CAPUA. Villani ha fatto prendere alla sua pupilla Giacobone anche la tessera del PD. L’accordo preelettorale con Casuccio, Di Monaco, l’Affinito e Gentili è saltato. Zenga parla già da principe consorte e la città si avvia a divenire ridicola

30 Dicembre 2025 - 18:17

E “giustamente” ci manca solo un’amministrazione Giacobone-Zenga-Buglione. Ma questi ci credono veramente e quando si è capito che la vice sindaca aveva addirittura concordato direttamente che Graziano e Villano e le sue mosse lo strappo è stato inevitabile. Ma il punto debole del gruppo che riteneva di avere in mano il futuro della città è rappresentato dalla debole personalità di Casuccio il quale se la fece letteralmente addosso perdendo una grande occasione di diventare interlocutore di un giornale come il nostro quando valorizzammo un suo post su Facebook rispetto alle quale smentì il non smentibile arrampicandosi letteralmente sugli specchi

CAPUA (g.g.) Le elezioni del 2022 nascono con un preambolo tra Adolfo Villani e un gruppo di persone, politicamente impegnate e dotate di un gruzzolo di voti significativo. Questo accordo prevedeva che Villani avrebbe fatto solamente una consiliatura e che alla fine della stessa il candidato sindaco designato, con l’appoggio diretto anche dello stesso Villani sarebbe stato il commercialista imprenditore Michele Casuccio.

Noi di CasertaCe abbiamo l’occhio lungo ed un pelo sullo stomaco di tipo esperienziale. Quando abbiamo cominciato a leggere qualche post pubblicato da Casuccio in cui quest’ultimo mostrava malessere, disagio, ed esprimeva qualche critica nemmeno poi tanto larvata, ci siamo chiesti perché ciò stesse avvenendo da parte di un consigliere che all’esterno era apparso sempre graniticamente legato a Villani.

Una bella risata ci siamo fatti quando il buon Casuccio ha cercato di arrampicarsi sugli specchi smentendo quella nostra interpretazione. Non ci siamo messi a giocare al rimpiattino perché dobbiamo pensare a tante altre cose, a tante altre notizie, riguardanti l’intera provincia ma a quelle parole di replica piuttosto ingenue ci siamo limitati a regalare un’alzata di spalle.

Poi i nodi vengono al pettine, le cose si vengono a sapere e Casuccio ha perso un’occasione per mostrare una personalità pronunciata, autonoma quand’anche inserita in un progetto di governo sostenuto da una maggioranza a cui lui continua ad appartenere

Sapete come dicono i giornalisti che la sanno lunga e che da più di 30 anni osservano e commentano le “tarantelle” politiche: trattasi di un simpatico piscitiello di cannuccia, per bene, ma pur sempre un piscitiello di cannuccia

Il tempo è galantuomo e quando le signore Loredana Affinito e Concetta Gentili si sono dichiarate indipendenti è bastato chiedere un po’ in giro e tutto si è chiarito  

Ci siamo ricordati che quella levata di scudi, contrassegnata da un poco glorioso rinculo, da una smentita del non smentibile ad opera di Casuccio era avvenuta proprio nei giorni in cui Marisa Giacobone in Zenga , trascinata da un irrefrenabile Adolfo Villani scalva un’altra posizione di potere aggiungendo alla carica di vice sindaca, a quella di assessora ai servizi sociali anche quella di presidente del Consorzio tra Comuni dell’agro caleno, di cui Capua è capofila, che ha preso il posto dell’Ambito intercomunale C09.

Ora tutto torna e torna soprattutto che Adolfo Villani veramente l’ha compiuta la follia politica di promettere a Marisa Giacobone la candidatura a sindaco. E solo questo ci manca: un bel triumvirato con fascia tricolore annessa tra l’amazzone dello strascino, il consorte gringo all’acqua pazza  che insegue i vigili urbani in scooter brandendo un telefonino violando così il codice della strada e continuando la sua battaglia personale con i caschi bianchi di Capua che lo ha condotto a comparire davanti ad un giudice in un processo penale (prossima udienza 11 maggio) e ci mettiamo come terza gamba dell’amministrazione comunale di governo attivo della città, quello strano tipo (Emilio) che contava i soldi in contanti davanti al povero inquilino-non inquilino perché al tempo chissà se quel rapporto era definito da un regolare contratto di locazione dell’appartamento di proprietà della società costituita dal gringo di cui sopra  Carmine Zenga e dalla moglie vice sindaca e assessora, Marisa Giacobone

Ma quel movimento promozionale di Villani non si è arrestato. Anzi durante la campagna elettorale delle elezion regionali l’appoggio secco dato dal sindaco al suo quasi omonimo di Aversa, Marco Villano, e al padrino politico di quest’ultimo, Stefano Graziano, è stato cementato dall’ingresso ufficiale della Giacobone nel PD

Insomma, quando il gruppo di Di Monaco, di Casuccio, della Gentili, dell’Affinito hanno capito che il sindaco “fa aver” e che evidentemente ha scorto delle qualità più o meno nascoste nella manifestazione di se in Marisa Giacobone, hanno dato un segnale uscendo dal gruppo controllato direttamente da Adolfo Viallni e costituendone uno indipendente. Della serie: se tu vai avanti con l’idea di far candidare a sindaco Marisa Giacobone, parafrasando una famosissima canzone scritta dal grande Paolo Conte, prima di tutto per Caterina Caselli, “Insieme a te non ci stiamo più”. Poi tutto è possibile, può darsi pure che Villani, in appoggio con la Giacobone o magari illudendo la stessa e il marito che effettivamente lo va dicendo per Capua che la sua consorte vestirà la fascia tricolore si ponga l’obiettivo classico dei politicanti di professione di metter gli uni contro gli altri aprendo una fase di veti incrociati, ad epilogo della quale l’attuale sindaco dirà a tutti, “ragazzi ho una certa età però siccome da questa palude non se ne esce, mi sacrifico 😂😂😂 e mi candido io un’altra volta”

Fase interessante che va monitorata con una certa attenzione