Villani e Di Monaco dribblano il consiglio comunale e organizzano un comizio sulla vicenda del Ponte di Capua

2 Giugno 2026 - 18:28

Una singolare iniziativa in cui il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici che dovrebbero rispondere all’intera città attraverso la sua massima rappresentanza istituzionale della maggioranza e della minoranza di Capua utilizzano un simbolo di parte. Ma al di la di ciò si aspettano risposte precise partendo dal presupposto delle informazioni da comunicare sullo status di opera sequestra o dissequestrata. Tutto il resto sarebbero chiacchere e propaganda

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CAPUA – Una questione che riguarda un’intera comunità rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione di propaganda politica. È la critica che emerge dopo l’annuncio dell’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico sul tema del Ponte Nuovo sul Volturno, in programma il prossimo 4 giugno in via Conte Landone. Una scelta che solleva perplessità, considerando che si tratta di una vicenda che interessa migliaia di cittadini e che, proprio per la sua rilevanza, dovrebbe essere affrontata nelle sedi istituzionali piuttosto che sotto il simbolo di una forza politica.

Nel Consiglio Comunale dello scorso 25 maggio, il gruppo di minoranza aveva chiesto formalmente la convocazione di un Consiglio Comunale aperto per discutere della mancata riapertura del ponte, consentendo ai cittadini di ricevere informazioni complete e trasparenti attraverso gli strumenti istituzionali previsti.

L’iniziativa del Partito Democratico, arrivata successivamente a quella richiesta, viene invece letta come un tentativo di intestarsi politicamente una vicenda che appartiene all’intera collettività. La contestazione è chiara: invece di favorire un confronto aperto e condiviso nelle sedi deputate, l’amministrazione consente che la questione venga affrontata attraverso i canali del partito che sostiene il governo cittadino. Una decisione che attribuisce inevitabilmente un colore politico a un’infrastruttura strategica per il territorio, trasformando un problema amministrativo e pubblico in un tema di appartenenza partitica.

È proprio questo l’aspetto che suscita maggiori critiche. Non tanto la decisione di organizzare un incontro con la cittadinanza, quanto il fatto che a convocarlo sia un partito politico e non l’istituzione comunale. Il Ponte Nuovo sul Volturno non appartiene al Partito Democratico, non appartiene al sindaco Adolfo Villani né all’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Di Monaco che peraltro lo rappresentano: appartiene alla città e ai cittadini che da anni subiscono le conseguenze della sua chiusura. Da qui l’interrogativo sollevato da più parti: perché una questione di interesse generale viene affrontata sotto le insegne di un partito anziché attraverso il Consiglio Comunale o altri strumenti istituzionali di confronto pubblico? La richiesta di trasparenza avanzata dalla cittadinanza dovrebbe trovare risposta nei luoghi della rappresentanza democratica. Invece, ancora una volta, una problematica che coinvolge l’intera comunità viene gestita sul piano politico, con il rischio di far passare il messaggio che il ponte sia diventato una questione del Pd.

E se il ponte viene trasformato in una questione di partito, allora il Partito Democratico e gli amministratori che guidano la città da anni non possono sottrarsi alle responsabilità politiche per una situazione che continua a generare pesanti disagi per residenti, lavoratori e attività economiche. Quando un’opera pubblica che incide sulla vita quotidiana di migliaia di persone viene raccontata e gestita attraverso i canali di una singola forza politica, il rischio è che l’interesse generale finisca inevitabilmente in secondo piano rispetto alle esigenze della propaganda e del consenso.