Vincenzo, mani e piedi legati prima di essere ucciso: i dettagli inquietanti sulla morte del 20enne
12 Maggio 2026 - 19:55
I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Alberto Verrengia e Giuseppe Stellato
SESSA AURUNCA – Il corpo ritrovato con mani e piedi legati da una corda, ferite da arma da taglio inferte con gli stessi coltelli da chef che utilizzava durante gli studi all’istituto alberghiero e poi nascosto, impacchettato nel bagno dell’abitazione prima di essere trasportato sul balcone e gettato nel dirupo sottostante. Sono i dettagli inquietanti emersi dalle indagini sull’omicidio di Vincenzo Iannitti, il giovane di San Castrese, frazione di Sessa Aurunca, trovato morto dopo giorni di ricerche.
Secondo gli investigatori, il cadavere sarebbe rimasto a lungo nascosto prima del ritrovamento, tanto da trovarsi già in avanzato stato di decomposizione. Gli accertamenti medico-legali avrebbero inoltre aperto nuovi interrogativi sulla dinamica del delitto e sulle dichiarazioni rese dal presunto assassino, il 19enne Victor Uratoriu, di origine romena.
Uno degli elementi più inquietanti riguarda il possibile “incaprettamento” della vittima: gli inquirenti sospettano infatti che Vincenzo possa essere stato legato quando era ancora vivo e non dopo il decesso, come inizialmente ipotizzato. Un dettaglio che potrebbe aggravare ulteriormente il quadro accusatorio a carico del giovane fermato.
Victor avrebbe ammesso di aver ucciso Vincenzo dopo una lite scoppiata, a suo dire, per alcune offese rivolte alla nonna e alla fidanzata entrambe defunte. Una versione che però non convince del tutto gli investigatori, impegnati a ricostruire con precisione le ultime ore di vita della vittima.
Nel frattempo proseguono le analisi dei telefoni cellulari di Vincenzo. Il dispositivo della vittima sarebbe stato sottratto da Victor dopo l’omicidio e successivamente resettato, nel tentativo di cancellare eventuali tracce utili alle indagini.
Al momento il 19enne resta accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi e occultamento di cadavere. Gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
I familiari di Vincenzo Iannitti sono assistiti dagli avvocati Alberto Verrengia e Giuseppe Stellato.
