REGGIA. Richiesta di accesso ai progetti di abbattimento dei lecci. La direzione museale risponderà nei tempi previsti?
5 Marzo 2026 - 10:42
Caserta (pm) Le associazioni ambientaliste che si oppongono all’abbattimento dei lecci della Reggia non si danno per vinte, nonostante i tentativi della direttrice Tiziana Maffei di spiegare e chiarire, senza – evidentemente – risultare convincente e sebbene la procedura di affidamento dell’intervento sui filari alberati e sulle allee sia in dirittura d’arrivo. Delle diverse interrogazioni parlamentari pure presentate, nessuno vi fa affidamento più di tanto, quasi non contassero niente, talmente sono tardive le risposte ed inconcludenti i contenuti. Perché a tanto è ridotta la funzione ispettiva di deputati e senatori.
In questo contesto, diamo notizia del fatto che gli attivisti verdi hanno appena presentato agli uffici museali una richiesta di accesso civico agli atti per consultare l’intero dossier del progetto.
Ricordiamo che l’accesso civico è un diritto fondamentale che permette a chiunque (cittadino, associazione o impresa) di visionare dati, documenti e conoscere informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni.
Questo il comunicato stampa diramato sull’iniziativa.
COMUNICATO STAMPA
Dopo i vari accessi alla Reggia di Caserta, tesi all’osservazione dei lecci da abbattere e per ottenere trasparenza rispetto agli interventi progettuali, poco chiari, diversi cittadini hanno trasmesso ieri 3 marzo 2026 una richiesta di accesso civico alla Direzione della Reggia attraverso una pec, consegnata alla casella pec della Reggia alle ore 11.13.36 del 3 marzo 2026. Dal momento che la direttrice, dott.ssa Tiziana Maffei, sfugge al confronto, e si avvale solo di comunicazione tramite stampa, evidentemente per evitare il contraddittorio, abbiamo richiesto formalmente copia del progetto, di cui si parla dal 2023, ma che nessuno ha visto o che non risulta rinvenibile sul sito web della Reggia. Assieme abbiamo anche chiesto copia delle relazioni dei comitati scientifici o dei pareri delle Università a cui si è rivolta la direttrice. Anche in questo caso non risultano rinvenibili né le modalità di affidamento dell’incarico, né il compenso pattuito né la presentazione delle relazioni, né l’approvazione da parte della Direzione di tali relazioni, in verità più volte citate dalla direttrice, dott.ssa Maffei. Intanto continua la mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, tese a capire anche l’eventuale danno erariale per un finanziamento che poteva essere dimezzato, se solo si fossero avvalsi delle professionalità interne, e/o se si fosse circoscritto l’intervento agli alberi danneggiati senza bisogno di eliminare (abbattere o sostituire) 750 lecci, che risultano solo in parte da recuperare. Speriamo di ricevere notizie nei 30 giorni previsti dalla normativa richiamata (art. 5 co.2 del D.L.vo 33/2013) direttamente e non tramite qualche riscontro della Direzione sui media locali .
