melitese, Raffaele

AVERSA (fede.borr.) – Mai sottovalutare una determina dirigenziale. Se pensate che si tratti soltanto del resoconto di una procedura amministrativa, prepartevi a ricredervi. Vi sorprenderete nello scoprire quante notizie d’interesse pubblico possano nascondersi dietro quegli atti.

Ed è proprio questo il caso che ha acceso la nostra curiosità leggendo uno degli ultimi atti firmati dalla dirigente dell’Ufficio Tecnico, l’ingegnera Danila D’Angelo, e dal RUP architetta Lucia Borrata, che il 22 giugno scorso ha approvato l’affidamento diretto del servizio di manutenzione del verde delle aree comunali alla C.R. Verde Srl, società il cui legale rappresentante appartiene a una famiglia il cui nome è stato citato più volte nelle pagine degli organi di informazione e nelle aule di giustizia.

Raffaele Cicala, questo il nome dell’amministratore delegato, è infatti figlio “d’arte” di un altro imprenditore del settore del verde. Suo padre è Alfredo Cicala, già sindaco di Melito dal 1990 al 1993, vittima di estorsioni dal clan dei Casalesi, fazione Schiavone, quando nel comune di Santa Maria Capua Vetere, con la ditta Pumaver, si è occupato della pulizia della città del Foro.

Ma le vicende giudiziarie riportate negli anni dagli organi di informazione raccontano anche un altro passato di Alfredo Cicala. Prima di rimanere vittima della morsa della camorra, infatti, l’imprenditore di Melito fu arrestato e poi condannato nel 2008 in via definitiva per associazione di stampo mafioso, in quanto ritenuto affiliato al clan Di Lauro.

Fino a poche settimane fa, teneba banco nelle aule giudiziarie la vicenda dei beni confiscati alla famiglia Cicala, considerati dagli inquirenti parte del “tesoro” accumulato dall’ex sindaco vicino al clan di Secondigliano. Infatti, la commissione straordinaria del comune di Melito ha preso atto di una recente sentenza della Corte d’Appello, abbandonando la disputa giudiziaria sul Parco Margherita, tornato definitivamente in mano ai Cicala.

Venendo alla ditta che farà tappa nel comune normanno, ovvero la C.R. Verde Srl, secondo la DDA di Napoli in passato sarebbe stata intestata dall’imprenditore al figlio Raffaele il quale, che sia vero o meno quanto emerso dalle indagini, ne è ancora oggi il legale rappresentante.

Perché raccontiamo queste cose? Perché capire in quali tasche finiscano i soldi pubblici deve essere un interesse della collettività, e un giornale d’informazione ha il dovere di far emergere anche questi elementi. Fa piacere constatare, allo stesso tempo, che sia la Pumaver di Gaetano Marrone, dove un tempo operava lo stesso Alfredo Cicala quando rimase vittima delle estorsioni, sia la stessa C.R. Verde del figlio Raffaele risultino entrambe inserite nella white list della Prefettura e siano quindi considerate idonee dall’Ufficio territoriale del Governo a partecipare a questo tipo di affidamenti.

Quella svoltasi ad Aversa è stata una procedura di affidamento diretto che ha però un precedente nella selezione. Già, perché l’Ufficio tecnico, da un po’ di tempo, ha adottato una modalità che – nelle intenzioni – sembra dare spazio alla concorrenzialità. Si pubblica prima una manifestazione d’interesse, e solo dopo aver visto chi ha risposto all’avviso si esaminano le candidature e si sceglie a chi affidare il servizio. In questo caso parliamo comunque di un affidamento sotto soglia, 122 mila euro, soldi che, più l’Iva compresa, arrivano a quota 148 mila.