LE FOTO. CARINARO. La costruzione dell’asilo nido sulla variante illegittima, da parte della ditta di S. CIPRIANO, continua senza sosta. Mentre il silenzio-assenso della Provincia non è più accettabile

27 Gennaio 2026 - 19:53

Una vecchia storia che continua a restare irrisolta. Ci aveva già provato l’ex sindaco Affinito, permettendo la celebrazione della gara d’appalto prima dell’approvazione della variante urbanistica. La sindaca Dell’Aprovitola, invece, è andata avanti ignorando le normative e le scadenze, pur di non perdere i fondi PNRR. Nessuno, al momento, sembra voler assumersi la responsabilità di intervenire, compresa la stessa Provincia che, per prima, aveva ammonito l’ente

CARINARO (Federica Borrelli) Dovrebbero concludersi entro la fine di marzo i lavori che stanno portando alla realizzazione di un asilo nido nella zona “ex depuratore” di via San Salvatore.

Fin qui, per chi non è a conoscenza dei fatti, la notizia potrebbe sembrare un’informazione positiva per la comunità di Carinaro. Del resto, la costruzione di un’infrastruttura destinata all’infanzia è uno degli atti più significativi che una società può compiere per il benessere e l’educazione dei suoi membri più piccoli, quali cittadini del domani.

Un obiettivo da spunta verde, dunque, se non fosse che quanto sta concretamente accadendo sotto gli occhi di tutti – istituzioni comprese – stia prendendo forma su basi completamente illegittime.

Abbiamo già spiegato più volte, attraverso articoli pubblicati negli ultimi sei mesi, la cronistoria di un ‘abuso’ che continua a rimanere in piedi e a restare impunito. Un abuso la cui origine è da imputare certamente all’ex sindaco Nicola Affinito, ma la cui eredità è stata poi presa in carico, senza alcuna remora, dall’attuale sindaca Marianna Dell’Aprovitola e dall’onnipresente architetto Sergio Maggiobello che, se possibile, hanno peggiorato la situazione.

Ma di cosa sono “colpevoli” i due primi cittadini, tra passato e presente di questa vicenda?

La “colpa” di Affinito, metaforicamente parlando, potrebbe oramai considerarsi “prosciolta”, dato che le motivazioni che la tenevano in piedi sono decadute e anche chi avrebbe potuto trarne un qualche vantaggio da tutta questa storia, si è alla fine tirato indietro.

Per capire di cosa stiamo parlando, è bene ricordare che l’ex sindaco Affinito aveva infatti permesso che si celebrasse la gara d’appalto per la costruzione dell’asilo nido – poi vinta dalla ditta S.Edil Vet di Domenico Concilio – prima ancora che la variante sulla destinazione d’uso dell’area (da residenziale a servizi) fosse approvata in consiglio comunale. Una scelta azzardata che accelerò la fine della sua amministrazione per il venir meno della maggioranza che bocciò il provvedimento; un esito che spinse il sindaco-commercialista a dare le dimissioni.

Ma, come anticipato, le conseguenze di quella decisione da sindachite acuta si sono poi volatilizzate, poiché Concilio ha in seguito rinunciato all’incarico.

Chi invece ha deciso di perseverare, non facendo tesoro di quanto accaduto al suo predecessore, è stata proprio la sindaca Dell’Aprovitola, che ha portato comunque avanti l’approvazione della variante urbanistica, pur essendo consapevole che questo avrebbe significato seguire una strada impraticabile. Così, l’imprenditrice giuglianese, ma carinarese in pectore, assieme al dirigente Maggiobello a capo dell’ufficio tecnico, hanno scelto di fare di testa loro – come se in certi casi fosse più importante la volontà individuale che l’osservanza delle normative – dando vita ad una procedura remixata (tra l’ordinaria e quella semplificata), che non ha alcuna validità, pur di non perdere il finanziamento PNRR dell’asilo.

Quando parliamo di “illegittimità”, non sono solo parole nostre, ma quanto fatto chiaramente evincere dall’ente provinciale stesso, con la firma della pianificatrice urbanistica Teresa Ricciardiello, che ha spiegato come l’iter seguito dall’amministrazione carinarese non ha alcun fondamento giuridico. E questo (lo aggiungiamo noi) perché i termini, pur volendo procedere in una qualsiasi forma, erano scaduti da un pezzo. Malgrado ciò, è stata partorita una procedura a metà tra quella ordinaria e quella accelerata prevista dal DL 77/2021 (normativa PNRR), senza però il rispetto e le formalità né dell’una né dell’altra – non staremo qui a spiegare i passaggi da seguire per non complicare ulteriormente le cose – ma che la rendono, di fatto, nulla.

Nonostante le continue comunicazioni ufficiali da parte della Provincia, Dell’Aprovitola e il suo staff hanno fatto orecchie da mercante. Non solo si è scelto di approvare una variante in modalità illegittima, ma hanno anche affidato l’incarico alla seconda ditta in graduatoria, la SO.GE.CO dell’imprenditore di Casal di Principe Antonio Tartarone, dopo il dietrofront di Concilio.

Ora, che l’amministrazione comunale di Carinaro abbia scelto di “mettere i paraocchi” e andare avanti a ogni costo, poco ci sorprende. Ma che la Provincia, dopo essersi tanto sforzata per evidenziare la gravità dell’atto, resti ora in un silenzio-assenso, è un comportamento che non può passare inosservato.

La dottoressa Ricciardiello è al corrente che i lavori, nonostante il suo aut-aut, stiano proseguendo senza sosta nell’area di via San Salvatore? Se ha sperato, in buonafede, che i suoi solleciti sarebbero stati presi sul serio, allora siamo qui a mostrarle, con le foto che aprono questo articolo, che la realtà è ben diversa. E che, forse, sarebbe stato il caso di usare i poteri sostitutivi che la legge impone.