L’INCHIESTA. CASERTA. La Gesia dei Sorbo inizia ad avere problemi all’impianto e Marcello Iovino ha la soluzione: lo smaltimento dei rifiuti sarà affidato alla Sorgeko. Ma sono sempre i Sorbo

28 Gennaio 2021 - 19:08

PUNTATA 3. I titolari di Gesia e Sorgeko ci hanno accusato di essere stati diffamatori e lesivi. Eppure noi di CasertaCe abbiamo raccontato letteralmente documenti ufficiali alla mano tutta la storia degli ultimi 5 anni relativa allo smaltimento della monnezza umida casertana. E c’eravamo anche nel 2018, quando il comune attiva una gara da 116 milioni di euro per il recupero, trattamento e lo smaltimento dei rifiuti del comune capoluogo. La Gesia continua a lavorare in proroga, con l’ex dirigente originario di Casaluce che fa una serie di determine copia-e-incolla scriteriate. Poi arriva il mese di luglio e le cose iniziano a sembrarci davvero strane.
Se ve le siete perse, all’inizio dell’articolo trovati i link delle puntate 1 e 2

PUNTATA 1
PUNTATA 2

CASERTA (g.g.) – Siamo alla terza puntata. Tendenzialmente, quando si guarda una serie tv, uno sceneggiato, la puntata tre è sempre quella che dà lo shock, un evento che cambia gli eventi. E noi, da amanti delle serialità, delle fiction e delle saghe, non ci possiamo esimere da questo passaggio. La terza puntata dell’inchiesta di CasertaCe sullo smaltimento dei rifiuti avrà un momento sorprendente, qualcosa di inaspettato (un po’ meno per chi ci legge giornalmente da anni), siamo arrivati al 2018 e ad una gara da 116 milioni di euro.

Siamo nella sede del comune di Caserta, palazzo Castropignano. Sono i primi giorni dell’anno. L’11 gennaio 2018 è prorogato l’affidamento a Gesia con una determina che riporta esattamente il testo e la motivazione del precedente affidamento di ottobre, con il quale l’amministrazione cittadina, tramite il dirigente del settore Ambiente Marcello Iovino, dichiarava che “fino all’aggiudicazione della gara d’appalto”, lo smaltimento dei rifiuti sarebbe avvenuto alla piattaforma Gesia di Pastorano. Ma non si sa di quale gara d’appalto si parli di preciso. Perché quella da 116 milioni riguardante trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti della città di Caserta non è stata ancora bandita, mancano solo pochi giorni, mentre quella relativa al semplice trattamento non può essere bandita, considerando che la Stazione Unica Appaltante ha dichiarato già l’impossibilità a far nascere una nuova gara per lo smaltimento dell’umido perché la convenzione con il comune di Caserta è scaduta da mesi. La determina in questione è un effettivo copia-e-incolla di quella firmata dallo stesso dirigente, Iovino, ad ottobre 2017.

LA DETERMINA DEL 23 OTTOBRE 2017

LA DETERMINA DELL’11 GENNAIO 2018

Il giorno del garone finalmente arriva: il 2 febbraio 2018, il dirigente Marcello Iovino, assieme al responsabile del procedimento, Giuseppe D’Auria, firma una determina con la quale si bandisce un procedimento di gara da valore di 116 milioni per i servizi di gestione dei rifiuti urbani e assimilati avviati al recupero/trattamento/smaltimento nel comune di Caserta, quindi compreso anche il servizio affidato in proroga a Gesia.

Il 4 aprile, però, il garone da 116 milioni non incide sul contenuto di una nuova determina sempre a firma di Iovino, viene attribuita a Gesia in conseguenza della ricerca di mercato fatta nel giugno 2017. In pratica, migliaia di euro vengono affidati sulla base di una ricerca fallita quasi un anno prima. L’incarico di stoccare e smaltire la frazione umide, sempre nelle more delle procedura d’appalto ormai decotte e inservibili della SUA e non relative al garone, procedure che la citata Stazione Unica Appaltante dichiarava chiuse con comunicazione al comune del 9 ottobre 2017. Probabilmente, questo sembra un errore molto grave anche agli occhi della dirigenza cittadina e di Gesia, tanto è vero che meno di due mesi dopo, il 25 maggio 2018, c’è un ulteriore affidamento da 500 mila euro che si incardina, però, per la prima volta, alla gara da 116 milioni di euro: “fino all’aggiudicazione della gara”.

E veniamo al momento clou del 3 luglio 2018. Entra in campo Sorgeko srl, società alla quale, con determina 983 sempre a firma del dirigente Marcello Iovino, viene affidato il servizio precedentemente nelle mani (ma sempre in proroga) a Gesia. Questo avviene perché la stessa Gesia, come scritto negli atti ufficiali del comune, è costretta a protrarre la chiusura dell’impianto.

LA DETERMINA DEL 3 LUGLIO 2018

Uno sarebbe portato a pensare che, non potendo garantire il servizio, avendo il problema della chiusura del proprio impianto, il comune vada a scegliere un soggetto formalmente e sostanzialmente diverso. E invece no. Sorgeko, infatti, è partecipata al 99% delle sue quote dalla Esogest srl, per lo 0,5% da Marcello Sorbo e per il residuo 0,5% da Mario Sorbo, tutti congiunti del dominus di Gesia Luciano “Luca” Sorbo. La controllante, cioè Esogest srl, è una società in liquidazione le cui quote sono suddivise tra i tre fratelli Sorbo: Luciano, detto Luca, Mario e Marcello (34%).

E’ dunque la famiglia Sorbo a detenere l’intera proprietà di Sorgeko, scelta dal comune di Caserta per sostituire l’impossibilitata Gesia. Ma vediamolo l’assetto proprietario di quest’ultima impresa, come emerge dalla visura storica. Come si può vedere al tempo di questo anomalo avvicendamento, le quote di Gesia srl erano così suddivise: con capitale di 2 milioni e 179.109 euro, Sorgeko srl, in pratica i Sorbo, come abbiamo visto, controlla il 49% di Gesia. La restante parte è suddivisa dai tre fratelli Sorbo.

In poche parole, i Sorbo sostituiscono i Sorbo.

Per di più,  la sede di legale e la sede operativa di Gesia, site a via Torre Lupara, a Pastorano, in pratica dove si trova l’impianto di smaltimento rifiuti, sono esattamente corrispondenti alla sede operativa, che poi è quella che conta quando si tratta di un impianto di stoccaggio/trattamento e trasferenza di rifiuti umidi, di Sorgeko. L’unica differenza è la sede legale di Sorgeko, sita in provincia di Roma. Giusto per non farsi mancare nulla, anche Esogest, controllante della Sorgeko, ha la sua sede legale (quella operativa non è specificata) a Pastorano, via Torre Lupara, in corrispondenza alle sedi operative di Gesia e Sorgeko.

Per cui, noi iniziamo a porci il problema a trovare ragioni “altre” e altre ragioni, diverse da quelle scritte nella determina del comune di Caserta, di questa incredibile operazione.

Tra il 3 e il 17 luglio, Sorgeko, cioè i tre fratelli Sorbo che controllano anche Gesia ed Esogest, utilizza l’impianto Lea nella zona industriale di Marcianise per stoccare i rifiuti. Si tratta dello stesso impianto colpito da un ordine di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria con contestuale arresto del suo legale rappresentante e di altri soggetti. Il 12 luglio Sorgeko aveva comunicato al comune lo stop dell’impianto Lea, utilizzata come piattaforma, di cui l’iniziativa di coinvolgere Gesco. Infatti, il giorno 17 luglio il comune di Caserta contatta la ditta Gesco, al quale in comune sostanzialmente in difficoltà per lo smaltimento della frazione umida, chiede la disponibilità a svolgere il medesimo servizio. Nella stessa giornata Gesco risponde, dopo che per mesi nessuna azienda aveva risposto al comune, e dà la sua disponibilità.

Ma il 20 luglio arriva il contrordine: Iovino prende atto che la Gesia ha completato i lavori all’impianto. Per cui, Gesco viene messa da parte e il 30 luglio Gesia torna a svolgere la sua funzione.

Quindi, per pochi giorni è stato Sorgeko a diventare il terminale. E sarà il caldo, sarà la voglia di mare, in quell’estate succede un mezzo casino tra aziende e pagamenti (CLICCA PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO DEL 2018), in parte risolto solo il 21 agosto. Iovino determina la liquidazione della somma di 84 mila euro dal 3 luglio, data del precedente documento, al 30 luglio, giorno al partire dal quale Gesia, cioè i Sorbo che sostituiscono i Sorbo, torna nella piena titolarità dell’affidamento. Questo documento, infatti, corregge una precedente con la quale alla Sorgeko veniva liquidata la somma di 105 mila euro. Iovino scrive che si tratta di un errore materiale. 

IL DOCUMENTO DEL COMUNE DI CASERTA DEL 24 LUGLIO 2018

LA DETERMINA DELL’ERRORE: 21 AGOSTO 2018

Ripetiamo: altro che persecuzione, tutti questi fatti hanno naturalmente attivato il nostro diritto di cronaca. E per ora ci fermiamo qui. Manca poco alla fine, ma il 2019 sarà molto interessante.

un estratto delle tre visure Gesia-Sorgeko-Esogest: