MAZZETTE alla PROVINCIA di CASERTA. La gara d’appalto truccata e l’arresto di Raffaele Pezzella. Abbiamo trovato i nomi del Rup e del capo della commissione. Magliocca, se ci sei…

29 Novembre 2021 - 18:06

Nulla significa in termini giudiziari, per carità. Ma i due soggetti in questione cioè il geometra Gianpaolo Mattucci e il suo “maestro” Antonino Del Prete dovrebbe accettare senza indugio, di svolgere una funzione di testimoni di fronte a tutto ciò che la procura e il tribunale di Benevento hanno scoperto su una procedura per la quale sarebbero state pagate tangenti che fino al 4 ottobre ammontano a circa 20mila euro ma che successivamente sono cresciute fino alla cifra del 20% dell’importo della gara, di un ribasso che ancora non riusciamo a quantificare, di 394 mila euro. Probabilmente l’importo non è la base d’asta, ma quello risultante dal ribasso che noi però non riusciamo ancora a stabilire

 

CASERTA – Il presidente della Provincia Giorgio Magliocca, dalle fotografie, appare sensibilmente ingrassato, a dimostrazione che tutti quelli che non sono riusciti negli ultimi anni a convincerlo che stava esagerando con la sua dieta scarnificante, hanno trovato oggi soddisfazione nella capacità di Giovanni Zannini, di Antonio Luserta e allegra compagnia, in grado evidentemente di trovare argomenti efficaci per convincere il presidente della Provincia a tornare a mangiare significativamente in contesti enologico-gastronomici di significativo rilievo, come sono quelli organizzati durante le serate “senza pregiudizi” dal Luserta e dallo Zannini che, anche in questo caso in tutta evidenza, tiene, politicamente parlando, per gli zebedei, Magliocca, il quale sa che il suo destino politico è legato proprio a Zannini ed è pronto ad assecondarlo in tutto.

Ma questo è un discorso che faremo nei prossimi giorni, sviluppando anche qualche tema di contenuto, procedendo nella direzione del “pagare moneta, vedere cammello“, metafora della vita di Giovanni Zannini che certe prove di fedeltà da Magliocca le pretende col piglio autoritario e spavaldo che lo contraddistingue negli ultimi tempi, prima e non dopo le elezioni provinciali del 18 dicembre.

Abbiamo introdotto questo articolo con una divagazione sul presidente della Provincia. Speriamo che lui, al contrario, non divaghi rispetto a quello che ci ha comunicato personalmente sabato sera, quando ha garantito a CasertaCe, pieno riscontro alle richieste che questo giornale (CLIKKA E LEGGI) gli ha formulato in merito ad una gara d’appalto, divenuta oggetto di un’ordinanza applicativa di misure cautelari gravi, parliamo di arresti domiciliari di cui sono stati oggetto diverse persone, noti politici e tecnici beneventani ma anche Raffaele Pezzella, l’imprenditore di Casal di Principe, poi un pò teverolese, poi anche un pò maddalonese, poi un pò tante altre cose, per esempio, sanciprianese e casapellese, così come sostiene in alcune sue dichiarazioni, il super pentito di camorra Antonio Iovine detto o ninno.

In calce all’articolo, pubblichiamo il quinto e il sesto capo di imputazione provvisorio, strettamente legato al quarto, su cui ci siamo soffermati sabato. In effetti, i reati di turbata libertà degli incanti che evidentemente è reato alla procura e al tribunale di Benevento esiste e viene contemplato, e quello relativo alle fatture false, si collegano intimamente al reato di corruzione, contestato agli stessi soggetti.

In poche parole, secondo l’impianto accusatorio del pubblico ministero Francesco Sansobrino, avallato in larga parte dal gip Loredana Camerlengo, una super mazzetta sarebbe stata pagata dai componenti del Raggruppamento temporaneo di Professionisti che ha come punto di riferimento la figura del notissimo ingegnere Carlo Camilleri, ex consuocero di Clemente Mastella e legato a doppio filo a tanti ambienti imprenditoriali casertani, da Nicola Ferraro in giù. Una tangente erogata in più tranches (CLIKKA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO DI SABATO), in riscontro all’aggiudicazione della gara per la progettazione definitiva ed esecutiva, della relazione geologica, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. E ancora, della direzione dei lavori, della misura e della contabilità relativi a intervento di messa in sicurezza della direttrice Caserta-Monti del Matese. 

Non è che all’improvviso siamo diventati degli implacabili burocrati che, in quanto tali, scrivono in burocratese. Semplicemente, nonostante il presidente Magliocca ancora tardi nella trasmissione dei documenti a lui da noi chiesti, qualcosa l’abbiamo già trovata e dunque siamo in grado, così come abbiamo fatto nel capoverso precedente, di riferire in senso letterale l’oggetto di quella gara che, naturalmente, fu aggiudicata proprio al Rtp sannita.

Siccome anche a Benevento “nisciun è fess” e vige, soprattutto in certi settori professionali più disinibiti e più abituati all’osmosi con le aree casertane e napoletane, lo stesso adagio che abbiamo appena utilizzato per Giovanni Zannini, cioè “pagare moneta, vedere cammello“, questi soldi, sempre secondo la prospettazione dell’accusa, sarebbero stati pagati nell’ottobre 2019, precisamente il 24 ottobre, a conclusione di una serie di operazioni contabili iniziate già dal luglio precedente.

In attesa che Magliocca ci fornisca le carte che ci ha promesso, siamo in grado di darvi alcuni elementi fondamentali. Ed ecco perchè l’ordinanza collega il reato di corruzione commesso in concorso da Raffaele Pezzella, dal suo collega imprenditore nolano Giuseppe Della Pietra, dal sindaco di Buonalbergo Michelantonio Panarese, da Carlo Camilleri, da Nicola Camilleri, da Nicola Laudato, e da Gaetano Ciccarelli, a quelli di turbata libertà degli incanti o turbativa d’asta e di false fatturazioni, che dir si voglia, contestato alle stesse persone.

Ciò vuol dire che l’accordo corruttivo, secondo il pm e anche secondo il gip, c’è stato, che la gara è stata aggiudicata con il trucco, al Rtp di Camilleri e che poi successivamente è stata pagata la tangente.

Il protagonista principale o al limite il co-protagonista di questa vicenda è un ingegnere dell’amministrazione provinciale di Caserta che la procura di Benevento considera pienamente coinvolto e considera il beneficiario dell’accordo corruttivo, ma che non è riuscita ad identificare, perchè se vi fosse riuscita, l’avrebbe sicuramente arrestato, così come ha fatto con Pezzella, Della Pietra, Camilleri eccetera.

Ora, qualcuno potrebbe obiettare: non è facile, negli enti pubblici casertani, ottenere l’aggiudicazione della gara d’appalto prima di tirare fuori i quattrini della mazzetta. E allora, Raffaele Pezzella, cosa stava a fare? Pettinava, bersanianamente, le bambole? Lui, alla provincia di Caserta, ha sempre comandato. Essendo amico, da una parte di Camilleri, dall’altra parte dell’ingegnere misterioso, anzi, più che amico, si è reso garante di entrambi.

Per cui, la gara è stata truccata e poi tutti i soldi sono stati pagati. Quello che abbiamo scritto è ciò che è riportato nel capo 4, pubblicato sabato e nel capo 5 e nel capo 6 dell’ordinanza che pubblichiamo oggi. Non c’è dubbio, dunque, che secondo l’autorità inquirente, secondo la procura della repubblica di Benevento, guidata peraltro dal procuratore di origine casertana, Aldo Policastro, ci sono stati almeno due soggetti che hanno fatto sì che Camilleri e i suoi vincessero la gara e che abbiano, in cambio, intascato mazzette.

E qui, arriviamo al capo di imputazione numero 6, collegato al numero 4 e al numero 5. Reati tributari, in violazione dell’articolo 8 del decreto legislativo 74 del 10 marzo 2000, in pratica fatture false. Una parte della tangente sarebbe stata coperta da false operazioni, da false compravendite. Precisamente alcuni componenti dello studio Camilleri avrebbero emesso fatture per consulenze su vendite mai realizzate, utilizzando Rilgeo Service di Carullo Vittoria & Co sas, per il pm, direttamente riconducibile a Raffaele Pezzella.

In questa maniera, è stata ripulita parte della provvista. Nel dettaglio, Nicola Laudato sempre appartenente al Rtp, Generale Engeneering, paga una fattura da 7.076 euro. Soldi che si vanno ad aggiungere ai 10.200 euro che lo stesso Laudato aveva versato in contanti a Raffaele Pezzella e Giuseppe Della Pietra.

Come potrete leggere nel capo 6, la Procura stabilisce che per la data del 4 ottobre 2019, dal Rtp sono pagate tangenti pari al 10% della somma già incassata dagli stessi professionisti sanniti per effetto di una gara aggiudicata, sapete quando? Il primo marzo 2019. E qui ci fermiamo, non prima di aver ricapitolato sintenticamente i termini della vicenda: esiste un ingegnere e come abbiamo letto dal capo 4, esiste un componente della commissione aggiudicatrice che, secondo la pubblica accusa, avrebbero preso soldi per aggiustare la gara d’appalto per la progettazione, direzione dei lavori eccetera tra Caserta e monti del Matese, che poi non è altro che un intervento dei comuni di Ruviano, Castel Campagnano e Alvignano.

Quello che scriviamo ora non è altro che la riproduzione originale della prima pagina del documento ufficiale della Provincia riportante i “dettagli procedura per l’affidamento della progettazione dei lavori ecc“.

Come potete leggere dallo screenshot che pubblichiamo in calce, a presiedere la commissione aggiudicatrice è stato proprio l’allora dirigente dell’area tecnica dell’amministrazione provinciale, ingegnere Antonino Del Prete. L’incarico di Rup, poi, è stato esercitato dal geometra Gianpaolo Mattucci che, come è noto a tantissime persone che bazzicano negli uffici della Provincia, è stato e forse è ancora sostanzialmente una protesi, uno stra-fedelissimo di Antonino Del Prete.

Questa cosa, di per sè, non significa nulla. Non significa assolutamente che Del Prete e Mattucci si siano macchiati di comportamenti illegali e neppure discutibili. Fino a prova contraria, niente di tutto questo. Detto ciò, però, la gara è proprio quella oggetto dell’ordinanza del gip del tribunale di Benevento. Una gara in cui c’è un rup, cioè un responsabile unico del procedimento di cui si conoscono nome e cognome e un presidente della commissione di cui, ugualmente, si conoscono nome e cognome.

Quindi, per sgomberare il campo da ogni dubbio sarebbe utile, per esempio, che il geometra Mattucci e l’ingegnere Del Prete accettassero di rilasciarci un’intervista dato che, avendo noi l’obiettivo di scoprire chi sia l’ingegnere misterioso e chi sia la seconda persona che al pari della prima, secondo la procura di Benevento, ha preso le mazzette, risulterebbe oltremodo utile al nostro lavoro confrontarci con due sicuri testimoni di quella losca vicenda.

Testimoni e null’altro, per ora. Questo chiarimento diventa ancor più urgente in considerazione dei rapporti intimissimi, mai smentiti dai diretti interessati che l’ingegnere Del Prete ha sempre avuto con Raffaele Pezzella, il quale, negli ultimi anni, come CasertaCe ha dimostrato inconfutabilmente, ha fatto incetta di gare bandite dall’amministrazione provinciale, intascando decine di milioni di euro.

Naturalmente, vi mostriamo solo la prima pagina del documento sui dettagli della procedura. Le altre abbiamo intenzione di studiarle tecnicamente, in maniera dettagliatissima. Poi, se il presidente della provincia, il quale ha dichiarato di voler contribuire al chiarimento dei fatti, ci vuole favorire il verbale di aggiudicazione, gli altri documenti da cui si possono evincere i nomi degli altri eventuali soggetti partecipanti a quella gara e perchè no anche il bando, anche il capitolato, visto che siamo in un posto in cui l’altissima sartoria dei vestiti cuciti su misura dalle centrali appaltanti, è una eccellenza territoriale come ampiamente dimostrato da diverse ordinanze giudiziarie.

Noi studiamo e aspettiamo. Poi aspettiamo e studiamo. Sicuramente abbiamo intenzione di andare a fondo. Anche perchè ci hanno detto che se da un anno circa Del Prete è andato in pensione, non ha mai troncato i suoi rapporti con l’amministrazione provinciale, visto e considerato che è entrato a far parte della commissione ponti, una roba divenuta importante dalla strage genovese del ponte Morandi in poi. Insomma, Del Prete, pure essendo in pensione, continua a frequentare l’ufficio tecnico della Provincia, da lui diretto per tantissimi anni.

A proposito, poi c’è la gara d’appalto, un’altra, distinta da quella riguarda la sola progettazione e la sola direzione dei lavori, per l’aggiudicazione dei lavori di questa strada per un importo superiore ai 5 milioni di euro. Una occhiatina l’abbiamo già data. Aspettate una o due puntate e ne leggerete delle belle, visure alla mano.

 

QUI SOTTO GLI STRALCI DELL’ORDINANZA