Operaio muore dopo un volo di 15 metri. Indagate due persone
16 Marzo 2026 - 15:45
Le telecamere avrebbero ripreso il trasporto del corpo in auto prima che fosse riportato sul luogo della caduta
SAN MARCELLINO – Per la morte di Abdellah Rahali, 37enne algerino originario di Sidi Mussi, precipitato da un’altezza di circa 15 metri mentre stava effettuando lavori abusivi in un immobile di Corso Italia a San Marcellino, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ha iscritto due persone nel registro degli indagati.
Si tratta del titolare della ditta di svuotacantine presso cui il 37enne lavorava in nero, stando da quanto emerso dalle indagini, e del proprietario dell’immobile nel quale erano in corso i lavori abusivi.
La morte di Rahali è avvenuta giovedì 12 marzo e ha destato sin da subito delle incertezze in merito alla dinamica dell’incidente. Dalle immagini di sorveglianza, i carabinieri di Aversa che si stanno occupando delle indagini, hanno potuto notare che il cadavere dell’operaio era stato caricato nel cofano di un’Audi appartenente ad uno dei titolari della ditta di svuotacantine, personalità conosciuta in zona per il suo soprannome riconducibile a dei prodotti da forno. L’uomo, si sarebbe diretto verso Lusciano con il corpo di Rahali nella sua vettura per incontrarsi con l’altro titolare dell’impresa, per poi decidere di tornare indietro e riporre la salma del 37enne nel cortile dell’immobile dove era deceduto l’algerino.
Gli indagati sono accusati dei reati di omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’autopsia sul corpo della vittima verrà eseguita mercoledì 18 marzo.
