REGGIA Una domenica sconfortante in piazza Carlo di Borbone

18 Novembre 2025 - 16:05

Caserta (pm) –  E’ singolare la concezione della sicurezza pubblica che è invalsa nel Paese ed, ovviamente, con caratteri suoi propri qui a Caserta.

L’ideologia, il pregiudizio, l’invenzione di un fantomatico autoritarismo che aleggerebbe sull’Italia, di una morsa repressiva che attanaglierebbe gli italiani hanno potuto tanto che  le forze dell’ordine sono gravemente condizionate ed intimorite nei loro interventi. Comunque facciano, subiscono reazioni, resistenze, opposizioni di tutti i tipi.

Parliamo delle proteste di piazza. Un’ala politica anarcoide e violenta, eletto un tema di contestazione, mette puntualmente a ferro e fuoco le città, bloccando trasporti, collegamenti, attività. E senza che nessuno concretamente intervenga. Di tanto in tanto c’è qualche denunciato a piede libero, prontamente scarcerato perché al fondo anche i magistrati credono che poi che vuoi che sia, i manifestanti non hanno fatto niente di grave, specie se si considera la scriminante movimentista, social-ideale a cui  in cuor loro sembrano dare credito. Così, vere e proprie manifestazioni sediziose – tali tecnicamente e per comune sentire – finiscono in bolle di sapone. Le vittime, cioè la gente comune, si tengono i danni e poi si fa finta di nulla. Se qualcuno incappa nei rigori – si fa da per dire – della legge, nove su dieci viene assolto tra il tripudio di bandiere, urla e slogan contro il “sistema”  dei sodali che hanno assistito alla lettura della sentenza che lo manda prosciolto. Nonostante la chiara regia dietro ai disordini – contestuali sul piano nazionale, uniformi nelle azioni violente e nelle parole d’ordine – nessuna delle procure della Repubblica, preposte ad esercitare l’azione penale contro i reati a prescindere dalla loro natura e motivazione, indaga mai per l’ipotesi, più  che verosimile, dell’associazione a delinquere. E dire che la magistratura dimostra, all’occorrenza, persino capacità creativa,  nel dare vita a delitti di derivazione giurisprudenziale che il legislatore non ha previsto.

Quanto alla violenza quotidiana, imperversano sui social i video di soggetti esagitati che oppongono resistenza alla forze di polizia impotenti o agli incaricati di un pubblico servizio inermi, solo perché non intendono pagare il biglietto del bus o del treno o contestano ogni forma di controllo oppure non sono in sé.

Ora, chi pensa che le cose non stiano come sosteniamo spieghi perché accade quello a cui abbiamo assistito – e non per la prima volta – domenica scorsa.

A mezza mattinata, mentre tre venditori irregolari stazionavano con le loro paccottiglie davanti alla Reggia per intercettare i turisti in arrivo, sopraggiungeva un veicolo  dell’esercito impegnato in servizio di vigilanza. Non ci si crederà,  ma né gli abusivi, nel notare i soldati,  si scomponevano più di tanto, tentando di sottrarsi alla vista o di celare la merce illecita. Né i militari si fermavano per procedere, salvo che non fossero tutti girati dal lato opposto a quello degli abusivi e non si accorgessero della loro presenza.

Cosa che, per carità, può essere stato possibile. Ma noi siamo più propensi a credere che ogni intervento di polizia, ormai, per quello che osservavamo, si sia trasformato in un’impresa. Per il clamore che immancabilmente suscita, per l’opposizione che scatena, per l’immancabile “Pierino”  che si mette a filmare la scena per postarla e commentare a sproposito “non si fa così, che hanno fatto, poverini”, “lasciateli stare”, “che modi sono questi ?”, per il solito movimento sociopolitico locale che, ingerendosi, segnala, senza temere scotto, i fatti all’autorità giudiziaria che non può non avviare un’indagine che si concluderà a distanza di anni. E’ questa, come ben si capisce, una spada di Damocle che pende sulla testa di chi si azzarda a procedere secondo la legge. Ed è evidente che chi ne è minacciato ne tragga le dovute conseguenze.

Dunque, anche a Caserta, per perseguire qualche ambulante abusivo, non basta l’Esercito. Serve molto di più. Forse i Marines…

NELLE IMMAGINI CHE SEGUONO, OROLOGIO DELLA REGGIA FERMO E MOTORINI CHE VANNO E VENGONO