MONNEZZAGATE AD AVERSA. Ogni promessa è debito. La nuova società dei rifiuti è collegata a Tekra: manco a dirlo, il titolare di Risam ha lo stesso nome e cognome di un loro dipendente
25 Gennaio 2026 - 20:00
Teniamo conto che una delle criticità della società sarebbe una forte posizione debitoria con l’Erario. Ovviamente, Balestrieri Holding e Tekra hanno a disposizione uno spazio sul nostro giornale per confrontarsi sul merito di quanto leggerete. Stessa cosa per Vincenzo Vanacore e per la Risam. Il patron, Alessio Antonello Balestrieri, è anche sotto processo per accordi corruttivi, accuse che arrivano dalla Sicilia
AVERSA (g.g./l.v.r.) – Come promesso nel primo articolo di giovedì – CLICCA E LEGGI – sulla questione che sta tenendo banco ad Aversa nel ramo raccolta rifiuti, torniamo con altre novità sull’argomento. Partiamo dalle cose che sappiamo come certe. Dal prossimo primo febbraio, la Tekra verrà sostituita negli appalti della raccolta rifiuti ad Aversa – e in tutte le città dove compie questo servizio – da un’altra impresa. Questo perché la società della famiglia Balestrieri ha ceduto il ramo dei servizi ambientali ad un’altra società: la Risam.
Fin qui nulla di particolare, si tratta di un accordo economico che abbiamo visto già in casi precedenti. Il problema si va a creare perché questa nuova società diventerà il nuovo operatore economico della raccolta rifiuti ad Aversa e in altri comuni. La cessione del ramo d’azienda, infatti, porterà in dote alla società con sede a Milano tutti quegli appalti gestiti da Tekra.
ENTRA LA RISAM, DI CUI NESSUNO SA NULLA
Però si tratta di un operatore economico nuovo, sconosciuto a quelle amministrazioni che avevano affidato il servizio ai Balestrieri. E infatti gli enti dovranno controllare il possesso di tutti i requisiti economici e tecnici della Risam. Sconosciuta ai comuni, ma sconosciuti in generale. Scriviamo così perché la Risam è un’impresa neonata, visto che la sua costituzione è datata fine aprile 2025, esattamente nove mesi fa.
Come può una società nata praticamente ieri permettersi di avere già quei requisiti tecnici ed economici necessari per subentrare alla Tekra? Evidentemente, sarà necessario l’istituto dell’avvalimento, ovvero quella procedura per cui un’impresa aggiudicataria utilizza mezzi e requisiti di un’altra impresa che, in pratica, glieli presta.
E quale sarà la società in avvenimento? Non crediamo che sarà proprio la Tekra, perché altrimenti questo passaggio di cantiere sarebbe difficile non definirlo semplicemente un cambio di nome sui camion o poco più.
DEBITI CON L’ERARIO E UN CASO DI OMONIMIA CHE FA PENSARE
Ma le due situazioni più critiche di questa storia riguardano la titolarità della Risam e dei presunti debiti con l’erario della società dei balestrieri. Partiamo dalla prima questione. Il legale rappresentante della Risam srl con sede a Milano, via Pergolesi, è un certo Vincenzo Vanacore.
Nome e cognome non proprio milanesi, ma i lettori di CasertaCe conoscono bene l’usanza di imprenditori casertani e campani di attivare sedi e strutture operative nel capoluogo lombardo. Non è il primo caso e di certo non sarà l’ultimo.
Quanti sono i Vincenzo Vanacore che si occupano di rifiuti in Italia? Uno. Almeno secondo la ricerca che abbiamo fatto noi che, forse, non sarà perfetta, ma di sicuro è stata approfondita. Il Vincenzo Vanacore che abbiamo trovato, attivo nel settore rifiuti è proprio un dipendente dei Balestrieri, essendo il responsabile della gestione flotte, ovvero i mezzi utilizzati dalla Tekra, ormai da tanti anni.
Quindi, la società scelta da Tekra per la cessione del ramo di servizio ambientali sarebbe rappresentata legalmente da un dipendente della stessa Tekra. Ci manca la certezza di un codice fiscale, di una data di nascita, ma questa affermazione appena fatta pare quanto meno verosimile, in considerazione dei riscontri appena fatti e dell’impossibilità, almeno da parte nostra, di venire a capo di un’altra soluzione che non sia quella appena esposta.
Veniamo alla questione erario. Secondo alcune informazioni che abbiamo ricevuto, la Tekra avrebbe debiti con l’Agenzia delle entrate. Non sappiamo se si tratta pagamenti di imposte o di impegni contributivi. In quest’ultimo caso, ci sarebbero stati già problemi relativi al Durc, ovvero quel documento che attesta la regolarità contributiva.
Infatti, senza il Durc, atto rilasciato dall’INPS, le società non possono ricevere affidamenti o pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Ma qualcuno deve controllare. E allora ci chiediamo, ma al comune di Aversa, l’ufficio Ambiente, guidato dalla dirigente Danila D’Angelo e che vede in servizio anche l’ex dirigente Raffaele Serpico, arrestato ormai quasi due anni fa e coinvolto nel caso dei permessi alla famiglia Cecere, ha controllato la documentazione contributiva e fiscale della Tekra o hanno dimenticato qualche documento? E non pensate sia una domanda retorica. Davvero, sinceramente, chiediamo: avete visto le carte? E’ tutto in regola? E attenzione perché sarà lo stesso ufficio che dovrà analizzare la posizione di Risam, dandole il via libera o lo stop nel servizio di raccolta rifiuti.
Qualora dovesse essere appurato il rapporto economico, di proprietà tra Tekra e Risam, questa cessione di ramo d’azienda ricorderebbe fin troppo bene altre, vedi la storia Gesia-Sorgeko dei Sorbo, in cui le società in difficoltà economica, la bad company, viene accompagnata verso una chiusura, una liquidazione, ma solo per far spazio ad un nuovo soggetto economico sostanzialmente gemello per proprietà e guadagni a quello andato in difficoltà finanziaria.
Va detto anche che Alessio Antonello Balestrieri, patron della Tekra, terza generazione della famiglia nel ramo rifiuti, si trova sotto processo, imputato assieme all’ex sindaco di Gela, in Sicilia, Domenico Messinese. Secondo gli investigatori, Tekra avrebbe ottenuto continue proroghe, con tentativi di gara andati costantemente a vuoto, a seguito di presunti patti corruttivi, maturati pure per il tramite di assunzioni di favore. Quindi, un’altra ipotesi potrebbe essere quella che, dopo la fine di questo processo, speriamo per Balestrieri da concludersi in maniera positiva, la società di famiglia cambi nome, allontanandosi da vicende che anche in passato con le interdittive antimafia, poi revocate, hanno segnato in senso negativo la storia di questa holding.
I dubbi sono molti, i sospetti sono al momento inevitabili. Ed è per questo che lasciamo uno spazio, qualora lo vorranno, ai titolari di Tekra e Balestrieri Holding, qualora volessero darci il loro punto di vista, spiegando il rapporto tra loro e la Risam e eventuali difficoltà con l’Agenzia delle entrate.
