RIFIUTI. Ci scrive Beniamino Sabbatino: “La nostra Win Ecology pulita, superate le interdittive”. La risposta di CasertaCe: “Abbiamo raccontato una storia, rispettando giudici e prefetture. Perchè eliminare Saba?”

27 Maggio 2026 - 13:00

Riceviamo e pubblichiamo (in ritardo, ci scusiamo) la nota del legale della famiglia Sabbatino. Un ottimo punto di partenza il rispetto della posizione altrui, ma ovviamente un giornale ha l’obiettivo di informare, spiegare, un’azienda vuole dare l’immagine migliore possibile di sé. E a volte le due cose non coincidono


Oggetto: Richiesta di rettifica ex art. 8 della L. 47/1948 e ss. modifiche
 in relazione all’articolo non firmato (ergo, attribuibile genericamente alla
redazione e sotto la diretta responsabilità del Direttore Responsabile)
pubblicato in data 14 maggio 2026 recante il titolo “AVERSA. Non
cambierà mai nulla. Appaltino dei rifiuti all’impresa di Beniamino
Sabbatino, più volte interdetto per l’antimafia, e come vice RUP fa
capolino l’inquisito Raffaele Serpico. poi c’è Leopoldo Graziano e…
Il sottoscritto avvocato, in nome, per conto e nell’interesse della Win Ecology
S.r.l. (P. IVA e C.F. 05143570280), in persona del legale rappresentante pro
tempore, con sede legale in Padova, Via Largo Europa n. 20 e del Dott.
Beniamino SABBATINO, nato a Resina (NA) il 10.12.1966 e residente in
Ercolano, chiede la rettifica di quanto riportato
nell’articolo di cui all’oggetto per le ragioni che saranno sinteticamente delineate
nel corpus della presente missiva.


Sintesi dell’articolo di cui si chiede la rettifica
Al proposito – e pur riconoscendo che l’autore dell’articolo ha mantenuto uno
stile espositivo sobrio e misurato, sia pur a tratti allusivo, ed ha affrontato il
tema con spirito critico e con acume – lo scritto in questione contiene talune
omissioni che, se non rettificate e specificate, rischiano di veicolare alla pubblica
opinione informazioni fuorvianti ed idonee, presumibilmente anche al di là delle
intenzioni dell’autore, a ledere in modo significativo la reputazione
professionale della Win Ecology e del Dott. Sabbatino.
In particolare, il redattore dell’articolo – pur dando atto che la Corte di Appello
di Napoli ha ammesso la società Win Ecology al cd. controllo giudiziario
volontario ed ha pertanto neutralizzato gli effetti dell’interdittiva antimafia –
afferma testualmente: Ci rivolgiamo a qualche cultore della materia della
“monnezzologia”, che vanta molti più appassionati di quanto si possa lontanamente pensare:
vi dice qualcosa il cognome Sabbatino? Beh, a noi sì. Ci riporta direttamente alla sigla
abbreviata di questo cognome, ovvero alla SaBa Ecologia, grande protagonista degli appalti
dei rifiuti in Campania nel primo decennio di questo secolo …
Il suo patron, di nome Beniamino, è uomo conosciutissimo anche in provincia di Caserta e nel
capoluogo, dove fu costretto a lasciare a seguito di una interdittiva antimafia.
È una famiglia che ha segnato profondamente anche i procedimenti
giudiziari e amministrativi. I guai, infatti, non si sono limitati alle
vicende della cosiddetta casa madre, ma hanno investito anche la sua
erede, cioè proprio la Win Ecology, che si è aggiudicata la gara al
Comune di Aversa. Win Ecology è nelle mani del socio di maggioranza Antonio Sabbatino e della socia di
minoranza Roberta Sabbatino; organismo di vigilanza Luca Capasso; revisore legale
Massimo Santoro; amministratore unico Maurizio Loreto. Insomma, è l’azienda
della famiglia Sabbatino, in pratica la nuova SaBa.
Le stesse che evidentemente tre anni fa ha avuto la Prefettura di Padova, dove insiste la sede
legale di Win Ecology, con una scelta tipica di certe imprese che si “spostano” nelle province
del Nord ritenendo che la procedura dei controlli antimafia sia più complessa o meno efficace,
e quindi più “porosa” quando si tratta di arrivare al TAR o al Consiglio di Stato per
impugnare i provvedimenti”.


Oggetto della rettifica
Ebbene, va sul punto evidenziato quanto segue.
Innanzitutto, giova evidenziare che il Dott. Beniamino Sabbatino e tutti
i soci ed i professionisti della Win Ecology sono soggetti completamente
incensurati e privi di qualsivoglia carico pendente.
Ciò premesso, come correttamente riportato nell’articolo, la Corte di Appello
di Napoli – recependo in toto ed ampliando le considerazioni espresse dalla
Corte di Cassazione nella sentenza di annullamento – ha ammesso la Win
Ecology al controllo giudiziario a far data dal 25.7.2025.
Al proposito, particolarmente significative risultano le motivazioni addotte dalla
Corte di Appello nel decreto n. 86/2025 a sostegno dell’ammissione al controllo
giudiziario volontario.
Motivazioni che, come si evidenzierà sinteticamente nel prosieguo, dimostrano
l’assoluta correttezza dell’operato della società e del Dott. Beniamino Sabbatino.
In particolare, la Corte di Appello si è espressa nei seguenti termini:
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a) Beniamino Sabbatino non si è mai ingerito nella gestione di Win
Ecology.
Questo è testualmente il passaggio contenuto nel provvedimento della Corte di
Appello: Come si vede, quindi, Sabbatino non ricopre alcun ruolo formale
nella compagine della società istante né risulta essersi materialmente
ingerito nella sua gestione;
b) sia lui che tutti i soci della Win Ecology sono soggetti incensurati, mai
neppure coinvolti in indagini per vicende in qualche modo contigue alla
criminalità organizzata e dotati delle competenze tecniche ed etiche per
svolgere l’attività di impresa nel settore di riferimento.
Al proposito la Corte di Appello ha evidenziato quanto segue: Non si
dimentichi, infatti, che sia il Sabbatino che tutti i soggetti (i
ragazzi Sabbatino, il Loreto) coinvolti nella gestione/direzione
della Win Ecology e delle altre compagini sono, per quanto in
atti, persone incensurate e prive di carichi pendenti tanto più
per reati sintomatici di appartenenza alla criminalità
organizzata; inoltre, a loro carico non viene indicato nemmeno
un controllo di P.G., nel corso degli anni, con persone gravitanti
nell’area della camorra.

Nemmeno può obliterarsi il dato che il Sabbatino è laureato in
economia e commercio, dottore commercialista e persona
specializzata nel settore delle imprese esercenti servizi
ambientali: quindi, non si presenta affatto come soggetto privo
di un retroterra e di competenze professionali collocato o scelto
dalla camorra per gestire, in modo opaco, i servizi in esame.

Come detto, anche l’amministratore e i soci della società istante sono
incensurati e privi di carichi pendenti, oltre che dotati di titoli di studio
e di un curriculum lavorativo in linea con il settore in cui opera l’impresa.
Ne consegue che, a giudizio della Corte, da questo dato non possono
trarsi elementi utili per ricostruire i rapporti tra la Win Ecology s.r.l. e la
criminalità organizzata come connotati da profili di agevolazione o
infiltrazione
c) il presunto rapporto intercorrente tra la Ecologia SA.BA. ed un clan
malavitoso (asserito rapporto su cui si fondava l’interdittiva emessa nei
confronti di Ecologia SA.BA. e poi, a cascata, nei confronti di New
Ecology e di Win Ecology) è da ritenersi, sic et simpliciter, inesistente
come peraltro dimostrato nell’indagine penale per un presunto tentativo
di estorsione (archiviato per insussistenza della notizia di reato) in cui –
è opportuno sottolinearlo – Beniamino Sabbatino era parte offesa;
d) è stato escluso che la Ecologia SA.BA. sia mai stata vittima di richieste
estorsive;
e) è stato escluso che il Sabbatino si sia rivolto ad un capo-clan per ottenere
una qualche forma di protezione.
Così si è espressa la Corte di Appello: l’effettivo tenore del dialogo captato
esclude con nettezza la possibilità di inferirne che il Sabbatino,
vittima di richieste estorsive, abbia chiesto (ed ancor di più ottenuto)
l’aiuto della camorra.
Ed ancora: Se davvero Sabbatino fosse stato un imprenditore
affiliato – o comunque vicino al clan tanto da beneficiare di una
così rilevante protezione – è davvero improbabile che costui non
sarebbe stato raggiunto mai, nel corso di decenni, da alcuna
indagine a suo carico per fatti sintomatici di tale collusione e
che mai nessuno dei numerosi collaboratori lo avrebbe
menzionato come persona soggiacente o compiacente”.

f) la Corte, inoltre, ha affermato che l’assenza di elementi rivelatori di un
rapporto con la criminalità organizzata riguardava non soltanto la Win
Ecology ma anche le società Ecologia SA.BA. e New Ecology,
certificando in tal modo l’ingiustizia sostanziale di tutte le interdittive
emesse nei confronti della famiglia Sabbatino.
Questo è il passaggio testuale: Ne consegue che, a giudizio della Corte,
difettano i presupposti fattuali per affermare che sussista una radicata
colleganza tra la società richiedente (ma il ragionamento vale anche
per le altre due compagini ascrivibili al Sabbatino, giacchè le
relative interdittive sono state basate sempre sugli stessi
elementi di fatto oggi esaminati) e la camorra dell’area.
g) la Win Ecology ha intrapreso un’opera di self-cleaning che l’ha portata
ad adottare modelli organizzativi e di controllo e lege 231/2001;
h) lo stesso TAR Veneto, che pure ha confermato l’interdittiva, ha
evidenziato che gli elementi sopravvenuti addotti dalla parte erano
astrattamente in grado di depotenziare la prospettazione prefettizia, ma
non potevano essere valutati in quella sede ove la decisione è governata
dal principio del tempus regit actum: D’altro canto, nella sentenza
del TAR in atti si evidenzia che gli elementi sopravvenuti
addotti dalla parte erano astrattamente in grado di depotenziare
la prospettazione prefettizia, ma non potevano essere valutati in
quella sede ove la decisione è governata dal principio del
tempus regit actum e avrebbero dovuto essere posti a base di
una richiesta di aggiornamento dell’informazione prefettizia.

i) in ossequio alla decisone del TAR, la Win Ecology non ha impugnato il
provvedimento di rigetto dinanzi al Consiglio di Stato ma ha proposto
un’istanza di aggiornamento dell’interdittiva in relazione alla quale a
breve sarà celebrata udienza dinanzi al TAR Veneto.
Orbene, non vi è chi non veda come la Corte di Appello sezione Misure di
Prevenzione – unica sede giurisdizionale, peraltro, in cui è stato possibile
esaminare criticamente nel merito i rilievi fattuali sollevati dalla
Prefettura – abbia polverizzato in toto il ragionamento probatorio e logico posto
a fondamento dell’interdittiva, evidenziando temi (l’assenza di ingerenza del
Dott. Beniamino Sabbatino nella gestione di Win Ecology e l’assenza di rapporti
di quest’ultima società con la criminalità organizzata) e pervenendo a
conclusioni univocamente deponenti per l’assenza di qualsivoglia collegamento
tra la Win Ecology e la criminalità organizzata.
In conclusione – ed ai fini che in tale sede rilevano (nel senso che
formano oggetto della precisa richiesta di rettifica) – nella pronunzia
della Corte di Appello citata sono stati esclusi tutti i presupposti su cui
era fondato il provvedimento di interdittiva (rectius i provvedimenti,
poiché la Corte di Appello prende posizione anche sulle precedenti
interdittive emesse nei confronti Ecologia SA.BA. e New Ecology).
Ed allora, astrattamente ben si comprendono le perplessità e lo straniamento
manifestato dall’autore dell’articolo (e, si immagina, ancor di più del cittadino
che lo legge) allorquando evidenzia che diverse articolazioni e poteri dello Stato
giungono a decisioni e relative valutazioni non solo profondamente divergenti
ma per molti versi inconciliabili.

E, tuttavia, non vi è chi non veda – ed è doveroso informare e mettere a
conoscenza di ciò i lettori – come i due provvedimenti (quello di interdittiva e
quello della Corte di Appello) siano profondamente diversi per struttura, qualità
probatoria e “autorevolezza” della fonte dalla quale provengono.
L’interdittiva antimafia è un provvedimento di polizia (certo impugnabile
dinanzi alla giustizia amministrativa ma entro maglie molto strette) che si fonda
in massima parte su sospetti o meri indizi non precisi e non concordanti ed è
regolato dal principio del cd. “più probabile che non”.
Il decreto della Corte di Appello è, invece, un provvedimento di natura
giurisdizionale (che prevede, peraltro, tre gradi di giudizio) che valuta nel merito
l’esistenza e la consistenza degli eventuali indizi ed emesso a valle di un giudizio
– sovente lungo e complesso – in cui la parte può fornire gli elementi probatori
idonei a smentire l’assunto della Prefettura e delle forze di polizia.
Sono due provvedimenti che non possono essere in alcun modo equiparati ed
è doveroso informare di ciò i lettori al fine di scongiurare il rischio, da un lato,
di ledere la reputazione di soggetti il cui corretto operato è già stato valutato in
sede giurisdizionale e, dall’altro, di ingenerare nell’opinione pubblica un clima
di sospetto o quantomeno di confusione rispetto a decisioni e valutazioni di
diversi organi dello Stato che sembrano difformi ed inconcliabili.
Si chiede, pertanto – ai sensi e per gli effetti dell art. 8 della L. 47/1948 e
ss. modifiche – di pubblicare la suddetta rettifica entro e non oltre il
termine di due giorni dal ricevimento della presente, dando ad essa
analoga visibilità rispetto alla notizia precedentemente riportata.

Napoli, 18 maggio 2026
Distinti saluti
Avv. Valerio Esposito

LA REPLICA DI CASERTACE

Gentile avvocato Napoli,

La ringraziamo per la sua nota, in primis. E siamo felici che ci sia un rapporto franco ma rispettoso delle posizioni. In primis, è vero, ci scusiamo, abbiamo avuto dei ritardi nella pubblicazione della vs. nota. Ma un piccolo giornale, artigianale, che autoproduce centinaia di articoli al giorno, unico modo per sopravvivere in una terra complessa, a volte non ci permette di essere puntuali. Attenti sempre, precisi spesso, puntuali a volte.

Detto ciò, veniamo un po’ nel merito. Noi non abbiamo mai scritto di condanne o procedimenti penali in corso nei confronti dei titolari di Sa.Ba. o di Win Ecology. Detto ciò, la nostra memoria storica non ci consente di dimenticare che, seppur superati senza condanne, Beniamino Sabbatino ha vissuto vicissitudini giudiziarie, ripetiamo, superate senza problemi sul versante del casellario giudiziale, ha comunque incontrato sulla sua strada, o meglio, sulla strada delle sue imprese, prima Sa.Ba. Ecologia, impresa fallita o in fallimento, poi Win Ecology, le decisioni delle prefetture su intedittive antimafia, atti, come si sa, amministrativi, ma connessi ad approfondimenti delle forze di polizia.

Non si parla di reati, ma del rischio di infiltrazione di interessi criminali. Una cosa che, ad esempio, per noi è giusto che porti ad una sospensione dei rapporti con le amministrazioni pubbliche, almeno fino alla fine di questo rischio.

E veniamo a Win Ecology. Siamo contenti per voi che le difficoltà siano state superate dinanzi alla giustizia amministrativa ma, se è vero come è vero che l’interdittiva antimafia è stata superata da sentenze del Tar e della corte di Appello, ma non descrivere la situazione in un articolo dedicato ad un affidamento di un servizio rifiuti ci pareva dare informazioni monche ai lettori. Così come, ci perdonerà avvocato Napoli, la sua scelta di non inviarci le sentenze che cita, bensì solo stralci. Sarebbe stato all’insegna della totale trasparenza se voi aveste condiviso con noi le intere propalazioni dei giudici.

Ultima cosa. La scelta di non salvare la Sa.Ba. e di far nascere una nuova impresa a cosa era dovuto? Perché i suoi assistiti hanno ritenuto di allontanarsi dalla storia imprenditoriale familiare? Si potrebbe pensare che ci sia un comprensibile obiettivo di brand washing dopo le tante vicende passate? Noi crediamo che, rispettando sempre le decisioni delle autorità, amministrative e giudiziarie, e le persone, non sia giusto omettere la storia imprenditoriale di una famiglia importante, soprattutto se è aggiudicatarie di commesse pubbliche. Sarebbe stato di forte impatto, invece, se si fosse riuscito nel salvataggio di Sa.Ba. Ecologia che, probabilmente proprio a causa di interdittive antimafia, ha perso un grosso pezzo degli introiti connessi alla raccolta rifiuti nei comuni. E, sempre a nostro avviso, avrebbe anche dimostrato una volontà nel tenere in vita la propria azienda familiare. Ma certo, non possiamo sindacare scelte imprenditoriali, però possiamo chiedere e commentare.