SCATOLE PIENE DI SOLDI in cambio di incarichi. Le strane azioni del dirigente comunale Pirozzi. Ma il sindaco Marrandino e il suo “Dani” De Caprio…

20 Dicembre 2025 - 21:06

C’è un passaggio interessante di un decreto di perquisizione che abbiamo realmente rivoltato come un calzino. Secondo i pm, Pirozzi avrebbe meritato di essere indagato per abuso d’ufficio, reato però cassato dal codice penale. Ma più di questo sono gli atteggiamenti del Pirozzi…

CASTEL VOLTURNO (g.g.) – C’è un passaggio all’inizio della pagina 14 del decreto di perquisizione, realizzato dai carabinieri su delega dei pubblici ministeri della procura di Santa Maria Capua Vetere, Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, nei confronti del sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino e dell’imprenditore di Cancello e Arnone, Daniele De Caprio, chiamato confidenzialmente e vezzosamente “Dani” da Marrandino, che vale la pena, a nostro avviso, citare perché chiarisce un paio di cose.

La prima: la conoscenza tra il primo cittadino di Castel Volturno e Daniele De Caprio è datata, l’incarico di direttore per l’esecuzione del contratto da parte dell’ATI imperniata sull’impresa Magenta Srl, di cui è titolare Miriam D’aiello moglie dell’imprenditore dei rifiuti attraversato dalla vicenda giustiziaria riguardante la cosiddetta tangentopoli maddalonese, Alberto Di Nardi, era stata assunta da Daniele De Caprio già durante l’amministrazione capitanata dal sindaco Luigi Petrella quando Pasquale Marrandino era il suo vice e soprattutto era l’assessore ai rifiuti, delega che non ha voluto mollare quando, dopo la rottura con Petrella, è diventato lui sindaco per effetto della vittoria di stretta misura ottenuta al ballottaggio del maggio 2024 con la sua competitor Anastasia Petrella.

Francamente questo ci porta a dover comprendere meglio, nei prossimi giorni, come sia stato attribuito il primo incarico di Dec a De Caprio, visto che questi non faceva parte della short list, in realtà una long list con 500 e passa nomi, da cui si è voluto invece attingere in occasione del secondo incarico di Dec attribuito al De Caprio, al punto che si è lasciata questa carica vacante per ben tre mesi, con modalità molto discutibili e forse non del tutto legali, pur di determinare l’ingresso di De Caprio in questa lista dei professionisti di fiducia, avvenuta poche settimane prima della sua nomina pressocché scontata, ma che ha dovuto attendere proprio l’ingresso nella long list perché evidentemente non c’era alcun concorso da fare, non c’era alcuna procedura concorrenziale, ma solo solo sacramentare, certificare, una nomina già decisa a monte con buona pace dell’imparzialità e delle pari opportunità.

La seconda cosa da sottolineare riguarda l’atteggiamento anomalo del rup Francesco Pirozzi, il quale, letteralmente di punto in bianco, diventa rigoroso nel rilevare le inadempienze compiute da Daniele De Caprio nell’esecuzione del suo incarico, a partire da un orario di lavoro che doveva essere di sei ore al giorno, e che invece si racchiudeva incredibilmente in una sola mattinata che, settimanalmente, l’ingegnere di Cancello ed Arnone trascorreva nei locali del comune castellano.

Ed è lo stesso Daniele De Caprio a stupirsi di questo atteggiamento, ritenendo a dir poco strano, ma proprio strano, che per due anni Pirozzi non gli aveva rivolto alcun rimprovero, e che ora, parliamo del gennaio scorso, oltre alla questione degli orari, vizi, errori significativi all’interno delle relazioni presentate da De Caprio.

E’ come se Pirozzi, aggiungiamo noi, avesse capito che la Procura della Repubblica stesse in azione, in un’indagine riguardante il rapporto corruttivo esistente tra il sindaco e De Caprio e riguardante anche il modo, a dir poco lascivo, con cui quest’ultimo svolgeva la sua funzione, facendo letterlamente i comodi propri.

Su Pirozzi, i magistrati di Santa Maria Capua Vetere non ravvisano comportamenti che possano formulare la commissione di un reato perseguibile. Secondo Urbano e la Capone ci sarebbero gli estremi per l’abuso d’ufficio, ma si tratta di un reato abolito e quindi amen. Alla fine la questione viene risolta tra Marrandino e De Caprio, udite udite, quest’ultimo passa da un impegno consistente in una mattinata alla settimana trascorsa all’interno del comune di Castel Volturno, a due mattinate.

Ma si ha la sensazione che Pirozzi abbia fiutato l’attività dei giudici sulla questione dei rifiuti e si sia voluto cautelare con la sua improvvisa levata di scudi, dopo che per due anni, di fronte agli stessi atteggiamenti da parte di De Caprio, non era mai intervenuto. Addirittura, se in un primo tempo decide di far intervenire Marrandino sa bene che possiede un grande ascendente, per ovvi motivi, su De Caprio, ad un certo punto è lui direttamente, senza passare per il sindaco, ad aggangiare lo stupefatto “Dani”, rivolgendogli de visu i rimproveri.