SPARI CONTRO IL NEGOZIO del consigliere comunale. Sette colpi di pistola, la Panda usata per il raid. E l’ipotesi della “questione di soldi”
28 Dicembre 2025 - 20:42
GRICIGNANO DI AVERSA (l.v.r.) – Si sta parlando e non poco del raid ai danni del negozio dell’ex vicesindaco ed ex consigliere comunale, Giacomo Di Ronza, candidatosi alle scorse elezioni comunali in quella che poi è divenuta la lista di minoranza in consiglio comunale guidato dal sindaco Vittorio Lettieri.
Seppur non eletto, Di Ronza è rimasto protagonista delle vicende politiche della città, osservando e criticando l’amministrazione dall’esterno del consiglio comunale.
Veniamo ai fatti, alla ricostruzione di quanto avvenuto la mattina del 24 dicembre. Una Panda nera si è fermata dinanzi al mobilificio di proprietà di Di Ronza nelle prime ore dell’alba della vigilia di Natale.
Dalla macchina è sceso un uomo incappucciato che ha cominciato a sparare con una pistola contro la vetrata dell’esercizio commerciale. I proiettili che hanno colpito l’ingresso del mobilificio sono stati sette.
Secondo le prime informazioni non dovrebbe trattarsi di una ritorsione di natura estorsiva. Infatti, non risultano né denunce, né indizi connessi a una richieste di pizzo ai danni dell’imprenditore.
Ma qui si tratta di colpi di pistola, di gente armata che non ha avuto paura di sparare la mattina della vigilia di Natale. Quindi, se non si dovesse trattare di criminalità organizzata, stiamo comunque parlando di personaggi che vivono con disagio l’idea di andare contro le prescrizioni del codice penale. Se devo sparare contro un negozio, il problema non me lo pongo, per dirla con parole povere.
Bisognerà capire se Di Ronza in questi mesi si è scontrato per motivazioni economiche con qualche imprenditore borderline, come ce ne sono a Gricignano e in tutto l’agro Aversano, oppure se attraverso qualche denuncia pubblica è andato a intaccare interessi i soggetti non lontani dalla criminalità.
L’attenzione è massima su questa vicenda da parte delle forze dell’ordine perché Gricignano, così come Casapesenna, per citare due comuni dove questo fenomeno è evidente, è un luogo nel quale girano indisturbati diversi soggetti con un passato di primordine nelle file del clan dei Casalesi.
E allora, se non è racket, se non dovesse essere un caso di estorsione, siamo comunque dinanzi ad un’azione violenta e intimidatoria di livello.
