LA FOTO. Lavoratori senza stipendio bloccano strada, auto ne travolge due

16 Gennaio 2023 - 13:15

MADDALONI/MARCIANISE – Due lavoratori della Softlab sono rimasti feriti a Maddaloni, sulla provinciale 335, dopo essere stati investiti da un automobilista che ha forzato il blocco realizzato dagli stessi addetti all’esterno dell’azienda per protestare contro i ritardi nel ricevimento di due salari e della tredicesima

Sul posto sono giunte le ambulanze che hanno portato i lavoratori in ospedale, e le pattuglie della Polizia di Stato per identificare il conducente del furgone che ha forzato il blocco; i lavoratori sono poi rientrati in sede e il traffico è tornato regolare. La protesta dei dipendenti Softlab era praticamente annunciata visto che da tempo gli addetti dell’azienda di informatica, circa 250 tra le due sedi di CASERTA e

Maddaloni, lamentano ritardi nella liquidazione mensile degli stipendi. “Ad oggi ne avanziamo tre – dice il lavoratore Daniele Esposito – e l’esasperazione è tanta”.
La vicenda Softlab è strettamente correlata con la vertenz Jabil, dove i lavoratori dello stabilimento di Marcianise –
pochi
chilometri da quello di Softlab – protestano da mesi perché l’azienda Usa vuole licenziarne 190. I circa 250 addetti di Softlab sono infatti tutti ex dipendenti della Jabil, fuoriusciti dall’organico di quest’ultima in questi anni a causa della crisi di commesse che Jabil, multinazionale dell’elettronica con 250mila dipendenti nel Mondo, lamenta per il sito di Marcianise. Per alleggerire l’organico, Jabil ha proceduto dal 2018 a esodi incentivati ​​dei propri lavoratori ea pagare altre aziende, tra cui Softlab, per assumerli. L’impegno di Softlab era di attivare progetti di reindustrializzazione per impegnare concretamente gli ex Jabil assunti; è stata aperta una sede a Maddaloni – quella dove oggi i dipendenti hanno protestato – ma la maggior parte degli addetti Softlab, così come ai tempi di Jabil, ha continuato a fare la cassa integrazione e solo una parte è concretamente impegnata nei servizi di lavoro. “Navighiamo a vista – dice Esposito – e di concrete prospettive industriali non se ne vedono, nonostante
gli impegni e le promesse prese anche davanti alle istituzioni”.