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TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI. Associazione a delinquere: coinvolti la famiglia Caprio, Pietro Terreri, Leonetti & co. Il nostro articolo del 19 aprile 2019 da cui tutto iniziò

6 Luglio 2022 - 19:20

Abbiamo ricevuto diverse telefonate da stamattina che ci chiedevano il perché non siamo stati molto lesti a pubblicare i nominativi delle persone raggiunte da un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Cosa vi dobbiamo dire? Ci siamo limitati a occuparci della figura dell’architetto mondragonese Romano Landi, pur conoscendo esattamente l’elenco sin dalle 10 di stamattina, concedendo ad altri di scrivere notizie che non hanno mai scritto in passato e che neppure hanno mai cercato e cercano, non avendone il coraggio, vivendo in perenne timore reverenziale rispetto ai potenti e ai padroni dei vari ricottifici casertani in servizio permanente ed effettivo. Però vi facciamo un bel mix di fotografie e, soprattutto, pur arrivando alle 19 con i nomi vi decliniamo molte delle loro note biografiche.

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ALVIGNANO (g.g.) In testa a questo articolo, subito dopo il suo sommario di presentazione, pubblichiamo il link di un altro articolo, scritto da Casertace il 19 aprile 2019, giorno successivo a quello in cui la commissione di gara insediata presso la strana e un po’ bizzarra Stazione unica appaltante messa in piedi dai Comuni di Alvignano, Dragoni, Piana di Monteverna, Castel Campagnano, Ruviano, con l’aggiunta anomala di Valle di Maddaloni, della gara d’appalto per la costruzione di un nuovo asse viario destinato a collegare Alvignano e Dragoni.

L’articolo in questione, che ripetiamo potete leggere dal link in alto, cominciava a mettere sul tappeto alcuni elementi che poi, bontà sua, hanno rappresentato per i pubblici ministeri della Procura di Santa Maria C.V. Gerardina Cozzolino, Anna Ida Capone e Chiara Esposito elementi preziosi da utilizzare nell’indagine, chiusa formalmente, con ogni probabilità, nella giornata odierna. Quell’appalto fu aggiudicato, in pratica, al di là delle varie sigle consortili terminali dei procedimenti amministrativi, a Italia Impresit, società che faceva capo, al tempo, non sappiamo ora, a Luigi Caprio, imprenditore di Casal di Principe, trapiantato a Caserta, già reduce da una disavventura giudiziaria legata a un’indagine e agli arresti avvenuti nel corso dell’inchiesta sulle mazzette che Caprio avrebbe versato ad ufficiali dell’Esercito, operanti a Mondragone, allo scopo di aggiudicarsi appalti per lavori all’interno delle stesse o in relazioni ad insediamenti militari.

Quello fu solo il primo dei nostri articoli che sdoganò, tra gli altri, anche il nome dell’ingegnere Fabio Leonetti, sannita di Dugenta, al tempo dirigente dell’Ufficio tecnico dei Comuni di Alvignano e di Dragoni, in quest’ultimo sostituito poi dal 110 che portò all’assunzione dell’architetto di Mondragone Fabio Landi, cognato di Mario Landolfi (clikka e leggi). Leonetti era il Rup e il grande “maestro delle cerimonie” di quell’appalto, sulla scia del quale ci rendemmo conto che la presenza della famiglia Caprio, degli imprenditori la cui attività appartiene alla storia dell’attività giornalistica di Casertace, era molto più inserita in questi comuni dell’Alto casertano, di quanto non si potesse lontanamente pensare.

Per cui, non è che ci stupisca più di tanto leggere oggi tra le imprese indagate, il nome della storica e mitica, per i lettori del nostro giornale, Casertana Costruzioni, una delle più antiche del gruppo Caprio. Appresso alla Casertana Costruzioni, c’è la Ubi Maior, scusate se ci ripetiamo, altra vecchia conoscenza, sede ad Aversa, non lontano dalla caserma del gruppo carabinieri della città normanna, il cui nome, tutto sommato grazie ad un piacevole giro di parole, come abbiamo avuto modo di dire anche al diretto interessato, poteva essere letto come l’avverbio latino ubi, che esprime un concetto di luogo, il “dove”, ma anche il grazioso vezzeggiativo del titolare Ubaldo Caprio. La terza impresa indagata è la Green Impresit e l’appena citata Italia Impresit, queste legate a Luigi Caprio, cugino diretto o, come si dice qui da noi, carnale di Ubaldo Caprio. Anche la C.R. Appalti e Costrizioni dovrebbe far parte della stessa filiera familiare. Ma, pur essendo noi gli esperti, anzi dei veri e propri cattedratici delle vicende di questa famiglia, non ricordiamo bene, ma facilmente vi diremo da qui a domani a quale “parrocchia” appartiene quest’ultima impresa.

Le 28 persone a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini e che, dunque, risultano ufficialmente indagate; le 28 persone che, contando da oggi, hanno 20 giorni di tempo, dunque fino al 25 luglio compreso, per chiedere ai pm di essere ascoltati per produrre eventualmente documenti, memorie ed elementi finalizzati a dimostrare la propria estraneità all’ipotesi accusatoria formata ai loro danni, sono 5 esponenti della famiglia Caprio, tra cui i due che comandano, anche se in imprese separate e non partecipate con incroci proprietari, Luigi e Ubaldo Caprio. Sono pure indagati altri tre esponenti della stessa famiglia, cioè Francesco, Francesco Pio e Pasquale Caprio. E, ancora, Antonella Biasucci, Assunta Trepiccione, Filomena Cinzia Fasulo poi, come abbiamo già annunciato stamattina prima di mezzogiorno, Romano Landi, cioè il cognato di Mario Landolfi, arrivato a Dragoni anche grazie ai buoni uffici di Giovanni Zannini, proseguendo ancora con Angelo De Simone (tecnico comunale), Lorenzo Serino, Antonello Pesa (tecnico comunale), ovviamente il Fabio Leonetti di cui sopra, Carmine Sorbo (potrebbe trattarsi di un omonimo, ma non è escluso che da “storico manager” della famiglia Caprio, li abbia accompagnati da consulente), Francesco Paolo Alario, il cui nome leggerete nell’articolo che vi abbiamo consigliato e da cui, probabilmente, l’inchiesta ha preso le mosse, legale rappresentante, da illustre sconosciuto, della Italia Impresit, cioè la società di Luigi Caprio.

Andiamo avanti, siamo arrivati a 15, ne mancano 13. Dodici li abbiamo, ce ne manca uno e, no problem, ci facciamo il nodo al fazzoletto: Raffaele Di Caterino, Salvatore e Antonio Maisto, Vincenzo Izzo, Giulio Paulillo, Mario Santilli (58enne di Caserta rinviato a giudizio a conclusione di un procedimento relativo al Cub dei rifiuti nel quale è coinvolto anche Francesco Caprio), Gerardo Risi, Pietro Terreri, un altro ospite fisso di Casertace, per anni e anni dirigente dell’Ufficio tecnico al comune di Piedimonte Matese, “molto indagato”, molto imputato e recentemente consolato da un bell’incarico attribuitogli da quell’autentico banco della beneficenza rappresentato dall’amministrazione provinciale di Caserta. In verità, questo elenco lo volevamo scrivere tutto d’un fiato, ma standoci dentro troppi personaggi assolutamente non in cerca di autore, in quanto stradefiniti e con una storia alle spalle univoca, raccontata negli anni da Casertace, scusateci, ma è più forte di noi.

E proseguiamo con i nomi di Silvia Rapuano, Raffaele Marra, Matteo Iannotti e Maria Marrone.

I reati ipotizzati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata a compiere i reati di corruzione e, conseguentemente, di turbativa d’asta in pubblici appalti.