VILLETTA GIAQUINTO. La lettera aperta ai commissari comunali dell’ex assessore ed agronomo Giuseppe Messina che parla di scempio del verde…
23 Febbraio 2026 - 16:57
Caserta (pm) – I lavori di riqualificazione a Villa Giaquinto stanno sollevando forti preoccupazioni tra associazioni ed esperti ambientali, critici verso gli interventi su alberi e piante. Dopo aver riportato ieri le diverse reazioni della città (qui l’articolo), oggi pubblichiamo la lettera aperta di Giuseppe Messina, agronomo e già assessore all’ Ecologia ed all’Ambiente della giunta Bulzoni (1993-1997). Lo scritto è indirizzato alla terna commissariale del Comune di Caserta affinché intervenga sulle metodiche adottate nel parco di via San Carlo, giudicate gravemente scorrette e definite veri e propri atti di scempio. Nel nostro articolo appena richiamato, abbiamo già lamentato il deficit di comunicazione dell’ente comunale con la città. Speriamo che i commissari, in questa occasione e considerata anche l’autorevolezza delle obiezioni e dei rilievi sollevati, forniscano elementi di chiarimento sul modo in cui si sta procedendo. Devono capire che l’area verde, essendo tra le ultime scampate al sacco urbanistico subito dalla città, sta nel cuore di molti casertani.
IL TESTO DELLA LETTERA
Lettera aperta ai commissari di governo che gestiscono la città di Caserta, Antonella Scolamiero, Prefetto, con una lunga carriera nel Ministero dell’Interno, già Prefetto di Viterbo e Salerno, e ora Vice Capo Dipartimento presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile. Daniela Caruso, Viceprefetto, con esperienza in ambito amministrativo e nella gestione di enti locali. Agostino Anatriello, Dirigente economico-finanziario di seconda fascia, con competenze specifiche nella gestione finanziaria degli enti pubblici.
OGGETTO: Lavori di sistemazione a verde di Villa Giaquinto. Un cantiere di morte e incompetenza.
…Sono iniziati…i cosiddetti lavori di ristrutturazione a verde di Villa Giaquinto. Già da qualche giorno i tagliatori di alberi hanno iniziato la loro opera di distruzione fisica del patrimonio a verde di quel bene comune.
Con beneficio per l’impresa (diversi quintali di legna da ardere e quindi da vendere) i tagliatori stanno capitozzando tutti gli alberi, eliminato il veliero e tutto quello che indicava un’identità di un luogo vissuto da migliaia di cittadini inermi.
Il danno che si sta procurando è irreversibile e spiego il perché.
La capitozzatura è una pratica altamente dannosa: indebolisce l’albero, ne riduce drasticamente la capacità fotosintetica, ne compromette la stabilità nel medio-lungo periodo e accorcia sensibilmente la sua aspettativa di vita. Distruggendo la chioma, viene di fatto annullata soprattutto gran parte dei servizi ecosistemici che l’albero fornisce in ambiente urbano.
Tra questi servizi, uno dei più rilevanti è il miglioramento della qualità dell’aria. Vale la pena ricordare che la copertura vegetale nelle aree urbanizzate contribuisce alla riduzione degli inquinanti atmosferici (come particolato fine, ossidi di azoto e ozono), alla mitigazione delle isole di calore e, indirettamente, alla diminuzione dell’incidenza di numerose patologie respiratorie e cardiovascolari. Ridurre drasticamente la chioma significa ridurre superfici fogliari attive, cioè eliminare un vero e proprio “filtro biologico” dall’ambiente urbano.
A questo si aggiunga la demolizione e distruzione di quei manufatti che hanno caratterizzato per oltre vent’anni Villa Giaquinto, a cominciare dal veliero, buono oggi per farne legna da ardere.
…Tutto questo sta accadendo da qualche giorno a dispetto delle proposte che sono state fatte a suo tempo a quel campione senza valore dell’ing. Biondi, il quale quando a suo tempo sono andato a illustrare le proposte alternative di quel progetto fasullo che costituisce l’attuale realizzazione in corso. Sia detto per inciso che un noto vivaista locale mi ha detto senza tanto giro di parole che lui i lavori li avrebbe fatti per un quinto del costo preventivato dall’Amministrazione comunale: un generoso regalo di Pantalone a incompetenti privati.
Naturalmente non vi chiedo di credermi. In fondo sono solo quarantotto anni che mi occupo di sistemazioni a verde urbano e parchi pubblici. Invito pertanto le SSLL, nella qualità, a contattare presso l’Università degli Studi di Firenze il prof. Francesco FERRINI, Professore Ordinario, SSD: AGRI-03/A – Arboricoltura generale e coltivazioni arboree; Afferenza organizzativa:Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI). Il prof. Ferrini, senza tema di essere smentito, si può considerare il più grande studioso (e divulgatore) italiano che si dedica soprattutto agli alberi urbani e alla gestione del verde in città.
Occorre fermare questo scempio, prima che siano distrutti anche le piante di arance,
Faccio appello alle SS.LL. affinché pongano fine a questo scempio e mi rivolgo alla stampa, all’ordine degli agronomi, all’opinione pubblica casertana, alla società civile e alle associazioni ambientaliste affinché facciano sentire la loro voce.
Caserta, 23 febbraio 202 Giuseppe Messina – agronomo
RASSEGNA FOTOGRAFICA DEGLI INTERVENTI ESEGUI SU ALBERI E PIANTE

