IL NOME. Ristorante famoso sui social e pieno di clienti: ma è abusivo. SEQUESTRATO

17 Marzo 2026 - 13:32

LUSCIANO – Il locale, sprovvisto di autorizzazioni e con personale tutto in nero, era pieno di clienti nonostante la capienza superata. Denunciati i titolari

Un ristorante fantasma, attivissimo sui social, “U Murzill Sapurit”, in via Don Milani, ma del tutto sconosciuto alle autorità. È quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato di Aversa durante un controllo a tappeto effettuato domenica scorsa a Lusciano, che si è concluso con la chiusura immediata dell’attività e il sequestro di circa cento chili di alimenti destinati ai clienti.

L’operazione, condotta insieme alla Polizia Locale di Lusciano e agli ispettori dell’ASL di Aversa, ha fatto luce su una situazione di illegalità diffusa. Il locale, che nel fine settimana era gremito di avventori, non solo operava senza alcuna autorizzazione, ma presentava criticità gravissime sotto ogni punto di vista.

Gli agenti, entrati per un controllo di routine, hanno trovato una ressa di clienti ben oltre i limiti consentiti. Un primo campanello d’allarme che ha portato a verifiche più approfondite. Ben presto è emerso che la società non era neppure iscritta alla Camera di Commercio, e che mancavano del tutto i titoli abilitativi per la somministrazione di cibo e bevande, il certificato antincendio e le licenze per l’intrattenimento serale.

Ma c’è di più. Tutte le persone presenti all’interno del locale e impegnate nel servizio, compresi alcuni familiari del titolare, lavoravano senza alcun contratto regolare. Personale completamente in nero, dunque, privo di qualsiasi tutela e formato senza i necessari requisiti igienico-sanitari.

Proprio sul fronte della sicurezza alimentare sono emerse le violazioni più gravi. Gli ispettori dell’ASL, esaminando le derrate alimentari pronte per essere servite, hanno riscontrato condizioni di conservazione inadeguate e la totale assenza di tracciabilità dei prodotti. Di qui la decisione di sequestrare circa un quintale di alimenti, ritenuti non idonei al consumo.

Paradossalmente, mentre era del tutto sconosciuto agli uffici comunali e alle autorità preposte ai controlli, il ristorante conduceva una vivace attività promozionale sui social network, dove pubblicizzava eventi e serate a suon di video e post accattivanti. Un contrasto evidente tra la realtà virtuale, curata e appariscente, e quella concreta, fatta di illegalità e rischio per la salute pubblica.

Al termine del blitz, il locale è stato chiuso con effetto immediato. I titolari, oltre a dover fronteggiare pesanti sanzioni amministrative, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per le numerose violazioni accertate.