LA DOMENICA DI DON GALEONE…
8 Febbraio 2026 - 06:19
8 febbraio 2026 ✶ V Domenica del TO (A)
VOI SIETE SALE E LUCE DELLA TERRA (Mt 5,13)

La prima comunità cristiana, come ci racconta Matteo, aveva ridotto la fede in Gesù a vuoto ritualismo o a compiaciuta segregazione dal mondo. E noi pure, ci troviamo nello stesso rischio: c’è contraddizione tra le parole nobili e i fatti ignobili, tra il messaggio creduto e la vita vissuta; lo iato è così profondo che quasi ci prende un senso di scoramento. Ma la fede è anche resistere contro la tentazione di perdersi d’animo, di gettare la spugna, o di ripiegarsi nelle rasserenanti liturgie, di ritirarci in qualche pacifica Tebaide. Il messaggio dei profeti non è un messaggio di salvezza individuale, non è un invito alla “fuga mundi”.
Voi siete il sale della terra … Come, in concreto, il discepolo può diventare “sale della terra e luce del mondo”? Lo dice chiaramente il Vangelo: “Vedano le vostre opere buone”. Non si tratta di parlare, ma di fare. Il discepolo deve dissolversi come il sale nella pasta umana, come la luce nelle tenebre del mondo. Nel rito del battesimo, il sacerdote consegna una candela, accesa dal cero pasquale. Il Vangelo però ci avverte: il sale può diventare scipito, la luce può essere nascosta sotto il tavolo. E allora oggi dobbiamo interrogarci se siamo un segno ben visibile di Dio o uno schermo inutile. Anche se fossimo una caricatura di Dio, nessuno scoraggiamento! Gesù ha una grande fiducia negli uomini.
Voi siete la luce del mondo! Il sale era, nell’antichità, il conservante usato per preservare le vivande dalla decomposizione, come oggi i frigoriferi; un frigorifero rotto o con la spina staccata non serve. Così le luci schermate, i paralumi, non sono di nessuna utilità dove occorre vedere chiaro. Un noto proverbio popolare dice che “chi ha più sale, condisca la minestra”: il sale è evidentemente il giudizio, la minestra è la vita. Sempre a proposito di sale, mia madre diceva che non sempre quelli che ne hanno di più lo sanno usare: in Medio Oriente ci sono montagne di sale; in Sicilia il sale è stato sempre libero dai vincoli di monopolio dello Stato, eppure il minestrone della vita viene spesso condito assai peggio che altrove.
Vedano le vostre opere buone! “Vi sarà tolto il Regno e sarà dato ad un popolo che lo farà fruttificare”. Gesù non dice che il Regno sarà tolto agli ebrei per darlo ai cristiani, ma semplicemente “a un popolo che lo farà fruttificare”, cioè ad ogni uomo di buona volontà. Davanti a Dio, Padre di tutti, non esiste più nessun popolo eletto, nessuna razza superiore, nessun salvacondotto privilegiato. È impressionante pensare che numerose e fiorentissime comunità cristiane dei primi secoli (in Africa e Asia minore) sono state cancellate dalla geografia: di esse rimangono solo il nome ed il ricordo. Che cosa sarà delle comunità cristiane dell’Occidente fra qualche secolo? Saranno chiese fiorenti o la fiaccola della fede e dell’elezione passerà nelle mani delle nuove chiese dell’Africa o dell’Asia o dell’America latina? Si parlerà di questa nostra diocesi come noi oggi parliamo della Chiesa di Pergamo, di Filadelfia, di Ippona? Di chiese del passato, il cui ricordo resta solo nei documenti e nei monumenti? Il processo di laicismo e di secolarismo cancellerà dalle nostre terre ogni vestigio di tradizione e cultura cristiana, o sarà l’occasione per la riscoperta di un nuovo modo di essere cristiani? BUONA VITA!

