Al Moscati di AVERSA, si scalpita per l’inizio dei lavori della nuova UTIC. Dislocazione dei reparti e fuori dall’ospedale tutti gli ambulatori. E i 33 MILIONI di euro per l’ampliamento…

24 Maggio 2026 - 12:30

Dopo averne fatto cenno nell’articolo pubblicato appena due giorni fa, entriamo ora più nel dettaglio su un’anticipazione che vi avevamo già dato riguardo al nuovo blocco di lavori che dovrebbe partire a breve all’interno dell’Ospedale San Giuseppe Moscati per la riqualificazione dell’Unità di Terapia Intensiva. Un intervento che, però, porterà con sé anche una conseguenza importante: il trasferimento degli ambulatori attualmente presenti all’interno del presidio ospedaliero che, stando a quanto si evince dal documento, sembrerebbe essere definitivo. IN CALCE ALL’ARTICOLO L’ATTO SULLA RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI ALL’INTERNO DEL MOSCATI

AVERSA (fede.borr.)Non sappiamo ancora dirvi quando tutto questo avverrà e, soprattutto, i tempi che ci vorranno prima che ciò vada in porto. Tuttavia un documento firmato dal direttore generale dell’ASL di Caserta, Antonio Limone, corredato da un verbale su cui sono apposte anche le sigle del direttore aziendale sanitario Domenico Perri, di Luciano Fattore, direttore facente funzioni dell’ospedale di Aversa – in sostituzione della da poco rientrata dottoressa Stefania Fornasier – e dei RUP Raffaele Aceti e Vincenzo Diana, mette nero su bianco quella che finora è l’intenzione di una profonda redistribuzione dei vari reparti all’interno del presidio ospedaliero “San Giuseppe Moscati” di Aversa.

Una predisposizione già designata, per favorire la realizzazione della nuova Ematologia e della Terapia intensiva-subintensiva, comportando inevitabilmente lo spostamento di tutti i reparti. Vi diamo qualche dettaglio: la Neurologia sarà trasferita provvisoriamente dal quarto al primo piano; l’Ematologia passerà dal secondo al quarto piano; la Pediatria dal quarto al secondo; l’Oncologia dal primo al secondo; la Dialisi dal primo al quarto; mentre l’Oculistica sarà trasferita dal quarto al primo piano.

La dislocazione, però, ha in previsione non soltanto degli scambi di posto temporanei, ma anche degli arrivederci che apparirebbero, alla lettura dell’atto, definitivi. Infatti, secondo quanto riportato nel documento firmato lo scorso 6 maggio, tutti gli ambulatori presenti all’interno del presidio ospedaliero dovranno lasciare gli attuali spazi per consentire il trasferimento del reparto di Oculistica.

Come anticipavamo all’inizio di questo articolo, non è ancora stato precisato quando avverrà concretamente questo spostamento, né dove gli ambulatori saranno ricollocati. Fonti interne ci suggeriscono che la nuova destinazione potrebbe essere l’ex Inam o il poliambulatorio di via Santa Lucia, dal momento che ogni lunedì alcuni medici dell’ospedale normanno si stanno già recando lì per espletare i servizi sanitari di cui sono responsabili.

Ma, ribadiamo, questa rimane un’ipotesi. Tornando, invece, ad una realtà più concreta, poiché supportata da atti pubblici e ufficiali, e cioè alla questione del trasferimento degli ambulatori, il riferimento è a sei o sette locali all’interno del Moscati, utilizzati a rotazione dai medici dei vari reparti per l’erogazione di numerose prestazioni sanitarie. Qui vengono effettuate visite di controllo, visite specialistiche, prescrizioni di terapie iniettive sottocutanee e terapie orali per numerose patologie, comprese quelle oncologiche, spesso legate a specifici piani terapeutici, ma anche piccoli interventi chirurgici e prestazioni odontoiatriche.

E’ chiaro, quindi, che uno spostamento degli ambulatori rischierà sicuramente di avere un impatto significativo per l’utenza che, da anni, si appoggia al nosocomio aversano. La notizia, intanto, sta iniziando a circolare e ha già generato forte preoccupazione tra i pazienti che quotidianamente si recano presso questi ambulatori.

Ma è davvero necessario che gli ambulatori vadano via? A quanto pare sì. E questo perché al Moscati lo spazio per ospitare tutti ormai non basterebbe più.

Negli ultimi anni, soprattutto dal periodo Covid in poi, dentro l’ospedale sono arrivati nuovi reparti che hanno cambiato completamente gli equilibri interni. Tutto ha preso avvio con l’arrivo dell’Oculistica, trasferitasi dal Ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere quando quella struttura venne trasformata in ospedale Covid. Un trasferimento che, di fatti, non è stato mai revocato visto che da sei anni l’Oculistica opera ancora ad Aversa. Dopo di lei, sono arrivati, in seguito, prima la Neurologia e, infine, l’Urologia.

Insomma, da una parte il Moscati ha aumentato la sua offerta sanitaria e questo è sicuramente un fatto positivo. Dall’altra, però, questa crescita ha avuto comunque un prezzo, come le divisioni di reparti, la riduzione di posti letto e una convivenza sempre più “stretta” tra vecchie e nuove unità operative.

Basti pensare che la Neurologia è stata inserita all’interno dei locali dove operava la Gastroenterologia, mentre quest’ultima, per compensare gli spazi persi, ha sottratto circa 8-9 posti letto alla Medicina Generale. Oculistica è stata sistemata nell’ala sinistra del quarto piano, accanto all’Otorinolaringoiatria. L’Urologia, invece, ha trovato il suo posto nell’ala destra sempre del quarto piano. E proprio su quest’ultimo “soppiantamento”, CasertaCe ha dedicato alla venuta di Urologia nella città dei Normanni un paio di articoli. Infatti in quell’area, prima che fosse abitata dall’UOC sulle diagnosi dell’apparato urinario, erano stati completati da poco i lavori per un nuovo reparto di Oncologia, finanziato con oltre 900mila euro di fondi ex articolo 20; un reparto che però l’Oncologia del Moscati non ha mai realmente utilizzato, perché quegli spazi sono poi stati assegnati, non si sa perché, all’Urologia che, al suo arrivo, ne ha inaugurato le danze. A tal proposito, lasciamo un articolo per chi è interessato a saperne di più sulla vicenda (CLICCA E LEGGI).

Riassumendo, al Moscati si verifica una sorta di Risiko continuo, fatto di spostamenti, adattamenti e sacrifici, che continuerà ancora quando inizieranno i lavori per la nuova UTIC, anche se questo potrebbe non essere l’ultimo intervento edile per l’ospedale.

Nel 2022, come da accordo di programma regionale, per il Moscati sono stati stanziati anche altri 33 milioni di euro destinati all’ampliamento del presidio. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova palazzina di cinque piani da circa 4mila metri quadrati. E qualcosa, dopo 4 anni di attesa, sembrava essersi mosso davvero, visto che lo scorso marzo, nei giorni 16, 17 e 18, alcuni geologi si sono recati in via Gramsci per effettuare operazioni di sondaggio del terreno. Di questa attività di sopralluogo che, in un articolo pubblicato venerdì (CLICCA E LEGGI) abbiamo definito “strano movimento”, ci sono però arrivate delle voci – che auspichiamo essere infondate – su una scellerata idea di distrazione di fondi PNRR al fine di realizzare il polo oncologico nell’ex ospedale psichiatrico della Maddalena, il cui progetto di fattibilità mette avanti la bellezza di “soli” 100milioni di euro. “Soli” perché per l’esecuzione di un’opera nobile e validissima come quella di un polo oncologico, 100milioni non sarebbero sufficienti. Ed ecco che, chi si è messo in contatto con CasertaCe, ci ha messo nell’orecchio l’indiscrezione che i movimenti dei geologi, incaricati a marzo dall’Asl allo scopo di controllare eventuali impatti che la metropolitana potrebbe causare alle strutture in divenire, non sia del tutto sconnesso alla stravagante e quantomai scellerata idea di stornare i fondi tra Moscati e polo oncologico.

Certo che un ampliamento del Moscati, se dovesse mai vedere la luce, permetterebbe di alleggerire la pressione sugli spazi interni e rendere molto più “larga” la convivenza tra i reparti. Ma questa, almeno per ora, è un’altra storia che necessita di un lavoro più approfondito e dettagliato da parte nostra.