LA PROVINCIA DI COLOMBIANO. Prima 50 MILA EURO ad una società appena nata e con 0 dipendenti. Ora altri 5 MILA con una variante “supercazzola”. E il mistero di quella frase falsa scritta dal dirigente Madonna

31 Maggio 2026 - 20:01

Se dalla Provincia ci spiegano il perché di quella frase e i motivi che hanno portato il dirigente a scriverli, ci muoveremo per chiarire questo dubbio anche ai nostri lettori e saremo pronti (e nient’altro che tristi) di chiedere scusa. Ma al momento ci pare proprio che ci sia stata una bugia nella determina di aggiudicazione. Errore? Disattenzione? Crediamo di sì, perché l’altra ipotesi sarebbe peggiore. E non aiuta anche una perizia di variante che, onestamente, non significa nulla

CASERTA (luigi v. repola) – Il presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, ogni tanto dice delle cose che, in linea teroica, dovrebbero farci arrabiare. Ad esempio, quando in alcune dichiarazioni pubbliche parla di giornali che distorgono la realtà, senza ovviamente fare il nome di questo sito, anche se di noi parla, per mancanza di voglia (o di coraggio?). Altra frase che abbiamo sentito non di rado è stata “devono raccontare le cose vere“, come se noi decidessimo di creare con l’AI le determine sulle quali basiamo i vari articoli dedicati ad appalti particolari o a ditte con un passato discutibile che lavorano per l’ente Provincia.

Ma non ce la prendiamo particolarmente, anche se lui, invece, continua a querelare questo giornale, arrivandone a chiedere il sequestro, roba da dittatura fascista o sudamericana. E non lo facciamo perché, alla fine, noi poniamo domande, solleviamo dubbi e segnaliamo quelle che sono criticità: ovvero ciò che dovrebbe fare un giornale.

Prendete questa storia. La Provincia di Caserta ha affidato alla cooperativa Verde e Pulito, con sede a Salerno, gli interventi di potatura e messa in sicurezza degli alberi in diversi istituti scolastici del territorio. L’appalto, del valore complessivo di circa 53 mila euro, era stato aggiudicato a marzo 2026. L’impresa è stata costituita l’8 gennaio 2026, meno di due mesi prima dell’affidamento dell’appalto, avvenuto l’11 marzo. Il legale rappresentante è una certa Maria Grazia Mosca.

Secondo i dati pubblicati da Ufficio Camerale, la cooperativa non ha dipendenti. È quindi probabile che per eseguire i lavori si sia avvalsa di una società iscritta alla cooperativa, ma la Provincia non ha reso noto il nome dell’impresa che materialmente svolgerà i lavori. Un elemento che, evidentemente, contrasta con il principio di trasparenza della pubblica amministrazione, tanto decantato da Colombiano come linea da seguire, come stella cometa del suo cammino.

Ora, se già questo affidamento diretto è stranissimo per la forma in cui è arrivato, sorpattutto a chi è stato scleto dall’ente, c’è anche di più. Nella determina di affidamento, il dirigente Paolo Madonna aveva scritto che la cooperativa “è già affidataria in passato con esecuzione a regola d’arte di lavori per conto dell’ente provinciale“. Una frase che ha suscitato perplessità, dato che la cooperativa era nata da appena due mesi. Consultando i dati ufficiali dell’Anac, risulta un solo affidamento per Verde e Pulito, proprio quello dell’11 marzo 2025. E’ una dichiarazione falsa, quindi. Perché il dirigente Madonna scrive una cosa non vera?

Allora, se si tratta di un errore di battitura, una disattenzione, come riteniamo che sia, la determina sarebbe da annullare. Perché, altrimenti, parliamo per ipotesi, se il fatto che la coop. abbia lavorato in passato per la Provincia, cosa che non emerge dai dati Anac, è stato inserito nella determina per attestare un presupposto inesistente, può configurarsi il reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Ma non vogliamo pensare che sia successo.

E di questo abbiamo già scritto in passato, in un articolo dedicato ai nostri lettori Patreon, ovvero coloro che, abbonandosi a CasertaCe, fanno sì che questo giornale abbia la forza di raccontare certe vicende – clicca e leggi.

Ecco, come se non bastasse, a fine maggio è stata approvata una perizia di variante che aumenta i lavori di ulteriori 6 mila euro, portando il totale a circa 57 mila euro. La perizia, firmata ancora dal dirigente provinciale Paolo Madonna, è stata motivata con la necessità di effettuare interventi aggiuntivi non previsti inizialmente, resi necessari da circostanze impreviste e imprevedibili legate alla natura specifica dei lavori. Anzi, facciamo copia e incolla e leggiamolo testualmente:

“Dato atto che, durante l’esecuzione dei lavori è emersa la necessità di effettuare ulteriori interventi per far fronte
alle nuove contingenze verificatesi in corso d’opera per cause impreviste ed imprevedibili nella fase progettuale inerenti la natura e la specificità dell’opera in appalto, con conseguente necessità di eseguire lavorazioni non comprese nel contratto; e, pertanto, a tale scopo, è stata redatta apposita perizia di variante suppletiva di cui il presente atto ne è parte integrante, dell’importo aggiuntivo per lavori a corpo e a misura di € 6.004,54, contenuto nel 15% cosi come previsto dall’art. 120 (Modifica dei contratti in corso di esecuzione) ai sensi del comma 3 lett. b) del D.lgs.36/2023;”

Avete notato qualcosa? Non c’è scritto niente di chiaro. Non c’è scritto una cosa che abbia un senso reale. O meglio, non c’è una straccio di motivazione tecnica dietro questa perizia di variante. Quali sono le necessità? Quali sono le nuove contingenze? Quali sono le lavorazioni non comprese nel contratto? Le perizie di variantesono atti tecnici e amministrativi molto delicati, perché modificano un contratto pubblico già affidato. Per questo devono essere motivate in modo rigoroso sia nella perizia tecnica sia nella determina dirigenziale di approvazione. Ora, se questa motivazione a voi sembra precisa e rigorosa, significa che abbiamo un concetto diverso dei termini “preciso” e “rigoroso”.

Qua il punto critico è evidente: mancano le ragioni tecniche concrete della variante. E, quindi, presidente Colombiano, dirigente Madonna, cosa sta succedendo su questo appalto, cosa significa questa perizia? Siamo stati abbastanza attinenti ai fatti? Perché il dirigente Madonna scrive una cosa che è falsa, fino a prova contraria? Perché viene scelta una società nata a gennaio 2026 e vengono affidati oltre 57 mila euro? Attenzione, scrivere una cosa non vera, come i precedenti lavori di questa ditta che, invece, non emerge come fornitrice dei servizi, significa scrivere una cosa falsa in un atto pubblico, comportamento che, teoricamente, non è lontanissimo con quanto prevede reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, ovvero un’alterazione della verità in una determina, delibera, eccetera. Paolo Madonna è stato uno di quei dirigenti che si è cantato le gesta di Giorgio Magliocca, diventando un testimone della procura sull’inchiesta connesa alla corruzione e agli appalti truccati. Ma attenzione, non è che ora Madonna è un supereroe o un santo. Se c’è qualcosa di opaco nella sua azione sicuramente sarà approfondito.

Ripetiamo, noi non vogliamo credere al dolo, ma ad un errore, un qualche atto prestampato che il dirigente Madonna ha usato per questa determina nel quale c’era questa frase e che il funzionario non ha notato. Noi siamo pronti a rettificare questa notizia, scrivendo che non c’è stata una dichiarazione falsa, ma la Provincia ci aiuti a capire.