Una statua di Padre Pio “piange” in una chiesa casertana. “È un miracolo”

18 Maggio 2026 - 10:05

Ora si attendono gli accertamenti disposti dalla Curia, che dovranno chiarire la natura della presunta lacrima

MACERATA CAMPANIA – Una presunta lacrima comparsa sul volto di una statua di Padre Pio sta attirando l’attenzione dei fedeli a Macerata Campania. L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso 18 aprile, poco prima della celebrazione serale nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

A notare per prima il segno sul viso dell’effigie, collocata in una nicchia all’esterno della chiesa, sarebbe stata una donna residente a San Prisco. In un primo momento si era pensato a un semplice alone o a dello sporco, tanto che il parroco, don Girolamo Capuano, aveva tentato di ripulire la statua senza però riuscirci.

Il giorno successivo il sacerdote è tornato a controllare più attentamente. Salendo su una scala per osservare da vicino il volto della statua, avrebbe constatato che quella traccia ricordava piuttosto una lacrima. A quel punto sono state esaminate le registrazioni delle telecamere installate nella zona per verificare eventuali alterazioni o interventi esterni.

Dalle immagini visionate non sarebbero emersi episodi sospetti: nei filmati si vedrebbero soltanto alcuni fedeli avvicinarsi alla statua per un gesto di devozione, toccandone i piedi. Informato dell’accaduto, l’arcivescovo di Capua, monsignor Pietro Lagnese, ha scelto di affrontare la vicenda con cautela.

La diocesi, infatti, non ha rilasciato dichiarazioni sensazionalistiche né parlato di evento miracoloso. Nel frattempo la statua è stata spostata all’interno della chiesa, accanto a un altare laterale e sotto controllo continuo tramite videosorveglianza. Al posto dell’effigie di Padre Pio è stata collocata una statua dedicata a Madre Teresa di Calcutta.

Ora si attendono gli accertamenti disposti dalla Curia, che dovranno chiarire la natura della presunta lacrima. Le procedure ecclesiastiche attualmente in vigore prevedono verifiche particolarmente rigorose e, nei casi più delicati, anche il coinvolgimento diretto del Vaticano prima di qualsiasi eventuale riconoscimento ufficiale.