IL NOME. La telefonata del ras dal carcere alla sorella intercettata. Ma niente condanna: ecco perché

17 Gennaio 2026 - 09:30

SAN FELICE A CANCELLO – Francesco Massaro, 39enne di San Felice a Cancello, è stato assolto dall’accusa di aver utilizzato illegalmente un telefono cellulare durante la detenzione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nel dicembre 2020. Il Giudice ha dichiarato il “fatto non sussiste”, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Orlando Sgambati.

Secondo quanto illustrato dalla difesa, il procedimento contro Massaro è nato da una telefonata intercettata nel corso di un’indagine autonoma che coinvolgeva la sorella e non l’uomo, classe 1986. Durante le intercettazioni, le forze dell’ordine hanno captato la chiamata di Francesco Massaro, proveniente dal carcere, e su questa base hanno redatto un’informativa che ha dato origine al procedimento per uso abusivo di telefono in istituto di pena.

La difesa ha sostenuto che le intercettazioni disposte per un procedimento (quello a carico della sorella) non potevano essere utilizzate contro Francesco Massaro, figlio di Bartolomeo Martumme – anche lui con in passato problemi giudiziari, deceduto – poiché i due fatti non erano connessi. Il diritto processuale italiano consente infatti di utilizzare le intercettazioni solo nell’ambito del procedimento per cui sono state autorizzate, salvo che non vi sia un nesso di continuità o connessione tra i reati. Nonostante l’assoluzione per questo capo d’imputazione, Massaro è ancora ristretto ai domiciliari per vicende legate a traffico di droga.