IL VIDEO. TEVEROLA. 40 famiglie senz’acqua da oltre un anno. I danni della cementificazione selvaggia di Lusini-Pitocchi, tra disagi quotidiani e ritardi nella soluzione

22 Marzo 2026 - 17:17

Nei giorni precedenti, in vista dei lavori della fibra ottica da parte dell’Enel, sono state chiuse le buche stradali e riparate alcune perdite delle tubature. Ma è una soluzione-tampone che avrà vita breve, dal momento che la pressione nella “zona rossa”, in cui il disservizio è presente, sta già iniziando a mancare

TEVEROLA (f.b.)Esiste una realtà che stride con qualsiasi idea di vivibilità: oltre 40 famiglie, a Teverola, sono senza acqua da più di un anno.

Succede nelle zone di via Salvo D’Acquisto, via Fratte e via Limitone, quartieri in continua espansione. Proprio lì, dove il cemento ha progressivamente sostituito spazi e respiro urbano, attraverso una saturazione edilizia promossa negli anni dal duo formato dall’ex sindaco Biagio Lusini e dal suo fido amico, l’ingegnere Gennaro Pitocchi, vero reuccio degli uffici tecnici dell’agro aversano in quegli anni di massiccia cementificazione.

Lavarsi, cucinare, garantire ai figli una routine normale prima della scuola o semplicemente prepararsi per andare al lavoro sono diventate operazioni tutt’altro che scontate per alcuni nuclei familiari. E il problema si acuisce soprattutto nelle ore serali, quando l’acqua smette completamente di arrivare nelle abitazioni.

Alla base del disservizio c’è una rete idrica evidentemente inadeguata rispetto al numero crescente di utenze. Le abitazioni in questione si riforniscono infatti attraverso la condotta idrica del vicino comune di Carinaro, una tubatura che, già oggi sotto pressione, appare insufficiente a sostenere l’attuale fabbisogno, ancor più quello futuro, considerato che la zona continua a essere oggetto di nuove vendite e insediamenti.

La questione era già approdata mesi fa in Consiglio Comunale, grazie all’intervento del consigliere di opposizione Pasquale Gnasso, esponente del gruppo “Teverola in Testa”. Gnasso aveva sollevato il problema chiedendo risposte all’amministrazione guidata dal sindaco Gennaro Caserta e all’assessore ai lavori pubblici Vincenzo Brunzo.

Un’apertura iniziale da parte dell’amministrazione pareva esserci stata, anche alla luce della nascita del comitato cittadino “Acqua Pubblica”, promosso dallo stesso Gnasso mediante diversi canali social. Tuttavia, se l’amministrazione Caserta si era fatta avanti proponendo un tavolo tecnico, questi alla fine non è mai stato concretamente avviato.

Nel frattempo, sono stati effettuati degli interventi che però si sono limitati alla sola riparazione di alcune perdite della rete. Opere tampone, dunque, che non hanno risolto il problema strutturale.

Perché il nodo, ormai evidente, non è una semplice perdita, ma la capacità stessa della rete di sostenere il carico urbano. E senza una soluzione strutturale, come l’ampliamento e il potenziamento della rete idrica, il rischio è che il disagio non solo persista, ma peggiori con l’aumento della popolazione e dunque con l’arrivo di nuovi acquirenti nelle zone dove l’acqua è a rischio

Intanto, a Teverola, c’è chi ogni sera apre il rubinetto e non trova nulla. E nel 2026, in una comunità che continua a espandersi, questa non è una disfunzione, ma un fallimento.