Titolare dello Studio Uno accusato da uno chef: “Mi ha fatto picchiare da un suo scagnozzo”. La sua versione: “Tutto falso, vi racconto cosa è successo. E ci sono i video”
16 Maggio 2026 - 11:28
Ha ammesso di aver tirato uno schiaffo al cuoco, ma solo dopo le minacce ricevute dalla sorella, dice Ilardi
CASERTA – La vicenda della presunta aggressione avvenuta presso la struttura “Studio Uno” di proprietà di Salvatore Ilardi ha assunto nuovi risvolti. Dopo la denuncia presentata da Andrea Pesce, rilanciata dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli – CLICCA E LEGGI LA DENUNCIA AI CARABINIERI, il titolare del centro, dopo aver risposto in maniera un po’ generica anche al nostro giornale, ha deciso di inviare al parlamentare di AVS con un lungo comunicato, annunciando di aver già consegnato alle autorità il materiale audiovisivo delle telecamere di sorveglianza.
Ilardi afferma di essere venuto a conoscenza della denuncia e del referto medico di Pesce solo dopo il post pubblicato da Borrelli. Secondo la sua ricostruzione, quanto riportato dal presunto aggredito non corrisponderebbe alla realtà. Ilardi dichiara di aver provveduto immediatamente a denunciare Pesce per calunnia, fornendo alle autorità foto, video e registrazioni audio.
Secondo la versione del titolare di “Studio Uno”, l’incontro tra le parti non è avvenuto per caso. Pesce avrebbe concordato un appuntamento e avrebbe chiesto di essere prelevato perché sprovvisto di auto. Ilardi sostiene di avere una nota audio che prova la richiesta. Ilardi ammette di aver dato due schiaffi a Pesce, ma ne fornisce una giustificazione precisa. Riferisce che nei giorni precedenti, il 9 maggio 2026, Pesce avrebbe minacciato sua sorella, dicendole che l’avrebbe picchiata nonostante fosse una donna. Ilardi parla di testimoni e di video che comproverebbero le minacce. Alla vista della sorella ancora impaurita a distanza di due giorni, Ilardi avrebbe perso il controllo.
Ilardi sottolinea che il gesto dei due schiaffi è sbagliato e va condannato, ma lo definisce lontano dalla ricostruzione fornita da Pesce. Contesta punto per punto le accuse: non ci sarebbe stato alcun massacro di botte, nessuna aggressione da parte di un gruppo di persone, nessun colpo all’addome, nessun colpo con una mazza da baseball. Fa inoltre notare che il referto ospedaliero non riporterebbe lesioni al volto.
Il titolare della struttura conclude ribadendo la propria estraneità ad ambienti camorristici, sostenendo di lavorare quindici ore al giorno da ventisette anni come imprenditore serio. Annuncia azioni legali per chiedere che Pesce paghi per aver inventato tutto. Chiede infine a quanti hanno giudicato lui e la sua attività basandosi sulla versione del presunto aggredito di mostrare ora la stessa solidarietà.
La vicenda è al vaglio delle autorità. I video delle circa cento telecamere presenti nella struttura, che Ilardi definisce determinanti per dimostrare la verità, sono stati messi a disposizione degli inquirenti. La posizione di Andrea Pesce e di Salvatore Ilardi resta al momento affidata alle indagini in corso. Nei confronti di entrambi vige la presunzione di innocenza.
