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S. MARIA C.V. Erminia Cecere, al netto della cipria si crede MariaAntonietta: se ne va in vacanza e riduce alla fame il popolo degli “apu”

24 Agosto 2018 - 10:50

SANTA Maria Capua Vetere. Diciamocela tutta: gli assunti a tempo determinato, i cosiddetti “apu”, sono stati trattati con diffidenza e, ora anche in maniera scorretta, dall’Amministrazione Comunale.

Ciò non tanto perché chi è entrato forse ha avuto anche la fortuna del riflesso un po’ ritardato dell’attuale  Amministrazione Comunale che al tempo si muoveva in maniera, fin’anche più lenta di come si muove oggi, ma soprattutto perché quel riflesso ritardato si è coniugato con il disappunto tipico di chi, avendo capito ad un certo punto come funziona la giostra, si morde le mani per non aver piazzato le proprie clientele, come è avvenuto poi, puntualmente, a S. Maria C.V., in questi due anni e passa di governo Mirra in molte altre situazioni.

Fino ad ora, però, c’era stata solo freddezza, qualche sorriso di sufficienza e chiari segnali che, a costo di tagliarsi gli attributi per far dispetto alla propria moglie, questa Amministrazione avrebbe preferito non utilizzarla proprio più la possibilità di accedere ai finanziamenti pur di evitare che questo gruppo di assunti fosse riassunto.

Non è un caso che l’unica cosa esclusa categoricamente, è stata quella del ricorso alla proroga, strumento invece utilizzato dalla quasi totalità degli altri Comuni.

Mirra preferisce correre il rischio di presentare un nuovo progetto, di rimetterlo al vaglio delle sempre insidiose burocrazie regionali, è chiaro il disegno suo e della propria maggioranza: o mettiamo i nostri oppure chisenefrega.

Tipico ragionamento delle classi politiche delle nostre parti e nel quale scompare totalmente, come autentico  e vergognoso grande assente l’interesse del cittadino.

Si diceva, dalla freddezza ai dispettucci: chi lavora in questi progetti non naviga certo nell’oro e aver considerato le legittime ferie della dirigente Erminia Cecere un motivo prevalente, una ragione più importante rispetto alla necessità dei dipendenti “apu” di incassare il dovuto nel mese di luglio e di agosto, eh, occorre una evidente attitudine ad una cattiveria mossa da un sentimento un po’ sadico.

In pratica, il sindaco Mirra si è tirato fuori e ha permesso che la procedura rimanesse legata solo alla presenza o all’assenza della Cecere.

E figuriamoci, un progetto finanziato grazie al suo grande rivale Pirro, che sarà pure o non sarà una canaglia, questo lo stabilirà il processo, ma sicuramente ha dimostrato di essere tecnicamente preparato.

In tutto questo, in questo clima da corte decadente di Lugi XVI il popolo, perché gli “apu” sono una evidente rappresentanza del popolo, è stato umiliato, perché oggi, 24 agosto, nessuno di questi dipendenti ha visto un euro delle spettanze di Luglio.

E questo non è giusto e non è serio.

Ovviamente, non ci sogniamo neppure di rimproverare quelle che sulla carta, ma solo sulla carta, sono le componenti più a sinistra della compagine di governo. Sarebbero Nicola Leone e Rosida Baia. Figuriamoci!