MARCIANISE. La famiglia Bizzarro, ma non solo: il pentito Primo Letizia fa i nomi degli imprenditori della città che pagarono il pizzo

12 Maggio 2022 - 13:24

Nella trattazione dell’ordinanza più recente sulla camorra marcianisana, siamo arrivati ad un punto importante, visto che Primo Letizia era l’unico collaboratore di giustizia di significativo peso specifico, avendo lui anche diretto il clan per un certo periodo. E sul cugino dei due Achille Piccolo…

 

MARCIANISE  – Ci siamo anticipati qualcosa rispetto alle dichiarazioni rese da Primo Letizia, primo vero collaboratore di giustizia di effettivo rilievo  del clan Piccolo-Letizia (Quaqquaroni). L’altro giorno, infatti, avendo deciso di dedicare un paio di capitoli di questo nostro lungo focus sulle nuove iniziative criminali del gruppo che ha riunito due famiglie, abbiamo estrapolato ciò che Primo Letizia ha detto su Agostino Piccolo, cugino dei due Achille Piccolo, figli dei super boss e fondatori del clan, sull’omicidio avvenuto a un passo dal comune di Marcianise, nel luglio del 97, di Carlo Barone, figlio 22enne di un commerciante gioielliere della città.

Per chi non avesse letto quelle dichiarazioni e anche gli antefatti per le quali vi abbiamo considerate un elemento a parte, mettiamo a disposizione il link CLIKKANDO QUI. Oggi invece scriviamo tutto il resto.

Primo Letizia, recentemente, ha ribadito che Agostino Piccolo è stato per anni una delle punte avanzate del clan per quanto riguarda l’attività estorsiva. Coloro i quali non portavano direttamente i soldi presso l’abitazione dei due Achille Piccolo o dello stesso Primo Letizia, venivano raggiunti da Agostino Piccolo che ne prelevava le somme estorte.

Primo Letizia afferma chiaramente che anche nel periodo in cui lui stesso è stato al capo del clan, Agostino Piccolo ha svolto questa funzione che gli ha permesso di maturare una grande esperienza e una vera e propria agenda di nomi divenuta vera e propria mappa da utilizzare poi anche in epoca recentissima per fornire indicazioni precise sulle localizzazioni dei vari imprenditori e dei vari commercianti, da far avvicinare dalla coppia formata da Francesco Piccolo e Gaetano Monica.

Una sorta di banca dati, insomma. Saltano fuori anche diversi nomi di imprenditori sottoposti ad estorsione. Primo Letizia parla di Giovanni Bellopede, figlio di Raffaele Bellopede, detto o professore, erano coloro che si occupavano di versare la tangente ai Quaqquaroni, in nome e per conto della famiglia imprenditoriale di Marcianise dei Bizzarro, di cui fa parte anche Salvatore Bizzarro, già patron della squadra di calcio arrivata fino alla soglia della serie B e per un periodo anche presidente del consiglio comunale.

E poi, ancora della famiglia Del Bene, titolare della società Metano Sud, di un certo “Mario delle macchinette” che gli inquirenti hanno individuato in Mario Rosario Romano, titolare di Vicimar sas, azienda che si occupa del noleggio di videogiochi da bar o da locale. E poi, la famiglia Cerreto, di cui si è già scritto nella narrazione di questa ordinanza, proprio quando abbiamo illustrato un’intercettazione nella quale Gaetano Monica ne parlava a Francesco Piccolo e questi gli diceva che occorreva rivolgersi proprio ad Agostino Piccolo, perchè “Rafiluccio” Cerreto è un “compagno di Agostino.”

In verità a parola compagno viene associato a margine delle dichiarazioni di Primo Letizia, ad una relazione nata al tempo in cui i Cerreto versavano stabilmente la tangente ai Quaqquaroni ed erano parte di quegli imprenditori che non la portavano di persona agli Achille Piccolo o allo stesso Primo Letizia, ma la consegnavano allo stesso Agostino, con il quale almeno “Rafiluccio” Cerreto, stando a quello che racconta Primo Letizia, aveva stretto un rapporto significativo.

I magistrati della Dda e i poliziotti della Squadra Mobile di Caserta hanno ascoltato tutti questi imprenditori. La maggior parte di loro ha negato di aver pagato il pizzo al clan Piccolo-Letizia. Discorso leggermente diverso per Giuseppe Del Bene della Metano Sud e per Mario Rosario Romano i quali hanno formalmente riconosciuto la foto di agostino Piccolo quando li interrogava gliel’ha mostrata.

 

QUI SOTTO LO STRALCIO DELL’ORDINANZA