MONDRAGONE. Assalto armato all’autonoleggio, 5 ARRESTI: “Quella Lamborghini è del boss”
14 Maggio 2026 - 09:59
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un tentativo di truffa ai danni dell’imprenditore
MONDRAGONE – Cinque persone dell’area flegrea sono state arrestate questa mattina dalla Polizia di Stato con le accuse di estorsione, tentata estorsione e rapina aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini hanno fatto luce su una vicenda che avrebbe coinvolto un imprenditore casertano attivo nel settore del noleggio auto, finito nel mirino di un gruppo criminale ritenuto, all’epoca dei fatti, dominante nell’area di Bagnoli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un tentativo di truffa ai danni dell’imprenditore da parte di un esponente di rilievo del sodalizio, che avrebbe cercato di ottenere il noleggio di un’auto di lusso utilizzando documenti falsi.
Una volta scoperto il raggiro, tra i due sarebbe nato uno scontro fisico. A quel punto il clan avrebbe preteso, come forma di “risarcimento” per l’affronto subito, il pagamento di 10mila euro in contanti, somma che l’imprenditore avrebbe poi consegnato.
Successivamente, alcuni degli indagati avrebbero avanzato un’ulteriore richiesta di denaro: 285mila euro per compensare i danni causati da un incidente che aveva coinvolto una Lamborghini noleggiata dalla vittima a un cliente e che sarebbe stata indicata come appartenente al boss del gruppo criminale. Gli accertamenti avrebbero però dimostrato che l’auto non era di proprietà del boss, facendo emergere così il carattere estorsivo della richiesta.
Dopo il rifiuto dell’imprenditore di versare la somma richiesta, alcuni componenti del clan, travisati con passamontagna e a bordo di auto e scooter, sarebbero entrati nell’autonoleggio di Mondragone impossessandosi di una vettura intestata alla moglie del titolare, parcheggiata nel piazzale dell’attività.
Determinanti per le indagini si sono rivelate le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, oltre alle telecamere installate lungo il percorso effettuato dai presunti responsabili prima e dopo la rapina.
Gli elementi raccolti hanno così consentito agli investigatori di identificare i cinque destinatari della misura cautelare, ora finiti in carcere nell’ambito dell’operazione antimafia che riaccende i riflettori sulle infiltrazioni criminali tra area flegrea e provincia di Caserta.
