Appalto da 5 MILIONI del Consorzio di Bonifica all’imprenditore 42enne di S. CIPRIANO con precedenti di polizia. E prima guidava la coop. in odore di camorra

5 Novembre 2025 - 11:54

Tutto si collega ad un’indagine del commissariato di Marcianise nata a seguito di alcuni gravi disservizi e un incidente a Macerata Campania. Al centro dell’inchiesta, tra gli altri, i soci e l’amministratore unico dell’impresa che si occupava della manutenzione idrica. Una ditta dal nome Global Service Maceratese ma con sede ad Aversa e amministratore unico Giuseppe Infante, di San Cipriano che ora ritroviamo quale legale rappresentante della Hydropower che, nei mesi scorsi, ha vinto una gara importantissima nel Consorzio di Bonifica, da 7 anni (illegittimamente) commissariato

CASERTA – E’ dal 2017 che, prima con Carlo Maisto, uno che si definì da solo la lunga mano di De Luca, e con Francesco Todisco poi, il Consorzio di Bonifica del del Bacino Inferiore del Volturno è guidato da commissari scelti dal presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, con una procedura che, ormai da 7 anni, vìola una legge della regione stessa che prevede che il commissariamento non possa superare i 360 giorni, numero leggermente inferiore al quasi decennio passato.

Tra pochi giorni ci saranno le elezioni e il commissario stesso ad essersi candidato come presidente è lo stesso Todisco. Un’operazione di per sé legittima, visto che lo Statuto rende incandidabili i dipendenti della Regione cui competono funzioni di controllo sull’amministrazione del Consorzio. Ma se consideriamo che la nomina a commissario del luglio 2021 è stata espressa dalla giunta regionale della Campania, leggasi De Luca, la candidatura di Todisco pare contraria al concetto espresso nello statuto del Consorzio all’articolo 10.

Ripetiamo, qua parliamo più di una questione di principio, di opportunità. Ma se pensiamo che per legge il commissariamento doveva durare 360 giorni ed è in piedi da un anno, evidentemente, il nostro ragionamento non verrà certo preso con serietà da Todisco e da chi l’ha voluto lì.

Excursus a parte sulla situazione attuale del Consorzio di Bonifica, andiamo a parlare di un appalto da oltre 5 milioni di euro, figlio di un aggiudicazione non sappiamo se provvisoria o definitiva, dato che sulla trasparenza degli atti amministrativi questo ente sembra molto lontano dal rispettare le norme del decreto Trasparenza e quindi questo rende complesso anche per noi la totale precisione documentale che tanto ricerchiamo.

L’intervento riguarderà il potenziamento della stazione di pompaggio e del sistema di irrigazione nella zona compresa tra le valli del Peccia e del Garigliano. Tredici aziende si sono candidate e diverse sono di imprenditori che conosciamo bene, tra cui la famiglia Caprio e Giovanni Malinconico.

Ma il contendente vincitore è un’impresa con sede a San Gregorio Magno, in provincia di Salerno: la Hydropower. Eppure, non è certo la prima volta che accade, si tratta di una ditta che, seppur lontana come luogo di residenza, ha il suo cuore pulsante nell’agro Aversano.

Il direttore tecnico e legale rappresentante della Hydropower, infatti, è un 42enne di San Cipriano d’Aversa: il suo nome è Giuseppe Infante e non è la prima volta che appare sugli schermi di CasertaCe. Di lui abbiamo scritto nell’ottobre del 2023, quando abbiamo scoperto che si trattava dell’amministratore unico di una società, la Global Service Maceratese che, però, di Macerata Campania, luogo dove ha gestito l’appalto per la manutenzione idrica da 3 milioni, ormai aveva ben poco.

Inizialmente costituita da personaggi “indigeni, dai nativi e residenti a Macerata Donato Mincione, Antonio Munno e Giuseppe Trotta, era poi finita in pieno controllo di nuovi soci, tutti provenienti dall’agro Aversano.

Come detto, almeno fino alla fine del 2023, la compagine era composta da Giuseppe Infante, 39enne di San Cipriano di Aversa, che esercitava anche la carica di amministratore unico, da Giuseppe Zara, 50enne di Casapesenna, e da Domenico Mormile, 45 anni, residente a Giugliano in Campania.

Dai controlli del commissariato di Marcianise poi, sono emerse situazioni piuttosto delicate. L’amministratore e gli altri due soci della Global Service Maceratese sono tutti gravati da precedenti di polizia. Ma non solo. A loro carico furono anche formalizzati rapporti personali, non sappiamo se economici, con elementi della malavita organizzata del clan dei Casalesi (CLICCA E LEGGI).

Parliamo dell’estate 2023 e quindi è possibile che qualcosa sia cambiato. Detto ciò, dopo che alla Global Service Maceratese, proprio pochi giorni dopo i nostri articoli, fu revocato il servizio dal comune di Macerata per “inadempienze”, di questa società non ne abbiamo mai sentito più parlare. Non è presente nella white list della provincia di Caserta, ovvero nell’elenco di ditte a per cui la prefettura attesta l’assenza di rapporti o condizionamenti criminali, e a quanto pare è in liquidazione. Va aggiunto poi che, forse a seguito del cambio di amministratori e soci, la Global Service Maceratese non aveva più sede a Macerata Campania, bensì ad Aversa, nel cuore dell’Agro, in via Riverso.

A due anni da questa vicenda, ritroviamo Giuseppe Infante alla guida di un’altra impresa, questa volta con sede in provincia di Salerno, ancora più lontano dalla sua San Cipriano rispetto a Macerata, ma che continua a gestire appalti pubblici milionari, questa volta al Consorzio di Bonifica del commissario Todisco, dopo una procedura di gara che vede quale responsabile l’ingegnere Camillo Mastracchio, direttore generale e il funzionario più potente dell’Ufficio tecnico consortile.

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