Neonata di 45 giorni morta per maltrattamenti, il medico legale. “Un colpo al volto inferto da un adulto”

20 Gennaio 2026 - 17:40

È quanto ha riferito il medico legale Giuseppe Addeo nel corso dell’udienza del processo a carico di Emanuele Savino e Anna Gammella genitori della piccola Aurora entrambi arrestati con l’accusa di omicidio

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SANTA MARIA A VICO – “Aurora presentava un quadro clinico estremamente grave, con numerose e profonde lesioni distribuite su più parti del corpo“. È quanto ha riferito il medico legale Giuseppe Addeo nel corso dell’udienza del processo a carico di Emanuele Savino e Anna Gammella, entrambi di Santa Maria a Vico, genitori della piccola Aurora trovata senza vita, nella culla, il 2 settembre 2023.

Davanti alla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Marcella Suma con a latere Honorè Dessi, il consulente della Procura ha illustrato nel dettaglio i risultati degli accertamenti medico-legali. “La bambina – secondo quanto spiegato – presentava un grave trauma cranio-facciale, lividi sul lato sinistro della fronte, fratture all’orbita sinistra e un importante ematoma subdurale. Sul corpo erano inoltre presenti ustioni di primo e secondo grado che interessavano circa il 10 per cento della superficie corporea, localizzate sull’addome, sul torace sinistro, sui piedi, nella zona perineale, sulle narici e lungo la colonna vertebrale. A questo si aggiungeva una polmonite interstiziale in atto.”

Il decesso, ha chiarito il medico, sarebbe stato causato da uno shock cardiaco determinato da più fattori concomitanti. Tra le concause figurano le ustioni, le fratture cranio-facciali, l’ematoma subdurale e la polmonite. In particolare, alcune di queste condizioni — come l’ematoma subdurale, l’infezione polmonare e le ustioni ormai infette — sarebbero state, singolarmente, già sufficienti a provocare la morte della neonata. Lo shock cardiaco sarebbe stato inoltre aggravato da una marcata disidratazione e da una consistente perdita di sangue, stimata in circa 100 centilitri.

In relazione alla polmonite interstiziale, Addeo ha sottolineato che la bambina manifestava sintomi evidenti che non potevano passare inosservati, come sonnolenza, scarso appetito, difficoltà respiratorie e dilatazione delle pupille, segni compatibili anche con la presenza dell’ematoma subdurale.

Quanto all’ipotesi di maltrattamenti, il consulente ha evidenziato che le condizioni della piccola avrebbero imposto un immediato ricovero ospedaliero, con osservazione in terapia intensiva. Sul corpo sarebbero state riscontrate ecchimosi formatesi prima del decesso, localizzate sul volto e sull’addome, riconducibili a microtraumi circolari provocati da un oggetto di forma tondeggiante. Tali segni, secondo l’esperto, potrebbero essere compatibili con una morsa esercitata da un bambino. Diversa, invece, la natura delle fratture orbitali e del trauma cranico, ritenuti lesioni etero-inferte e compatibili con un colpo violento, come un pugno.

Il processo riprenderà nel mese di febbraio con l’audizione del perito informatico e degli appartenenti alla polizia giudiziaria.

I due genitori erano stati arrestati il 14 novembre 2023, dopo che dalle conversazioni estratte dai telefoni cellulari sequestrati, unite agli esiti dell’autopsia, ai rilievi dei carabinieri e alle testimonianze raccolte, sarebbero emersi gravi indizi di responsabilità. La neonata, di appena 45 giorni, era stata trovata priva di vita nella culla, con evidenti ustioni ed ecchimosi su addome, gambe e piedi. Le spiegazioni fornite inizialmente dai genitori, che avevano parlato di un incidente domestico durante il bagnetto, non avrebbero trovato riscontro nelle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha contestato i reati di maltrattamenti e omicidio.