MACRICO. Protocollo Provincia-Fondazione Fratelli Tutti: rigenerazione urbana o strategia per i fondi regionali?
25 Marzo 2026 - 06:19
Caserta (pm) – Il recente comunicato (in basso il testo) con cui la Provincia ha annunciato la sigla di un protocollo d’intesa con la Fondazione Casa Fratelli Tutti ETS della curia casertana non ci ha colti per niente di sorpresa, nonostante si tratti di realtà apparentemente distanti tra loro. I lettori più affezionati di CasertaCe.net – conoscendone bene la linea editoriale, che non si ferma alla superficie delle cose né alle veline di istituzioni e soggetti non sempre credibili – ne immagineranno già la ragione.
Il fatto è che l’annuncio ci ha evocato istintivamente il celebre brocardo dei padri latini, profondi conoscitori dell’animo umano: Pares cum paribus. I simili, d’altronde, si cercano sempre.
La Provincia affanna gravemente nei suoi principali compiti istituzionali? Va a preoccuparsi di “cittadinanza attiva” e di “promozione di attività scientifiche”. Quasi che interventi pubblici e statali e territoriali non esistano già in questi ambiti e ci sia necessità di moltiplicarli. A Maddaloni, l’apertura del casello autostradale getta il traffico nel caos a causa dell’incredibile mancanza di segnaletica? eppure l’ente provinciale pare assente, nonostante rivendichi il ruolo di coordinamento territoriale in una materia che le appartiene pienamente.
Le chiese della diocesi sono vuote? Ci si occupa della promozione “di attività formative e di animazione territoriale”. Anzi, già si vedono assieme nella “gestione congiunta di eventi culturali”. Ed al centro di questa liaison, di questa “intesa”, “…spicca…”, come recita il comunicato stampa, “… la volontà di sviluppare sinergie su temi cruciali …e, in particolare, l’ambizioso progetto di rigenerazione urbana dell’area “Campo Laudato si’ Caserta” (ex MACRICO). “
Fatti loro, si dirà. E’ vero, ma fino ad un certo punto.
Perché non vorremmo che questa abbinata costituisca una strategia per mirare ai 15 milioni di finanziamento regionale che la chiesa casertana attende per il Macrico a titolo di “Interventi di riqualificazione e valorizzazione di aree ed edifici di culto per il Giubileo 2025″. Anno 2025 ampiamente trascorso e con edifici di culto inesistenti.
Erogazione che allo stato delle cose si presenta implausibile anche rispetto ai progetti eccentrici di edificazione dell’area che si hanno in mente nelle stanze vescovili.
L’entrata in scena della Provincia, in questa partita, con la sua valenza politica e sulla scorta degli scopi parapubblici vantati rafforzerebbe la pretesa all’erogazione regionale. E come abbiamo ribadito più volte, il “partito del cemento” non distingue tra pubblico e privato quando coglie occasioni per costruire; anzi, nel settore pubblico il profitto è persino maggiore.
Il testo del comunicato provinciale, fedele al suo scopo propagandistico, è un florilegio della neo-lingua del nuovo amministratore pubblico mediatico, i cui discorsi sono oramai infarciti di termini politicamente corretti, suggestivi quanto vuoti. Inclusione, visione condivisa, valori sociali, accoglienza, sono sparsi come il cacio sui maccheroni. Ci stanno bene sempre, di qualunque cosa si parli, anche se non c’entrano niente. Qui compaiono i beni comuni, la cura, l’ecologia, l’ambiente e, ovviamente, l’università, che non guasta mai. La stessa che negli anni scorsi, con il sindaco Marino, avrebbe voluto costruire una nuova residenza universitaria, di forte impatto urbanistico, nell’area verde del Macrico, in una città già tutta cemento. Per dire la visione di certe istituzioni, il cui credito sociale è spesse volte abusato.
La Provincia è dunque entusiasta di fare bordone alla Fondazione Casa Fratelli Tutti per i nuovi edificati che si prospettano nell’ex area militare per 250mila metri cubi, stando almeno agli studi vescovili. Interventi di tale portata muovono inevitabilmente interessi di ogni tipo, inutile sottolinearlo.
Il presidente Colombiano non è che ha eccepito a monsignor Lagnese, quando questi se n’è uscito con il Macrico da riqualificare a suo modo, che Caserta, stando al più recente studio annuale sul clima, pubblicato nei giorni scorsi, è ancora tra le peggiori città capoluogo per fenomeni metereologici severi, quali il caldo estremo e le ondate di calore. E che dunque il Macrico è indispensabile che diventi il polmone verde, la foresta urbana della città. E che per tutto il resto c’è un vasto patrimonio pubblico, anche provinciale, che può soccorrere. “Perciò, sua eccellenza reverendissima, lasciamo perdere”.
Ma il presidente della Provincia non è tipo da sottigliezze. Difatti non ci ha pensato due volte a chiudere la piscina provinciale per inagibilità e non ha voluto sentire nessuna obiezione, nonostante le tante proteste che si sono sollevate per un provvedimento giudicato quasi bizzoso. E ad oggi ancora non si sa quando potranno riprendere le attività di nuoto. Frattanto i suoi uffici lavorano ai progetti di rifacimento dell’impianto, alla predisposizione delle gare d’appalto, alla individuazione delle ditte esecutrici dei lavori. Compito sicuramente impegnativo, ma immaginiamo gratificante in termini di consenso e di aderenze capace di sviluppare. Anche se c’è da dire che più d’uno, alla chiusura dello stadio del nuoto eccepì che si parlava di rifare interventi già eseguiti poco tempo prima e che addirittura l’inagibilità dichiarata non era grave al punto da richiedere di mettere mano a tutta la struttura. Persino un recente servizio del TG3 Campania, solitamente moderato, ha commentato la vicenda dei lunghi lavori annunciati definendola “non solo un mistero, ma un vero scandalo“.
Materia più che abbondante, a nostro modesto avviso, perché la magistratura, mancando finora qualsiasi chiarimento credibile sulla vicenda, con una verifica svolta magari anche da parte delle autorità con compiti di vigilanza generale sulla pubblica amministrazione, dia uno sguardo a quello che accade. Come si sa, non è che qui nel casertano viga esattamente la proverbiale legalità svizzera.
L’annuncio della firma del protocollo di intesa

