MARCIANISE. Incendio dei supermercati Magno. Per l’indagine sul “maresciallo” e suo figlio fondamentali le intercettazioni telefoniche, i movimenti dei veicoli e le telecamere cittadine

9 Dicembre 2025 - 10:00

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In una telefonata commentavano l’uscita della notizia dell’incendio di via Gaglione sui giornali locali

MARCIANISE – Con la chiusura delle indagini e la notifica degli atti ai diretti interessati, si delinea un quadro più complesso sulle presunte connessioni tra i due incendi che, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, hanno colpito le società Maro Snc ed Euromarket Centro S.r.l.. Al centro della ricostruzione investigativa ci sono i roghi che hanno interessato l’ex Euromarket One di viale Evangelista, nell’ottobre 2024, e il punto vendita Magno–Etè di via Gaglione, andato in fiamme lo scorso febbraio.

Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, gli episodi non sarebbero eventi separati ma, al contrario, parte di una strategia unitaria volta a ostacolare l’espansione del marchio Etè nel territorio di Marcianise. Una tesi che dovrà ora affrontare il vaglio del procedimento giudiziario e che è contestata con decisione dalle difese.

L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a Francesco Mastroianni, noto come “il maresciallo”, a suo figlio Clemente Mastroianni e Saverio Padovano, tutti di Marcianise. Le accuse ipotizzate riguardano il concorso in incendio aggravato, la continuazione e il tentativo di estorsione.

Una parte cruciale dell’indagine sarebbe rappresentata dall’analisi parallela di tre insiemi di informazioni: tabulati telefonici, movimenti dei veicoli e riprese delle telecamere urbane. È dall’intersezione di queste fonti che gli inquirenti ritengono di aver ricavato elementi utili a collocare persone e mezzi in aree considerate sensibili nei minuti e nelle ore vicine agli incendi. Una ricostruzione definita dagli investigatori come un lavoro “paziente e stratificato”, frutto di mesi di verifica.

Un ulteriore tassello dell’indagine è la comparazione tra i danni riportati dalle due strutture. Pur essendo avvenuti in luoghi e momenti differenti, gli incendi presenterebbero — secondo l’interpretazione accusatoria — alcune analogie nelle modalità esecutive, che avrebbero rafforzato l’idea di un medesimo progetto dietro entrambi i fatti.

Il primo incendio, del 29 ottobre 2024, ha coinvolto il punto vendita di viale Evangelista, un immobile già utilizzato da Francesco Mastroianni come supermercato e poi passato alla disponibilità della famiglia Magno, che vi stava predisponendo l’apertura di un nuovo Etè (cosa poi effettivamente avvenuta qualche mese fa).
Il secondo rogo, del 22 febbraio 2025, ha invece colpito lo storico supermercato Etè di via Gaglione, provocando ingenti danni strutturali.

Per la Procura, l’obiettivo dei due episodi sarebbe stato impedire l’attivazione di un nuovo punto vendita Etè, ritenuto potenzialmente concorrenziale rispetto alle attività legate ai Mastroianni.

Nel fascicolo figurano anche alcune intercettazioni, fra cui conversazioni con riferimenti alle notizie pubblicate online sugli incendi. Questi elementi, secondo gli inquirenti, contribuiscono a inquadrare gli episodi in un clima di forte competizione commerciale nell’area marcianisana.