LA NOTA. Sul caso giudiziario di Carlo Marino il silenzio assordante del Pd. Ruotolo, Piero De Luca e Graziano si auto-imbavagliano. Nel suo intervento Geo Nocchetti stigmatizza anche la timidezza un po’ codarda dell’opposizione di centro-destra
29 Giugno 2026 - 19:34
CASERTA (geo nocchetti) – “Ma Ligato è uomo nostro“. Sono i primi di settembre del 1989, qualche giorno prima, precisamente il 27 agosto, veniva ucciso con 27 colpi di pistola Ludovico Ligato esponente di spicco della democrazia cristiana e potente ex presidente delle ferrovie dello Stato, carica dalla quale si era dimesso dopo lo scandalo delle cosiddette “lenzuola d’oro“.
A pronunciare più volte come un mantra “ma Ligato è un uomo nostro” all’interno di un discorso estremamente duro con tutti i vertici nazionali della democrazia cristiana, era Oscar Luigi Scalfaro che tre anni dopo sarebbe diventato presidente della Repubblica. Se la prendeva, Oscar Luigi Scalfaro, con l’indifferenza voluta e anche cinica nei confronti di un delitto di chiaro stampo mafioso, maturato all’interno delle famiglie di ‘ndrangheta ad una delle quali, ritenevano gli inquirenti, era legato l’ex presidente Ligato.
Questo discorso c’è venuto in mente all’indomani dell’ulteriore “discovery“ a carico dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino e dei suoi familiari o funzionari della sua amministrazione. Parliamo di fatti oggetto di un’indagine in corso e che quindi a Carlo Marino, come a chiunque altro, deve essere riconosciuta la presunzione di non colpevolezza. Ciò non impedisce di analizzare e stigmatizzare l’imbarazzante silenzio che allora avvolse l’omicidio Ligato e oggi avvolge la vicenda Marino e la presunta tangente, sottoforma di consulenze e regali, che l’ex sindaco avrebbe ricevuto da un imprenditore attivo nel settore delle cave. Anzitutto dobbiamo ricordare, ai tanti distratti del suo partito, il PD, che Carlo Marino è stato presidente regionale dell’Anci, sindaco della seconda città della Campania, la prima per forza economica ed imprenditoriale.
È stato, Carlo Marino, un esibito fiore all’occhiello del nuovo corso politico di Elly Schlein. Eppure, dalla segreteria nazionale, come da quella regionale, come da quella provinciale, nessuno ha inteso commentare, precisare, prendere le distanze o solidarizzare. Un comportamento distonico, per usare un eufemismo, e totalmente difforme rispetto a vicende molto meno gravi che hanno visto sindaci appoggiati dal PD in liste civiche, a Castellammare di Stabia come a Torre Annunziata, divenire bersaglio di esponenti della segreteria nazionale, su tutti l’eurodeputato Sandro Ruotolo, noto produttore di luoghi comuni e protagonista di uno scontro fratricida con il suo ex collega dell’unità Luigi Vicinanza, persona perbene e giornalista navigato. Il custode della legalità campana e perché no nazionale e perché no internazionale, ovvero Ruotolo, non ha speso una parola su di una vicenda sulla quale, se fosse stato ancora sotto la tutela di Michele Santoro, avrebbe sicuramente raccontato tutto senza risparmiare nessuno.
Lo stesso dicasi per il segretario regionale Piero de Luca che sempre con lo stesso Vicinanza è stato durissimo. Ed invece Marino è circondato da un “sinistro” silenzio. Tanto per fare un altro nome, Stefano Graziano, già “ cresimato “ dall’ex presidente Vincenzo De Luca che lo bollò come traditore nonostante il soccorso economico che lo stesso De Luca gli aveva garantito, quel Graziano membro della commissione parlamentare di vigilanza che vuole un’informazione libera da condizionamenti e bavagli, in questa vicenda si è imbavagliato da solo.
Ma, ripetiamo, non è l’unico .Anche l’opposizione, se così vogliamo definirla, è stata molto tiepida. Un segno dei tempi più portati al consociativismo che al confronto e men che mai allo scontro politico. Resta, in chi scrive, il rammarico di aver creduto che quel Sindaco che diceva di battersi per la sua città, per la Campania, per il sud, per ideali nobili, dalle carte di chi indaga restituisce, invece, l’immagine di un protervo e fin troppo imprudente soggetto che definire politico è davvero improprio .
Se confermate, quelle accuse restituiscono alla collettività l’immagine di un piccolo feudatario spregiudicato al limite dell’insensatezza. E privo del benché minimo rispetto per la carica ricoperta e un’assenza totale di pudore e continenza. Ciò non toglie che per il PD” Marino è uomo nostro”.
